A cura di Gabriella Fontana

Non è fra le "feste comandate" perché al cuore non si comanda! San Valentino, 14 febbraio, la festa degli innamorati. Molte coppie festeggeranno cenando a lume di candela, sicuramente con un immancabile selfie da pubblicare sui social, accompagnato da dolci frasi. Eppure nell'anno 496 la festa venne istituita da Papa Gelasio I per ricordare il vescovo martire Valentino da Terni. Successivamente vi fu introdotta la pratica dello scambio di doni e messaggi d'amore fra amanti, i cosiddetti "valentine" nei Paesi di cultura anglosassone, bigliettini d'amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell'amore romantico.

Non solo bigliettini, ma veri e proprio regali. I classici doni moderni, dai meno costosi ai più costosi come un mazzo di fiori, gioielli o gadget personalizzati a tema romantico. Festeggiamenti apparentemente mondiali, se non per il Brasile che celebra la festa il 12 giugno, data che precede la ricorrenza di Sant'Antonio, protettore dei matrimoni. Tradizione vuole che in questo giorno ogni ragazza abbia con sé una statuetta del Santo, di buon auspicio per cercare marito. Ma non dappertutto. San Valentino significa amore: infatti nei Paesi scandinavi e in Sud America viene festeggiato il giorno dell'amicizia. Comunque lo si chiami e per chiunque lo si provi, il protagonista indiscusso è l'amore universale.

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