A cura della Redazione
Savoia-Paganese, Ugolotti: "Sono mancati entusiasmo, voglia e grinta" Il Savoia cede in casa alla Paganese per 1-0 ed incassa la quarta sconfitta in cinque gare. Continua la maledizione del Giraud, dove i bianchi non hanno mai vinto quest´anno. Eppure, le aspettative per il match di oggi erano tante. L’ultima gara disputata a Catanzaro (esordio in panchina del nuovo tecnico Ugolotti) ha trasmesso segnali confortanti sotto il profilo tattico e di tenuta, anche se lo stesso allenatore ha precisato che il lavoro di recupero di alcuni aspetti fondamentali come mentalità e continuità di gioco, è ancora complesso e lungo. I torresi devono rinunciare ai tre espulsi della partita di Catanzaro (Sirigu, Calzi e Sanseverino) caratterizzata da una più che discutibile direzione di gara. In difesa rientra Di Nunzio dopo due turni di stop, Sevieri è il sostituto naturale di Calzi, mentre in attacco D’Appolonia affianca Del Sorbo e Scarpa nel confermato modulo 4-3-3. Ancora una volta non convocato Gargiulo che, dunque, diventa una caso conclamato di rottura tra calciatore e società. La Paganese è priva, per infortunio, dell’attaccante Caccavallo che in settimana dovrebbe nuovamente aggregarsi al gruppo. E’ anche il match degli ex: il capitano dei bianchi Ciccio Scarpa ha lasciato un ottimo ricordo tra i tifosi della Paganese e il cursore di centrocampo degli azzurrostellati Vincenzo De Liguori tra i protagonisti lo scorso anno della esaltante cavalcata del Savoia. PRIMO TEMPO Squadre schierate con uno speculare 4-3-3 e gara inizialmente equilibrata. Al 12´ conclusione di Sevieri dal limite che manca di poco la porta della Paganese. Al 14´ Moracci impegna Santurro in due tempi. Col passare dei minuti è il Savoia a cercare maggiormente la profondità mentre la Paganese risulta essenzialmente impegnata ad arginare gli attacchi avversari. Al 26´ occasione per il padroni di casa: traversa piena colpita da Sevieri con un forte tiro dal limite. Sulla ribattuta Malaccari non trova lo specchio della porta. I bianchi risultano sempre più convinti in fase offensiva. Al 38´ un colpo di testa di Del Sorbo, su angolo di Scarpa, sfiora il palo alla sinistra di Marruocco. In conclusione di tempo è Scarpa a colpire sotto misura su indecisione della difesa ospite, ma la palla esce di poco. Il tempo finisce senza reti, ma il Savoia avrebbe meritato di raccogliere qualcosa di più concreto. SECONDO TEMPO Gara che non decolla nella ripresa, ritmi lenti ed azioni confuse la rendono noiosa. E´ la Paganese a cercare maggiormente di impensierire la retroguardia avversaria, anche se le conclusioni a rete (un paio) sono praticamente velleitarie e senza risultato. Il Savoia, dal canto suo, non riesce a tirare neanche una volta verso la porta di Marruocco, palesando una evidente e preoccupante involuzione rispetto alla gara col Catanzaro. La svolta del match arriva al 74´: il tecnico dei salernitani Sottil mette in campo Girardi al posto di Bernardo. Dopo appena due minuti, il neo entrato sigla la rete della vittoria su colpo di testa, raccogliendo un calcio d´angolo battuto da Herrera. Difesa oplontina ferma, che lascia staccare indisturbato nell´area piccola l´attaccante avversario. La partita di fatto termina qui. Nonostante gli ingressi di Cipriani e Di Piazza, il Savoia non si rende mai pericoloso. Nel secondo tempo, zero tiri in porta e nessuna occasione da gol. Statistiche che devono far riflettere. Al termine del match, i tifosi contestano la squadra e chiamano i giocatori sotto la curva manifestando tutto il loro dissenso per la mancanza di cattiveria agonistica mostrata dai bianchi. Dopo dieci minuti di colloquio tra i calciatori e i supporters, capitan