A cura della Redazione
Le «contagiose» sonorità del Pentagramma. In archivio la prima edizione Le colte e raffinate sonorità del violinista Dashamir Hoxha, accompagnato dal chitarrista Antonio D’Augello, hanno armonicamente vibrato al Circolo Professionisti e Artisti di Torre Annunziata catturando sin dalle prime frasi musicali l’attenzione e la partecipazione dei presenti. Al titolo di “Eleganti melodie”, ma verrebbe da notare che ogni melodia è di per sé elegante, i due musicisti hanno compiuto un mirabile excursus nella musica dei primi decenni dell’ottocento proponendo brani del grande Niccolò Paganini, una Serenata di Mauro Giuliani e i Notturni di Francesco Molino. La loro apprezzata performance si è conclusa con una rapida ma intensa e sognante incursione nella musica di Astor Piazzolla, lo straordinario genio musicale che ha rivoluzionato il tango e dato voce all’intensa poeticità del suo popolo. Tutto il concerto è stato caratterizzato da esecuzioni mai piatte, scandite da serrati dialoghi timbrici che, soprattutto nel violino, hanno saputo compiere l’ardita operazione di fondere le taglienti e frante sonorità di taluni passaggi, con altre di più fluida e trascinante dolcezza. Ma le guizzanti note del duo Hoxha-D’Augello hanno segnato anche la conclusione di Pentagramma Oplontino, prima rassegna cittadina di Musica Classica, fortemente voluta ed organizzata dal Circolo Professionisti ed Artisti. Proprio per questo motivo il concerto è stato preceduto dal saluto del sindaco Giosuè Starita che si è complimentato per l’importante iniziativa, lodevole segno, a suo dire, di una precisa volontà di diffusione ed affermazione dell’arte, del senso del bello, della cultura. A confermare la particolarità della serata il dono, in un clima niente affatto formale, di due targhe ricordo consegnate da Antonio Manzo, presidente del sodalizio oplontino, nelle mani del direttore artistico della rassegna, Antonio Tommaso Cirillo e del consulente musicale Angelo Ruggieri. Ad essi il merito di avere proposto concerti che hanno affiancato pregevoli e graditi sperimentalismi, come nel caso del quintetto di sassofoni e pianoforte, Over the notes quintet, a consolidate perfezioni formali, ma soprattutto di avere testimoniato e trasmesso al pubblico la loro contagiosa passione per la musica. Per un’auspicata seconda rassegna il maestro Ruggieri si augura di potere ampliare il già vasto numero di strumenti presentati, estendendolo alle percussioni, agli ottoni allo stesso pianoforte e di avvicinarsi, in alternativa al mondo operistico ed alla musica a camera, all’operetta o al musical. Altro sogno da coltivare sarà quello di avvicinare i giovani alla musica classica attraverso una serie di incontri che sappiano educare all’ascolto e quindi alla comprensione profonda della buona musica. La sfida è lanciata. EMANUELE SOFFITTO