A cura della Redazione
Ignazio Scassillo, cantautore torrese, e il messaggio sociale della musica «Come una canzone può essere più incisiva di un saggio!». Così scrive Felicio Izzo, dirigente scolastico dell’Istituto d’Arte “Giorgio de Chirico”, nel presentare la canzone “Il camorrista”, scritta da Ignazio Scassillo (nella foto), musicista e cantautore di Torre Annunziata. Grazie a questa sua composizione, Scassillo è riuscito a farsi conoscere dal grande pubblico di internet. Infatti, il video del brano è cliccatissimo sulla rete, migliaia di contatti che testimoniano la bontà del lavoro svolto dal cantautore oplontino. Il testo è una rievocazione dall’al di là di una vita sbagliata e violenta, con pentimento sincero seppure all’inferno. E’ una prosa intensa, forbita di un crudo realismo lessicale ma allo stesso tempo semplice e facilmente comprensibile. Va diritto alle coscienze delle persone. «La parola cantata diventa emozione - scrive ancora il prof. Izzo -, la nota musicale si trasforma in vibrazione della mente, visone dei bordi sempre più sfumati, fino a comporsi in un ricordo di una vita mai vissuta eppure sentita, o meglio temuta, come possibile, come una feritoia dell’angoscia sempre prossima, infine riscattata, nel refrain finale, dalla purezza e densità dell’atto artistico pienamente realizzato ed eticamente compiuto». Il brano ha suscitato una così grande attenzione che la Biblioteca digitale della Camorra, allestita dal Dipartimento di Filologia Moderna dell’Università Federico II di Napoli, ha chiesto ed ottenuto di inserirlo nel suo archivio. Scassillo è un artista impegnato nel sociale. Porta in giro per la Campania il suo messaggio di ferma opposizione alla camorra, partecipando a spettacoli a Scampia, quartiere degradato di Napoli, e a Salerno, nell’ambito di manifestazioni dell’Unicef. «La musica, come l’arte in genere, sostiene Scassillo - può fare molto per migliorare le condizioni, a volte anche drammatiche, nelle città che vivono quotidianamente questo tipo di disagi. Attraverso la musica, io cerco di coinvolgere la gente, facendola riflettere sulle tante piaghe sociali che mortificano il nostro territorio. Non credo che ci sia una soluzione drastica che possa risolvere in poco tempo questo “mal vivere”. C’è solo la speranza di migliorare la nostra cultura personale, il rispetto degli altri, l’educazione. Già il rispettare semplici regole di convivenza civile sarebbe un grosso passo in avanti». Un impegno che va ad affiancarsi alla sua grande passione per la musica ed il cantautorato. «Ho iniziato un po’ tardi - ci dice Scassillo -. Avevo 18 anni, ma fortunatamente ho suonato con persone molto brave e questo, per me, è stato un vantaggio, dal momento che ho potuto apprendere “sul campo” l’arte di fare musica». Scassillo suona il pianoforte e la fisarmonica, ma è anche e soprattutto un bravo cantautore. I suoi “modelli” sono Giorgio Gaber e Paolo Conte. «Mi ispiro a loro - dice - anche se poi cerco di personalizzare la mia scrittura e la mia musica. Quando inviavo i demo dei miei lavori alla case discografiche, i responsabili rimanevano colpiti dalla mia voce. La ritenevano interessante». Ricca ed elaborata la sua carriera di musicista ed autore di testi. Ha scritto le musiche per diverse puntate speciali documentaristiche per RaiUno, RaiDue e Mediaset, attualmente è in contatto con Massimo Ranieri, interessato ad alcuni suoi brani. Scassillo è direttore della Contattomusica production, ed è stato l’autore e il regista di “Scul - spettacolo e cultura”, trasmissione televisiva approdata su SKY e vincitrice di numerosi premi nazionali. Ha collaborato con personaggi della cultura e dello spettacolo nazionale come Piero Angela, Vincenzo Salemme, Nicola Arigliano, Franco Cerri, Mango, Renzo Arbore, Beppe Barra. Per anni è stato responsabile dell’Accademia di Sanremo (sezione Sud Italia) come arrangiatore per le nuove proposte. Ha collaborato, poi, con Mina, la più grande di sempre. «Lavorare per lei è stato bellissimo. Ho scritto tre canzoni in lingua napoletana che saranno contenute nel suo nuovo cd». Nei progetti futuri dell’artista, c’è l’uscita del suo album, che conterrà anche il brano “Il camorrista”, oltre ad altri testi che affrontano tematiche sociali e di amore. Sul suo sito internet, www.ignazioscassillo.it, è possibile ascoltare i demo dei suoi brani e delle composizioni per pianoforte da lui realizzate. «Amo la musica ed in particolar modo il jazz - sottolinea -. Ho avuto il piacere di collaborare con Antonio Onorato ed ho scritto una sorta di biografia sul grande pianista Michel Petrucciani. Insieme ad altri due colleghi, faccio parte di un trio jazz, e ci esibiamo in diversi spettacoli in giro per l’Italia. Mi piace anche esibirmi da solo al piano. E’ un’emozione unica e magica». Il cantautore, tuttavia, evidenzia le difficoltà di fare musica nel nostro territorio e, più in generale, nel Mezzogiorno: «La cultura musicale - spiega - soprattutto nel Sud Italia è concepita male. Innanzitutto, ci vorrebbero le strutture per diffondere musica di qualità, quella d’autore, la musica classica ed il jazz. Mancano gli spazi affinché tutti possano ascoltarla e condividerla. C’è troppa indulgenza. Non c’è più rispetto né per la musica né per il musicista, che studia magari otto ore al giorno per perfezionare una nota, e poi arriva qualcuno o qualche trasmissione televisiva che propone un bel ragazzo che strilla e viene definito artista. Credo che così facendo, la musica vera, quella di qualità, sarà destinata a morire. Spero - afferma - in una rivalutazione del concetto culturale di musica, anche attraverso la canzone classica napoletana, che purtroppo spesse volte viene distorta da pseudo artisti che alimentano il degrado culturale della nostra società. Bisognerebbe proporre nuovi stimoli musicali e creare opportunità soprattutto per i giovani, abituarli all’ascolto della musica vera, e non quella che di solito viene esaltata dalla televisione». DOMENICO GAGLIARDI (Da periodico TorreSette del 5 mrzo 2010) Nella sezione Video, il brano "Il camorrista"