A cura della Redazione
Radio Libere a Torre Annunziata, rivoluzione culturale Ci sono date che passano inosservate perché non scritte sui libri di storia. Date importanti che segnano un periodo o l’inizio di un’era. 1976, il via all’etere. In quell’anno la sentenza della Corte Costituzionale autorizza le trasmissioni radiofoniche private a livello locale, aprendo così la strada alla proliferazione di nuove radio e televisioni su tutto il territorio italiano, lì dove vigeva il monopolio Rai. Maggio 1976, nasce a Torre Annunziata Radio Oplonti. La prima radio torrese, situata in Vico degli Infanti, oggi conosciuto come quartiere Provolera, segna il periodo di rivoluzione tecnologica e culturale. Nomi illustri come Massimo Corcione ed Emilio Toscano sono figli di Radio Oplonti. In seguito ad una scissione di quest’ultima, sbocciano Nuova Radio Oplonti e Radio Club. Come quelle nazionali, anche le radio libere torresi nascono con il presupposto di intrattenere il pubblico con la musica del momento. Rispetto alle radio “tradizionali”, o se vogliamo chiamarle pubbliche, le emittenti private trovano un punto di forza proprio nel confine territoriale che imponeva scelte di programmazione indirizzate a “target” facilmente individuabili. Visto che c’erano delle limitazioni imposte dalla banda FM, difficilmente un’emittente poteva coprire un’intera provincia, a meno che non si ricorreva ad un ripetitore. Settembre 1976, nasce Radio Antenna Vesuvio, l’unica di quel periodo a possedere un ripetitore sul Monte Faito. RAV fu la vera madre delle radio libere di Torre Annunziata, in quanto in breve tempo creò quella che ancora era sconosciuta al gestore pubblico: l’interattività con gli ascoltatori. Questa la vera svolta, perché il pubblico venne coinvolto direttamente dando la possibilità di intervenire nel corso dei programmi apportando opinioni e commenti, oppure scegliendo brani musicali di suo gradimento, le cosìddette “dediche”. Radio Antenna Vesuvio diede vita ad una vera e propria redazione giornalistica, con servizi su attualità, politica, cultura e sport. Riuscì in breve tempo a coinvolgere gli intellettuali torresi, inizialmente scettici verso il nuovo mezzo di comunicazione. Nomi come Maria Orsini, Leonardo Sfera, Gigi Cucolo, Mario Guaraldi e, perchè no, il nostro direttore Giuseppe Chervino, allora giovanissimo. Personaggi noti della cultura torrese e vesuviana, che hanno dato un grosso contributo al lancio delle radio libere. Forse qualcuno ricorderà la trasmissione di Nino Devis “Napoli ieri, Napoli oggi, Napoli sempre”. Devis, dal suo “cascione”, tirava fuori le prime incisioni su vinile degli anni ‘20, raccontando la storia, i particolari, i contesti sociali e culturali che avevano generato le canzoni. Tutti con una certa professionalità cercavano di proseguire e perseguire quello che era il compito iniziale della radio pubblica. Educare, informare e divertire. Negli anni a seguire nascono altre radio, che cominciano a impostare palinsesti dedicati a fasce di utenza ben precise, centrando la programmazione su tematiche musicali (rock, musica italiana, neomelodiche). Nascono in quegli anni Radio Torre Annunziata Centro, Radio City 2000, Radio Linea Centro, Radio One, quest’ultime dedicate alla canzone partenopea. Il costo di un impianto di trasmissione a norma e di qualità (trasmettitore entro gli standard, potenza adeguata, emissione stereo) poteva arrivare intorno ai 50 milioni di lire di allora. Ma utilizzando elettroniche usate (a volte di provenienza militare) o riadattate, o ancora limitando la potenza, si poteva partire anche con 5 milioni. Naturalmente nessuna radio libera si sognava di versare diritti, anche perché in generale erano autofinanziate e chi vi lavorava non solo operava gratuitamente, ma contribuiva anche ai costi fissi della radio, che erano poi