Scarpa e Del Sorbo vengono invitati a togliersi la maglia, e rientrano negli spogliatoi a testa china. Un epilogo mortificante di una giornata da dimenticare al più presto. La classifica ora diventa seriamente preoccupante, con il Savoia quartultimo insieme al Cosenza (8 punti), davanti solo ad Ischia (7), Reggina (6) ed Aversa (5). LE FORMAZIONI Savoia (4-3-3): Santurro; Cremaschi, Rinaldi, Di Nunzio, Sabatino; Malaccari, Severi (dal 10´ s.t. Corsetti), Gallo; D´Appolonia (dal 24´ s.t. Cipriani), Del Sorbo (dal 35´ s.t. Di Piazza), Scarpa. A disp.: Falcone, Verruschi, Checcucci, Giordani, Di Piazza, Corsetti, Cipriani. All. Ugolotti Paganese (4-3-3): Marruocco; Vinci, Tartaglia, Moracci, Bocchetti; Calamai, De Liguori, Baccolo; Herrera, Bernardo (29´ s.t. Girardi), Deli (38´ st Armenise). A disp.: Casadei, Djibo, Paterni, Bergamini, Malcore. All. Sottil AMMONITI: Moracci, Bocchetti, Marruocco (P); Del Sorbo, Cipriani (S) SALA STAMPA L’euforia per il quinto risultato utile consecutivo (terza vittoria di fila) evidentemente sottrae lucidità nell’esaminare la gara ad Andrea Sottil. L’allenatore della Paganese trasmette l’idea di una gara dominata dalla sua squadra: «Anche la nostra attuale classifica ci fa andare in campo più sereni e distesi rispetto a prima. Oggi abbiamo giocato la palla da dietro, creato delle buone occasioni, siamo stati ordinati anche sulle ripartenze solo qualche volta concesse al Savoia. La mia squadra ha cercato sempre di proporsi e di creare profondità e questo atteggiamento alle fine ci ha premiato». Ci pensa il match-winner Domenico Girardi a sconfessare le dichiarazioni del suo tecnico e a ricondurre sui canali della realtà lo svolgimento della partita: «Siamo riusciti a vincere la partita senza mai superare la nostra metà campo. Ciò vuol dire che le squadre compatte che sanno quel che vogliono, possono anche ottenere il massimo da partite come queste nonostante un avversario di tutto rispetto come il Savoia. Abbiamo sofferto per tutti i 90 minuti e capitalizzato la prima, unica e vera occasione della gara». Evviva l’onestà, egregio Girardi. Guido Ugolotti sottolinea i due volti che lui ha conosciuto del Savoia e cioè quello mostrato a Catanzaro e i tratti sbiaditi soprattutto del secondo tempo di oggi. «Qualche calciatore soffre la pressione di giocare in casa. La squadra fa fatica a stare in campo come dovrebbe. La circolazione della palla è lenta, non vedo aggressività, i movimenti non sono sufficienti. Ho provato a cambiare qualcosa nel secondo tempo giocando con i due mediani al centro, ma il risultato non è cambiato. Abbiamo creato poco perché non c’è stata grinta, voglia ed entusiasmo». L’allenatore dei bianchi aggiunge: «Non è solo l’aspetto psicologico sul quale bisogna lavorare, ma in tutti i versanti. L’allenatore deve analizzare le due gare, capire dove abbiamo sbagliato e lavorare su quello. Certamente l’aspetto mentale è fondamentale. Non è possibile abbassare la testa al primo errore e non far uscir fuori la determinazione e l’entusiasmo per rimediare». Salvatore Gallo è l’emblema del clima che vive questo pomeriggio lo spogliatoio del Savoia: «In noi c’è tanta amarezza. Abbiamo creato, soprattutto nel primo tempo, le occasioni per andare a rete colpendo anche una traversa. La Paganese con un mezzo cross è riuscita a vincere la partita. I tifosi? Hanno ragione a contestare perché la classifica è emblematica, ma invito loro a stare tranquilli perché il campionato è lungo e mancano ancora tante partite. Il Chievo è da tredici anni che gioca in serie A e si salva sempre nelle ultime tre partite. Noi sappiamo che dobbiamo salvarci. E’ il nostro obiettivo e, credetemi, è presente nella testa di ogni giocatore».