A cura della Redazione
Il Sarno, da fiume killer a risorsa per il territorio di Torre Annunziata Il Sarno da “fiume killer” (o, per meglio dire, assassinato dall’inquinamento) a canale per il rilancio della nautica e dell’imprenditoria locale. Sarà l’opera più grande ed importante di questi ultimi cinquant’anni, quella che investirà sul ripristino paesaggistico di una città martoriata e nel contempo porterà una boccata di ossigeno per l’occupazione. Ci mette la firma l’assessore all’urbanistica Francesco Bisogno che esporrà l’intero progetto all’interno della conferenza dei capigruppo di maggioranza e minoranza «...perché un’iniziativa così importante deve vedere la politica unita». Una storia partita il 6 giugno e che in pochi mesi ha partorito pagine e pagine di grafici, rilievi, incontri e tavoli di concertazione con Arcadis, l’agenzia regionale per l’ambiente e il dissesto idrogeologico che ha attinto, con la partecipazione della Regione Campania ai fondi europei per il recupero del Fiume Sarno. Anni di scelleratezza, macchiati dall’inquinamento di un fiume, che oggi, finalmente, potrà diventare una risorsa cittadina. Sedici milioni di euro quelli stanziati dalla Regione Campania mentre circa trecento milioni saranno attinti dalle casse europee grazie al progetto “La tua Campania cresce in Europa”. Tante le opere che vedranno il recupero di tutto il fiume dalla sua origine che da Solofra arriva sino a Cava De’ Tirreni, e Torre Annunziata finalmente potrebbe vedere il rilancio di quella risorsa che tanto gli fu cara un tempo: quella nautica. Sostanzialmente l’opera più importante per la città verrà realizzata in via Terragneta, dove ora si trovano i cantieri nautici. Qui parte del Canale Bottaro che già attraversa il tratto stradale, oggi ricoperto da alti arbusti acquatici, verrà completamente riqualificata nel suo sistema idraulico, come spiega Bisogno: «Il sistema idraulico verrà modificato e regimentato in tal modo da raccogliere solo acque pluviali – spiega –. Questo consentirà quindi di raccogliere solo acque bianche che arriveranno sino al mare. L’intero percorso diventerà un sottoparco a cielo aperto, verranno realizzati recuperi della costa con un piccolo parco ecologico». Tre gli step per la realizzazione dell’opera, il tutto con una grande novità, ovvero la navigabilità dell’intero canale. Innanzitutto verranno recuperate le arterie di via Solferino, via Mortelletto e via Postiglione. Di qui la realizzazione di un maxi centro polifunzionale sportivo, dove prima sorgeva il campo sportivo di Rovigliano, il tutto con un parcheggio a basso impatto, e ovviamente a basso consumo energetico. Nel contempo le spiagge verranno attrezzate con lidi balneari che avranno ogni tipo di servizio. A tutto questo si aggiungerà l’utilizzazione del canale per il rilancio della nautica: il tratto di via Terragneta diventerà un porto canale dedicato alla manutenzione di barche di grosse dimensioni sino a 110 metri. Verrà attrezzato con gru su binari che permetteranno di lavorare le imbarcazioni, il tutto a pochi passi dai cantieri navali. Contemporaneamente ad alcune centinaia di metri ci sarà invece la vasca d’alaggio per occuparsi della manutenzione di altre imbarcazioni sino a 50 metri. «Può sembrare un’utopia ma non lo è – spiega l’assessore Bisogno –. Questo progetto rappresenterà il rilancio della vocazione per la nautica turistica, basti pensare a quanti armatori chiederanno di attraccare nel canale. E tutto è già pronto: Arcadis è riuscita a catalizzare già le risorse che peraltro entro il 31 dicembre ci impongono l’obbligo per l’intero progetto di diventare esecutivo previa perdita dei fondi». L’augurio dunque è che non si perda l’occasione. Già nel 2000 quell’area era stata destinataria di un maxi investimento andato poi perso a causa del mancato finanziamento. «Questa volta è tutto pronto – conclude Bisogno – nei giorni scorsi con il sindaco abbiamo incontrato Arcadis e ora condivideremo il futuro progetto in via di integrazione finale con tutta la coalizione affinché diventi il progetto di tutti noi e della città e non solo il progetto voluto dalla Comunità Europea. GIOVANNA SALVATI da TorreSette del 2 novembre 2012