A cura della Redazione
Savoia in trasferta ad Aversa, con Bucaro in panchina e con i nervi tesi Anche contro l’Aversa, Bucaro siederà in panchina. Con quale spirito e quanta autorevolezza non è dato sapere. E’ un tecnico dimezzato nei fatti, quello che dirigerà i bianchi, che resta al suo posto solo per non appianate divergenze societarie, diretta conseguenza della bufera scatenatasi in settimana. Ma andiamo con ordine, partendo dalla sonora contestazione di domenica scorsa immediatamente dopo il ko subìto dal Benevento, secondo in campionato, quarto della stagione dopo appena cinque incontri ufficiali. Troppo per una tifoseria che ha pazientato tredici anni per rivedere i bianchi in LegaPro ed è costretta ad assistere a spettacoli indecorosi offerti da una squadra priva di nerbo e senza cattiveria agonistica. Manca si riserva quarantotto ore di tempo per prendere una decisione. Un vortice di incontri ad alta densità emotiva assorbe l’architetto che però, martedì, puntuale, annuncia l’epurazione generale: via Bucaro, Maglione (nella foto) e l’intero staff a lui facente capo, ivi compresi il diesse Obbedio ed il segretario Sellitti, sostituiti, almeno in un primo momento, dal nuovo tecnico Silvano Paolucci e dal grande ex, Eupremio Carruezzo, in qualità di consulente per il mercato e “rifondatore” dei quadri tecnici. Tutto finito? Macché! Maglione non ci sta, e forte anche di un potere di rappresentanza in qualità di amministratore unico, non firma le dimissioni sue e della sua squadra rimandando, di fatto, Bucaro in panchina. E a data da destinarsi, tra dieci, quindici giorni, l’assemblea dei soci nel corso della quale potrebbe annunciare e formalizzare il suo congedo dal Savoia. Presa di posizione tanto ineccepibile, Manca detiene solo il venti per cento delle quote azionarie del club, quanto deleteria per le sorti del Savoia, alle prese con una crisi dalle dimensioni bibliche. Il tutto deriva essenzialmente, ma non in toto, da una campagna acquisti giudicata dai più insoddisfacente ma avallata dal tecnico che, alla luce dei fatti, paga per i deludentissimi risultati ottenuti ma anche per le incertezze e le indecisioni che hanno minato il cammino della squadra; di più, Bucaro non ha mai dato l’impressione di avere il polso della situazione ed è sembrato muoversi più spinto da umori altrui che da reali convinzioni. Il Savoia ha cambiato cinque formazioni in cinque uscite stagionali; ha insistito su gente che, almeno in questo momento, non può offrire nessun valore aggiunto (Santurro, Di Nunzio e Malaccari); non è stato in grado di cambiare marcia quando gli eventi della partita lo richiedevano; non ha quella grinta richiesta ad una squadra che se ne deve servire per sopperire alle deficienze tecniche. Nel bailamme più totale, sbarca a Torre il centrocampista Calzi proveniente dal Vicenza. Si tratta di un regista di categoria, una fotocopia di Sedieri, giocatore non ancora impiegato e che ha già bisogno di un rimpiazzo. Non discutiamo sulle qualità dell’atleta che non conosciamo, ma anche questa mossa sembra più dettata dalla disperazione che da un chiara visione su come e dove intervenire. A questo punto, con un tecnico che ha (avrebbe) le valigie pronte, uno alla finestra, ed una situazione societaria tragicomica, si rischia seriamente di gettare alle ortiche quanto di buono è stato costruito nella scorsa stagione. Con sviluppi imprevedibili e, ahimè!, a tinte fosche. MATTEO POTENZIERI