A cura della Redazione
Pagare o non pagare: il papocchio delle bollette Gori Sono decine e decine le telefonate e le mail di protesta che giungono in redazione da parte di nostri lettori relativamente al pagamento delle "partite pregresse" delle bollette dell’acqua riferite al periodo 2006-2011. Per tale motivo riteniamo fare chiarezza sull’argomento e spiegare come stanno effettivamente le cose. Si tratta di recuperi tariffari che si sono accumulati nel corso del tempo a causa dell’inadeguatezza delle tariffe deliberate in passato dall’Assemblea dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano. In pratica, le tariffe deliberate a suo tempo e applicate da Gori in quegli anni non assicuravano la copertura dei costi di gestione, con la conseguenza che l’azienda ha maturato un significativo credito. Per recuperare questo credito la Gori aveva già emesso, e in gran parte recapitato, le bollette con i relativi pagamenti, suscitando le veementi proteste degli utenti e dei sindaci che chiedevano la sospensione dei pagamenti delle bollette, in attesa di un confronto tra la Regione Campania e l’AEEGSI (l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico) volto ad approfondire le segnalazioni e le osservazioni pervenute. Erano stati proprio i sindaci dell’Ato 3, infatti, insieme alle associazioni dei consumatori a chiedere un tavolo tecnico dove discutere della spinosa questione e nel frattempo invitare gli utenti a soprassedere al pagamento delle bollette. Alla fine veniva assunta la decisione di differire al 28 dicembre 2014 il pagamento della prima rata delle fatture relative alle “partite pregresse”. Più precisamente, il 50 per cento dell’importo complessivo sarà fatturato in un’unica soluzione da pagare prossimamente (il 28 dicembre appunto), mentre il restante 50 per cento sarà suddiviso negli anni 2015, 2016, 2017. «Inoltre, per maggiore correttezza e trasparenza nei confronti degli utenti - fa sapere la Gori - sarà inviata una fattura separata, rispetto alle bollette ordinarie, contenente l’esatto importo del conguaglio ed una lettera esplicativa sulla natura di tale addebito. E, per non gravare troppo sull’utenza - si legge nella nota - la Gori ha deciso di predisporre per la quota 2014 un ulteriore piano di rateizzo ad hoc, prevedendo il pagamento della fattura in un numero di rate mensili, variabili a seconda della fascia di importo e della tipologia di utenza. Per le famiglie più disagiate, infine, nei casi documentati di indigenza, saranno garantita l’applicazione di ulteriori forme di pagamento agevolato, così come già previsto in tali circostanze dalla procedura concernente i rateizzi». Ma nonostante la “disponibilità” della Gori, i cittadini sono comunque infuriati. «Questa mazzata - afferma un pensionato - ci è arrivata tra capo e collo proprio in prossimità delle festività natalizie. La Gori può dire quel che vuole, ma pagare somme che risalgono addirittura al 2006 lo ritengo una vera e propria ingiustizia». Sulla stessa falsariga interviene un commerciante. «Oramai il commercio è allo stremo - commenta -. La gente non ha soldi in tasca e non spende, la crisi ci sta uccidendo e per tutta risposta aumentano le tasse comunali e le tariffe delle utenze. Non penso di durare ancora per molto con questo andazzo». Proteste sacrosanti che rappresentano il termometro del disagio sociale che vivono i cittadini del territorio. Nel frattempo è nato su facebook il gruppo "Cittadini contro il recupero delle partite pregresse ante 2012 di Gori" il quale invita gli utenti ad «attendere fino al 28 dicembre (giorno di differimento) per sapere se sarà raggiunto un accordo con la Gori, altrimenti si renderà necessario procedere per via giudiziaria al fine di ottenere l´annullamento delle fatture illegittime. Ci stiamo organizzando - si legge nella nota - per promuovere azioni collettive (di gruppo) per tutelarci contro la Gori. I nostri avvocati saranno a vostra completa disposizione per le eventuali procedure». Ma secondo l´ex sindaco di Portici Vincenzo Cuomo, oggi parlamentare del Partito Democratico, «basterebbe un accordo fra Gori, Regione e Ato. In fondo la società - afferma - ha iniziato questa riscossione a causa di vecchi crediti vantati nei suoi confronti dalla Regione». Tutto nasce dunque a Palazzo Santa Lucia, tutto potrebbe essere risolto là, con un accordo sui crediti, magari sotto l’albero». E´ quello che sperano gli oltre 500 mila utenti dei 76 Comuni dell´Ato 3... BENNI GAGLIARDI