A cura di Mario Cardone

Il candidato sindaco di Pompei Gaetano Coccoli propone di consorziare i Comuni confinanti (con Pompei capofila) per tagliare i costi di gestione dei servizi del Comune migliorandone la qualità. Lui non lo dice ma la sua proposta elettorale rientra nel quadro sulla nuova legge sugli appalti per contrastare la corruzione dilagante nel settore pubblico del nostro Paese. In essa è prevista la costituzione della Consip per l’acquisto di beni pubblici (come materiale di cancelleria, mense scolastiche ed altro)  e la proposizione di gare d’appalto consorziate tra Comuni limitrofi estese a molte iniziative amministrative. Su questa base, ben vengano le singole proposte elettorali che allargano la base d’utenza per i servizi pubblici, che sono sempre gli stessi anche in un comprensorio territoriale più esteso di quello municipale. Con questo sistema si conferisce all’Amministrazione comunale di Pompei l’opportunità di competere con maggior forza contrattuale con l’iniziativa imprenditoriale privata, fermo restando che devono essere applicate scrupolosamente le procedure anticorruzione al fine di evitare che lievitino - con i sistemi fraudolenti dei soliti furbetti - i costi per i servizi comunali.

Tutto questo per dire che se nel  programma elettorale di ProgrammiAmo Pompei, che mette quattro liste con Coccoli candidato sindaco in corsa per le elezioni amministrative dell’11 giugno, viene ripresentato un argomento già elaborato in sede legislativa e deve essere lo stesso apprezzato dall’elettorato lo sforzo di una coalizione (nella speranza che le altre prendano la stessa direzione) di spostare la campagna elettorale dal tema dei “favori” a quella dei  programmi amministrativi. Iniziativa lodevole perché induce finalmente i pompeiani a ragionare sulla base delle convenienze politiche effettive scegliendo sindaco e consiglieri comunali  in ragione delle proposte, delle capacità e della moralità dei soggetti che saranno eletti per governare Pompei.

I pompeiani dovranno imparare a votare sulla base dei futuri vantaggi personali effettivi, in termini di costi sociali più bassi, che significa meno tasse comunali (Tarsu, Tasi, addizionale Irpef, ecc.) e migliore qualità dei servizi, che significa migliore qualità di vita. Per dirla in breve, il vantaggio che il pompeiano furbastro consegue con lo scambio elettorale non ripaga mai - il singolo elettore e la sua famiglia - del costo di “mantenere” per 5 anni un politico incapace e corrotto.   

twitter: @MarioCardone2 

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