soltanto attrezzature (antenna e altro) e costo dei locali. Gli speakers erano spinti dalla passione, dalla voglia di imparare ed emergere nel mondo della comunicazione. L’inizio degli anni Ottanta fu chiamato il periodo del “far west dell’etere”, e lo stesso avvenne a Torre Annunziata. Si volevano allargare le aree di ricezione, ed incrementare i ripetitori sul Monte Faito. Molte radio chiudevano, per gli eccessivi costi, altre come RAV diventavano anche tv, altre ancora emergevano. Nel 1987 nasce Radio Onda Verde. Quest’ultima è l’unica radio attualmente esistente a Torre Annunziata. «Una passione ha dato vita ad una realtà - così racconta Luigi Lanese, figlio del fondatore, Michele -. Mio zio Uranio e mio padre, sulla scia delle radio torresi degli anni precedenti, hanno voluto creare un’emittente prettamente neomelodica. Ero un ragazzino in quegli anni, ma ho vissuto l’evoluzione tecnologica delle radio libere. Dal semplice giradischi, allo stereo per poi passare al pc. Da ripetitori e segnali deboli a trasmissioni non più locali. La radio - continua Lanese - comporta spese non indifferenti, e ROV ha cercato di vivere come tutti i mezzi di comunicazione. Attraverso la pubblicità. Certo, non vi sono entrate o guadagni ma il feedback positivo è la nostra vittoria. Radio Onda Verde da sempre - conclude - conta tantissimi ascoltatori, comprendendo non solo l’area torrese, ma anche quella vesuviana e napoletana. Senza contare, poi, che grazie ad internet ora c’è anche la possibilità di seguire le nostre trasmissioni radiofoniche in streaming». Dagli anni Settanta ad oggi è cambiata la tecnologia, sono cambiati i palinsesti, le leggi che regolano il sistema radiotelevisivo pubblico e privato, ma sembra che un dato sia uguale a quello degli anni emergenti. Radio no profit, radio che non apportano guadagno, almeno quelle locali. E’ tutto frutto di una passione, di un amore. Ma cosa è cambiato per gli speakers? Hanno notato anche loro delle differenze rispetto agli anni d’oro della radio libera? «Parlare alla gente è sempre piacevole - rivela Gianni P., classe ‘60, presentatore delle radio neomelodiche -. Stare col popolo, interagire, accontentare le richieste musicali degli ascoltatori, fare da tramite ai loro messaggi d’amore o di solitudine. Ho iniziato nel ‘78 con Radio One, poi nell’80 con Radio Torre Centro, nell’81 con Radio Linea Centro fino al 2000. E da alcuni mesi con Radio Onda Verde. E’ stato malinconico lasciare delle emittenti - spiega - costrette a chiudere per le eccessive spese. Ognuna di loro ha rappresentato un pezzo di storia delle radio locali torresi. Sono cambiati gli strumenti utilizzati, una volta esistevano i giradischi, un solo telefono a cui rispondere. Ora invece le canzoni sono tutte raccolte in cartelle del computer, ci sono diverse linee telefoniche, sms e soprattutto e-mail. Gli ascoltatori ti possono raggiungere attraverso qualsiasi mezzo e questo è ancora più stimolante, perché puoi arrivare in qualsiasi posto o luogo. Loro ti ascoltano, ti riconoscono e tu per loro non sei soltanto una voce ma un amico, una compagnia quotidiana. Forse - conclude - la radio libera è la vera amica della gente, è vicina a chi vive qualche disagio, può essere un modo per svagarsi, per immaginare, vivere un’emozione attraverso una canzone. Intrattenere. In fondo è questo lo scopo». Le radio libere sono una realtà. A Torre Annunziata ce ne erano e forse ce ne saranno, perché, come direbbe Eugenio Finardi, “la radio arriva dalla gente, entra nelle case e ci parla direttamente e se una radio è libera, ma libera veramente, mi piace ancor di più perché libera la mente”. ENZA PERNA (dal settimanale TorreSette del 10 gennaio 2014) Nella foto, il compianto Silvestro Di Maria intervista per Radio Antenna Vesuvio il CT della nazionale Enzo Bearzot, campione del Mondo nel 1982