A cura della Redazione
Soprintendenza archeologica di Pompei, Massimo Osanna subentra a Malnati Priorità alle procedure necessarie ad effettuare gli interventi di restauro di ‘somma urgenza’ nelle aree interessate dai crolli agli scavi di Pompei. Vale a dire per ripristinare le murature collassate ed intervenire su quelle soggette ad immediato pericolo. Iniziativa che prevede la spesa di 2 milioni di euro, prelevati dai fondi ordinari della Soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia (un tesoretto che secondo fonti sindacali dovrebbe contenere 62 milioni di euro) per interventi di manutenzione ordinaria del parco archeologico di Pompei, presupposto indispensabile per ogni intervento di tipo straordinario e strutturale. In questa ottica è orientata, senza distinzione di ruolo, la direzione della Soprintendenza archeologica vesuviana che ha visto, nella giornata di oggi, il direttore generale alle antichità, Luigi Malnati consegnare formalmente il testimone a Massimo Osanna, docente universitario, dotato di un curriculum di tutto rispetto che include la pregressa esperienza nella direzione della Soprintendenza archeologica della Basilicata. Malnati è stato soprintendente pro tempore dopo Teresa Elena Cinquantaquattro. Purtroppo gli ultimi tre crolli, dovuti alle forti piogge, sono capitati nel corso della sua gestione provvisoria, durante la quale ha traghettato la direzione della Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia dalla Cinquantaquattro (interna all’organico del Ministero) ad Osanna (esperto esterno prescelto dall´ex ministro Bray). La gestione Osanna è partita superando a piè pari i vincoli burocratici, perché deliberata tra le altre misure urgenti dal tavolo esecutivo del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, dopo i recenti crolli negli scavi di Pompei. A Malnati è toccato elencare, nel corso di un improvvisata intervista, le decisioni emerse al tavolo romano con Franceschini, che riguardano l’esigenza di accelerare le pratiche d’appalto dei lavori di restauro (risultano attualmente aperti 5 cantieri su 34 deliberati) e di portare a regime la macchina organizzativa che deve salvare il sito e rilanciare l’immagine di Pompei con la nomina dello staff chiamato a collaborare con il team di direzione del Grande Progetto Pompei (Nistri–Magani). Parte anche la nomina dei membri del consiglio di amministrazione della Sapes. Dovrebbero essere Franceso Barbato (funzionario amministrativo Sapes), Ernesto de Carolis (archeologo Sapes), Vincenzo D’Ercole (esperto esterno) ed un esperto che deve essere nominato dalla Regione Campania. Entrambi i dirigenti Mibact (Malnati e Osanna) hanno definito estremamente utile la riunione a Roma, perché sono state concretamente trovate le soluzioni utili per consentire alla macchina burocratica del Ministero di funzionare a pieno regime. Considerata innovativa e funzionale al piano della conoscenza (essenziale per la programmazione dei lavori) la collaborazione annunciata con Selex e Telespazio, che contribuiranno al progetto Pompei con atti di liberalità. Per tutte queste ragioni il commissario europeo Johannes Hahn può avere la certezza che lo Stato italiano si sta prendendo cura di Pompei sia per l’emergenza che per la prospettiva. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2 Nella foto panoramica, da sinistra: Osanna e Malnati