A cura della Redazione
Savoia, stangata del giudice sportivo: stadio chiuso e ammenda di 10 mila euro Un fulmine a ciel sereno. Neanche il tempo di gioire per l´avvincente avvio di stagione del Savoia, ed ecco che arriva la “mazzata”. Il giudice sportivo ha decretato l´obbligo per i bianchi di disputare le gare interne a porte chiuse fino al prossimo 23 dicembre. Inoltre, la società è stata multata di diecimila euro. Le due durissime sanzioni arrivano in seguito agli episodi di Pomigliano di fine agosto scorso. Prima dell’inizio del match di Coppa Italia, vinto poi dal Savoia per 3-2, dal settore dei tifosi oplontini venne lanciato in campo un petardo. Un volontario della Protezione Civile, Pasquale Beneduce di 24 anni, lo raccolse pensando si trattasse di un fumogeno. Ed invece gli esplose in mano cagionando la perdita di due dita. Il Pomigliano inoltrò un reclamo agli organi competenti ed oggi è giunta l’amara sentenza del giudice Francesco Riccio. Ovviamente il club di Torre Annunziata ha già annunciato ricorso contro tale decisione incaricando un autentico esperto in materia, l’avvocato Eduardo Chiacchio. La formazione oplontina, dunque, sarà privata del sostegno dei propri tifosi nelle gare interne fino alla sosta natalizia del campionato. Otto partite senza pubblico che graveranno pesantemente anche sul bilancio della società. Sul piano prettamente sportivo, il giudice ha respinto il reclamo del Pomigliano che aveva chiesto la vittoria a tavolino contro i biancoscudati. Il risultato di 3-2 a favore della formazione di Pasquale Vitter viene dunque omologato, ed il Savoia accede così ai trentaduesimi di finale di Coppa Italia. Il 26 settembre è in programma il prossimo turno della competizione tricolore contro la Sarnese. Ecco le motivazioni del giudice sportivo. Per avere, prima dell’inizio della gara Pomigliano-Savoia, sostenitori in campo avverso, lanciato nel recinto di gioco oggetti vari, fumogeni nonché numerosi petardi uno dei quali, subito dopo essere stato raccolto da un addetto alla sicurezza, esplodeva cagionando al medesimo “ferita l.c. con avulsione della 1^ e 2^ falange del secondo dito della mano dx, flc. primo dito della mano dx. Sanzione così determinata in considerazione della estrema gravità della condotta dei sostenitori della squadra ospite, i quali non hanno esitato a fare uso di materiale pirotecnico di notevole potenza, materiale oggettivamente idoneo a compromettere in modo ancora più serio la integrità fisica del soggetto leso.