A cura della Redazione
Sgombero di Palazzo Fienga, le verità del sindaco Starita «Come il castello di Raffaele Cutolo di Ottaviano, simbolo del male assoluto, è diventato il monumento alla legalità, allo stesso modo Palazzo Fienga dovrà rappresentare per la città l’emblema dell’affermazione dello Stato in una zona ad alto rischio criminalità». E’ con queste parole che inizia “l’arringa” dell’avvocato Giosuè Starita, sindaco di Torre Annunziata, nella seduta di consiglio comunale di ieri sera. «Abbiamo compiuto un’operazione colossale che non ha eguali in Italia - continua il primo cittadino -. Quarantasette famiglie sgomberate senza che si verificasse alcun tipo di incidente. Un grazie da parte mia alle forze dell’ordine, ai vigili urbani, al Procuratore della Repubblica, al Prefetto, ma anche ai tanti dipendenti comunali che hanno lavorato giorno e notte per permettere il buon svolgimento dell’operazione. Abbiamo garantito l’assistenza a tutti i residenti, anche con la presenza di assistenti sociali. Per due mesi siamo stati vicini alle famiglie sgomberate. Ora quarantuno di esse su quarantasette hanno trovato una sistemazione autonoma. Un’ala della scuola di via Isonzo, inizialmente adibita ad alloggi per le famiglie di Palazzo Fienga, oggi è completamente libera e sarà presto sede della società Prima Vera. Restano occupati solo cinque box commerciali di via Tagliamonte ed una camera di un albergo di Pompei. Quanti avrebbero scommesso che la situazione si sarebbe normalizzata in così poco tempo? A leggere alcuni organi di stampa, chissà per quanti anni avremmo dovuto ospitare gli sfollati nella scuola. Ora dovrebbero avere il coraggio di ammettere di aver sbagliato e che le cose sono andate in modo diverso rispetto alle loro pessimistiche previsioni». I consiglieri ascoltano in silenzio il discorso accorato del sindaco. Uno sfogo liberatorio, il suo, dopo giorni e giorni di “alta tensione”, in cui bastava poco per far precipitare la situazione. «Ci sono state forze politiche che pretestuosamente hanno remato contro, senza neppure conoscere lo stato delle cose. Da loro mi sarei aspettato, invece, proposte su come valorizzare Palazzo Fienga e con quali risorse. Sono queste le vere sfide che ci attendono per il futuro. Io sono dell’idea che quella che è stata in passato la roccaforte della criminalità ora deve diventare l’avamposto della legalità, con l’insediamento di sedi delle forze dell’ordine, di associazioni anticamorra e di altre istituzioni. Per la ristrutturazione di Palazzo Fienga - conclude Starita - chiederemo di attingere ai PON Sicurezza per 10 milioni di euro. Torre Annunziata diventerà presto un grande cantiere, un’occasione più unica che rara per uscire definitivamente fuori dal tunnel». Gli interventi successivi dei capigruppo delle forze politiche di maggioranza (l’opposizione era assente, ad eccezione dell’UdC) sottolineavano il grande sforzo compiuto dall’amministrazione comunale, in primis dal sindaco, per dare esecuzione ai provvedimento di sgombero da parte di Prefettura e Procura. Un risultato ottenuto laddove altri avevano fallito, visto che dello sgombero di Palazzo Fienga se ne parlava da decenni. Infine il consiglio comunale approvava la delibera di spesa proposta dalla giunta municipale per un importo di oltre 400 mila euro, di cui una parte sarà attinta dalle spese di giustizia e un’altra ricadrà sui proprietari delle abitazioni di Palazzo Fienga.