A cura della Redazione
Scavi di Oplonti, Mirella Azzurro: "Ottimista sul futuro sviluppo del sito" Pubblichiamo di seguito la lettera inviateci dalla professoressa Mirella Azzurro, presidente dell´Archeoclub "Mario Prosperi" di Torre Annunziata. L´intervento della docente riguarda le recenti polemiche sulla fruizione degli Scavi di Opposti, fittati dalla Soprintendenza per l´organizzazione di una festa privata. Il discorso, poi, si amplia sui vari aspetti che garantirebbero uno sviluppo maggiore del sito di via Sepolcri. Gentile direttore, avrai notato anche tu con piacere che quest’estate Oplontis è al centro dell’attenzione; al mare, per strada, su giornali e social network Oplontis appare protagonista interessante di animati discorsi. Prima è stato un articolo del Sole 24 Ore a mettere in allarme i cittadini più sensibili attribuendo al Soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabia l’ipotesi di trasferire nella reggia di Quisisana i reperti oplontini, da anni in deposito in attesa di un museo. Ci siamo tutti preoccupati per la grande opportunità di prestigio e sviluppo che Torre Annunziata perderebbe se non si realizzasse proprio qui il museo archeologico che aspettiamo da 50 anni. A tal proposito, però, il dott. Osanna, che ho incontrato la settimana scorsa a Pompei con una rappresentanza dei soci Archeoclub, ci ha tranquillizzato. Non intende privare Torre dei suoi tesori, valuterà l’idoneità dei locali propostigli dal Sindaco per una esposizione prima temporanea e poi permanente dei reperti di entrambe le ville. Pareri contrastanti riguardo all’uso dei Beni Culturali consentito dalla normativa vigente ha scatenato, poi, l’autorizzazione data dalla Soprintendenza a privati per una cena romana svoltasi il 12 luglio nella villa di Poppea. Non ho partecipato alla protesta organizzata davanti ai cancelli da alcuni partiti e associazioni perché non trovo scandalosa e vergognosa, purché correttamente applicata nel rispetto del sito, la legge che consente di concedere a privati l’uso dei Beni Culturali per finalità compatibili con la loro destinazione culturale. Il sito può riceverne pubblicità e con le entrate provenienti dai canoni di concessione la Soprintendenza può di volta in volta finanziare iniziative di conservazione, tutela e valorizzazione, compresa, perché no, qualche apertura straordinaria per concerti e spettacoli che troverebbe tutti entusiasti. Nel caso della cena del 12 luglio, la Soprintendenza utilizzerà la cifra incassata per risolvere il problema dell’impianto di illuminazione, scarsamente o per niente funzionante in alcuni ambienti della villa. Se non si contesta la legge, ma sono le modalità organizzative degli eventi a destare preoccupazioni, si può sempre chiedere alla Soprintendenza di rivederle e modificarle. Dialogando, la soluzione si trova. Nonostante le proteste trovo, comunque, positivo questo nuovo fermento che si coglie in città. Forse si sta finalmente svegliando nei torresi quel sopito senso di appartenenza al proprio territorio con la consapevolezza di possedere un patrimonio di inestimabile valore che va salvato, tutelato e valorizzato. Anche a questa consapevolezza voleva mirare il grido d’allarme lanciato dall’Archeoclub nella Tavola Rotonda che ha riunito a Villa Tiberiade lo scorso 16 maggio istituzioni, associazioni, cittadini per una riflessione e un impegno sul nostro patrimonio archeologico. Adesso non vorrei che la protesta per una cena facesse perdere di vista ciò su cui maggiormente deve concentrarsi la nostra attenzione, quelle criticità, grandi e piccole, di Oplontis, più volte segnalate e non ancora risolte. Devo ricordarle? Il senso di degrado che si coglie per la presenza di polvere, ragnatele e nidi sulle luci non funzionanti; i restauri di cui necessita la villa di Poppea perché le pitture più sbiadite ritrovino il loro splendore, gli ambienti interdetti ritornino accessibili, e i pavimenti (da proteggere in qualche modo) non perdano neanche una tessera; i restauri da effettuare nella villa B per renderla fruibile al pubblico; la mancanza di un museo (che vedrei idealmente collocato nella Fabbrica d’Armi) che offra la giusta visibilità ai nostri tesori nascosti. Su questo dobbiamo vigilare, senza stancarci di sollecitare le istituzioni, nell’ottica del dialogo e della collaborazione, a realizzare quanto è di loro competenza. In questo momento voglio essere, comunque, cautamente ottimista. Il colloquio con il dott. Osanna, consapevole che un sito come Oplontis merita da parte della Soprintendenza maggiore attenzione e una più giusta valorizzazione, la sua decisione di chiedere al Ministero l’inserimento di Oplontis negli itinerari dei venerdì sera, la sua passeggiata con il Sindaco e il neoassessore Irlando tra Scavi, Spolettificio e Palazzo Criscuolo, l’incarico dato alla dott.ssa Bonini di affiancare il direttore di Oplontis nella gestione del sito, interessandosi dei reperti in deposito nell’ipotesi di una mostra a Torre prima della tournèe americana, mi spingono a considerazioni positive. Mi sembra che, come avevamo auspicato a Villa Tiberiade, le istituzioni non solo si stiano incontrando e aprendo maggiormente al dialogo con i cittadini, ma stiano finalmente puntando a obiettivi comuni volti a valorizzare il nostro patrimonio culturale. E’ ancora poco, mi si dirà, ma è un buon inizio. A noi tutti il compito di vigilare perché questo sogno di un giorno di mezza estate non svanisca, e il prossimo tam tam oplontino ci porti solo belle notizie. MIRELLA AZZURRO presidente Archeoclub "Mario Prosperi" Torre Annunziata