A cura di Valeria Rago
"Le figlie della fortuna", il nuovo libro di Maria Elefante

“…tra scienza e magia non c’era soluzione di continuità. La magia non era l’inganno dei ciarlatani, ma il mistero dell’intuizione, quello che si sente e si sa senza che lo si capisca con la lucidità della ragione, ma che forse fa vedere più lontano di quanto possa fare la ragione. Era la conoscenza intuitiva”. Tommaso Santillo è un vero e proprio taumaturgo, possiede il soprannaturale dono di guarire con una semplice carezza, ma egli è, al contempo, uno scienziato, insegna fisica teorica presso l’Università di Napoli e pratica anche la medicina studiando gli effetti terapeutici degli elementi naturali. Santillo è il personaggio chiave di “Le figlie della fortuna”, colui che incarna nel migliore dei modi le eterne contraddizioni che da sempre caratterizzano il nostro splendido territorio. Fede e scienza, superstizione e pragmatismo, mondi apparentemente opposti trovano in lui una riappacificazione semplice ed illuminante, fiducia incrollabile nella scienza senza rinnegare il potere della preghiera: “I miracoli accadono anche adesso. Siamo noi a determinarli, con la nostra volontà, espressa con le preghiere”.

Meravigliosamente esteso tra il mare e la “montagna di fuoco”, l’ambiente vesuviano è probabilmente il vero protagonista di questo romanzo; terra un tempo felix per la sua ricchezza e fertilità, porta oggi i segni spesso indelebili di quelle ferite profonde che solo l’uomo è capace di infliggere. Perennemente in bilico tra bellezza e marciume, i luoghi che hanno ispirato poeti e scrittori si scontrano con la modernità e ne escono sconfitti, il dio denaro mette a tacere la voce della ragione e la terra da sacra diviene solo un altro elemento da sfruttare e violare in ogni modo. A cavallo fra questi due mondi, quello antico e contadino e quello moderno e corrotto, si svolge la storia delle due protagoniste che, figlie di due generazioni diverse, devono affrontare il cambiamento senza farsi schiacciare dagli eventi. Fortuna, contadina e analfabeta, si rifugia sempre nei riti scaramantici e nella preghiera, crede fermamente che gli oggetti possano avere un potere e teme, sopra ogni cosa, bestemmie e maledizioni. Dura come una roccia, Fortuna supera i lutti e le sofferenze inferte dalla Grande guerra e, grazie alla sua fede, cerca di parare in ogni modo i tiri mancini della malasorte e i colpi di testa del figlio che gestisce la terra di famiglia affidandosi spesso alle persone sbagliate. Fortunata, nipote di nonna Fortuna, lotta con le unghie e con i denti per evolversi da quel mondo semplice che appare sempre più inadeguato rispetto al moderno che avanza; contro il volere paterno e con mille sacrifici, la ragazza porta a termine gli studi, si interessa di politica ed è spesso in prima linea nelle lotte sociali.  Fortunata non crede nel misticismo e si affida poco alla preghiera, ma è grazie alla sua forza e al suo animo ribelle che riesce a superare le durissime prove a cui la vita la sottopone. Quando i veleni che ammorbano questa nostra terra arrivano a minacciare la salute dei suoi figli è proprio lei a serrare le fila di una protesta in cui donne di ogni età ed estrazione sociale, si battono come leonesse contro la logica imperante del profitto e del malaffare che cerca di soffocare anche il basilare diritto alla vita e alla salute.

“Le figlie della fortuna” è un piccolo romanzo che racchiude in sé mille aspetti diversi, elementi che esemplificano al meglio le innumerevoli sfaccettature di un mondo, quello vesuviano, che appare sempre sull’orlo del baratro ma che proprio nell’attimo in cui sembra definitivamente perduto è capace di risorgere dalle sue ceneri.

Maria Elefante, già vincitrice del premio letterario Sfoglia…Conca, Conca Dei Marini (SA), con il racconto breve “La pastiera della passione”, mette in evidenza in questo primo romanzo il grande amore verso la sua terra, la passione per la storia, per l’arte, per l’archeologia, così come quella per le tradizioni e gli antichi usi e costumi. Tanti gli spunti interessanti di questa storia: ci sono i sapori antichi,  come quello della pastiera di zì Nannina che vince un concorso culinario perché “la saggia contemperanza di dolce e di salato era un monito a ricordarsi che, in fondo ad ogni amarezza, c’è la dolcezza e la dolcezza stessa non può essere esente da amarezza”. Ci sono innumerevoli detti e proverbi, portatori di una saggezza popolare a volte un po’ rude ma sempre attuale e realistica; c’è la festa della Madonna del fuoco, simbolo di tutte le tradizionali feste paesane in cui quadri e statue vengono portati in processione e sono spesso costretti ad “inchini” che sono un insulto ai valori religiosi di queste celebrazioni; e ci sono le nostre straordinarie “mamme coraggio” che ancora oggi lottano per il futuro dei propri figli.

“Le figlie della fortuna” si rivolge a chi ama questa terra e prova rabbia per come viene di continuo maltrattata, ma credo che la sua lettura possa giovare anche a chi del mondo ai piedi del Vesuvio sa poco o nulla e magari vuole imparare a conoscerlo.

Dopo una presentazione svoltasi a Torre Annunziata il 30 aprile, Maria Elefante presenterà il suo libro anche a Milano presso la Libreria popolare, giovedì 14 maggio alle ore 18:00, e poi a Millan (Bz) presso l’Associazione culturale “Millan Bressanone”, giovedì 21 maggio alle ore 18:00.