A cura della Redazione
Centri commerciali: la Oplonti srl rinuncia al giudizio contro La Cartiera Resta da verificare la portata delle conseguenze operative di un accordo tra la Fergos e la Oplonti, che sono rispettivamente le società di gestione del centro commerciale “La Cartiera” e del Maximall, in fase di apertura a Torre Annunziata. L´Oplonti srl rinunzia al giudizio davanti al Consiglio di Stato che riguarda il ricorso di una precedente sentenza di illegalità relativamente alla costruzione de “La Cartiera”. Se è vero che si è conclusa la guerra tra i potenti gruppi commerciali che comandano le due società entrate in conflitto, restano sul terreno "morti e feriti", e soprattutto i motivi della contesa. In altre parole, rimangono da definire le conseguenze della vertenza giudiziaria riguardo al centro commerciale di Pompei (per altri versi anche a Torre Annunziata si deve chiarire) su cui la giustizia amministrativa deve dire l’ultima parola sulla legittimità dei lavori di ristrutturazione dell’ex fabbrica della carta trasformata, a seguito di un accordo istituzionale, in un´area destinata allo shopping. Sul versante opposto, resta da approfondire quanto emerge da notizie di stampa riguardanti resti archeologici rinvenuti nelle fondamenta del centro commerciale oplontino. La Fergos srl, società di gestione del centro commerciale “La Cartiera”, ha chiesto la revoca della sentenza n. 365/2013, con la quale la IV Sezione del Consiglio di Stato, dopo l’appello dell’Oplonti, aveva annullato gli atti amministrativi riguardati il permesso di costruzione per la ristrutturazione edilizia e riconversione dello stabilimento ex Aticarta, il decreto di autorizzazione ambientale, il parere espresso dalla CEI, il comunicato della Soprintendenza dei BB. AA. di Napoli della insussistenza di estremi per l’annullamento dell’autorizzazione ambientale, ed il parere favorevole del Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino del Sarno. La relazione redatta dall’avvocato Vitiello dell’ufficio legale del Comune di Pompei, precisa che gli atti oggetto di annullamento giurisdizionale sono la conseguenza di un procedimento amministrativo risultato del concorso di diverse Amministrazioni che hanno partecipato alla riconversione produttiva dell’ex stabilimento Aticarta per salvaguardarne i livelli occupazionali. Gli atti annullati con la sentenza 365/2013 sono il risultato di un accordo istituzionale tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Campania, Organizzazioni sindacali e Comune di Pompei, che hanno inteso in tal modo scongiurare il licenziamento di centinaia di lavoratori. La riconversione produttiva dello stabilimento Aticarta era il progetto assunto dalla Regione dopo il concorso basato sulla valutazione comparativa delle manifestazioni di interesse, svolto sotto l’egida della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’intesa successiva tra gli Enti, ha comportato la convocazione di una conferenza di servizi finalizzata alla stipula di un Accordo di Programma fra le Amministrazioni dello Stato coinvolte a diverso livello nell’iter procedimentale per il rilascio urgente delle autorizzazioni necessarie alla riconversione produttiva dello stabilimento. Detto accordo è alla base del rilascio del permesso di costruire da parte del Comune di Pompei su istanza Fergos, volto a realizzare il progetto edile che, secondo l’ufficio tecnico del Comune di Pompei, diminuisce i volumi preesistenti ed aumenta le aree a verde. La sentenza ha decretato l’ annullamento dei titoli edili. Contro di essa ha proposto ricorso la Fergos, mentre il Comune di Pompei si è costituito in giudizio sollevando una serie di eccezioni. Nel giudizio di revocazione si sono costituiti anche gli esercenti del Centro Commerciale "La Cartiera" ed i lavoratori che svolgono la loro attività al suo interno. Iniziativa tesa a salvare attività commerciali avviate e posti di lavoro. Il 7 marzo scorso, la società Oplonti ha notificato al Comune di Pompei e alla Fergos il suo atto di rinunzia ai giudizi che la stessa aveva messo in moto, fino alla sentenza n. 365/2013. Resta, a questo punto, da attendere solo la pronuncia del massimo organo di Giustizia Amministrativa che, prendendo atto della rinuncia all’azione promossa dalla Oplonti, metterà la parola fine, con un chiarimento sulle conseguenze, alla lunga e tormentata vicenda giudiziaria che è stata al centro dei commenti, nell’ultimo anno, dell’opinione pubblica di Pompei. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2