A cura della Redazione
Gori, rimborsi depurazione: procedure da snellire Il nostro articolo “La Gori rimborsa gli utenti”, pubblicato sul n. 3 dello scorso 27 gennaio, ha smosso le acque, è proprio il caso di dirlo. Le copie in edicola sono andate esaurite e la redazione è stata tempestata da telefonate che richiedevano espressamente la pubblicazione del servizio anche sul quotidiano on line torresette.it. Richiesta prontamente accolta soprattutto in considerazione del notevole interesse suscitato dall’argomento. Infatti, non capita tutti i giorni di ottenere un rimborso da parte di una società che eroga un servizio fondamentale come quello idrico. La restituzione di somme pagate e non dovute relative al servizio di depurazione, praticamente inesistente, è diventato l’oggetto di discussione ed ha suscitato una serie di interrogativi. In primis, i dubbi riguardano i canali informativi della Gori, assolutamente inadeguati. Quanti sanno ancora oggi di aver diritto al rimborso? Perché la Gori non ha utilizzato il mezzo più palese e semplice a sua disposizione, la bolletta, per comunicare agli utenti questo diritto? Troppo complicato? Affidare la divulgazione solo ad internet significa penalizzare e praticamente escludere tanti cittadini, soprattutto gli anziani. Anche le modalità di accesso al rimborso lasciano perplessi: perchè bisogna accludere necessariamente alla domanda le ricevute di versamento, visto che sono trascorse oltre cinque anni (termine di conservazione) dalla scadenza per gran parte di esse? La Gori è in possesso degli elementi richiesti nel proprio archivio informatico. Il servizio on line attivato, infatti, consente di conoscere l’esatto ammontare della cifra da rimborsare in tempo reale. Dunque, perché viene richiesto ai cittadini di dimostrare di aver pagato quando questo dato è già in possesso della società di gestione? Sarebbe auspicabile che la Gori procedesse autonomamente alla restituzione degli importi spettanti, «avvalendosi della facoltà di compensazione e/o rateizzazione del rimborso», come previsto dalla deliberazione n. 6 del 2 agosto 2011 dell’Ente d’Ambito Sarnese-Vesuviano. Un percorso alternativo che eviterebbe agli utenti inutili lungaggini burocratiche e alla stessa Gori un impiego straordinario di liquidità che creerebbe problemi finanziari alla società.. Intanto, cominciano ad attivarsi le forze politiche. Il candidato sindaco del Nuovo Centrosinistra, Antonio Gagliardi, dirigente regionale dell’Italia dei Valori, si è rivolto ai consiglieri regionali dell’IdV affinché intervengano sulla Gori per snellire le procedure, e chiedano un incontro al difensore civico regionale sulla questione rimborso. Anche Orgoglio e Dignità ha presentato un’interrogazione al sindaco Starita e al Consiglio comunale “per sapere quali provvedimenti di loro competenza intendano adottare nei confronti dell’ATO3 e della Gori Spa perché ai cittadini venga rimborsato il canone di depurazione”, si legge in una nota stampa. SALVATORE CARDONE (dal settimanale TorreSette del 10 febbraio 2012)