A cura della Redazione
Bretella porto-autostrada, mancano i fondi regionali Difficoltà per il completamento del progetto della bretella di collegamento porto-autostrada. L’infrastruttura ha visto finora solo l’ampliamento di via Terragneta e la realizzazione della rotonda a confine con via Solferino. Manca solo la segnaletica orizzontale e poi questo primo lotto si potrà considerare terminato. I lavori che ancora devono iniziare, invece, sono quelli del tratto che dovrebbe collegare il porto oplontino con via Terragneta. E chissà se e quando inizieranno, visto che la Regione Campania non ha ancora proceduto all’erogazione del finanziamento di 3 milioni e 800 mila euro, già deliberato dalla giunta Bassolino. Il costo complessivo dell’infrastruttura ammonta a 5 milioni e mezzo di euro, di cui oltre al finanziamento regionale, 1 milione e 450 mila euro erogati dalla Provincia, e 220 mila euro dal comune oplontino. Ma ora il tutto potrebbe essere messo in discussione se la giunta regionale non ritenesse prioritaria la bretella di collegamento porto-autostrada a Torre Annunziata. Un’opera che i cittadini torresi attendono dagli anni ottanta, quando la società Italstrade presentò un progetto, poi dimostratosi inattuabile, che collegava il porto con l’autostrada, attraverso una sopraelevata che attraversava il quartiere Rovigliano. La Soprintendenza non approvò mai quella soluzione progettuale e tutto finì nel dimenticatoio. Con il secondo mandato del sindaco Cucolo, fu rispolverato il progetto per il collegamento del porto con l’area industriale, ma questa volta senza grossi impatti ambientali. La strada parte da via D’Angiò, affianca la spiaggia della Salera e poi si immette su via Terragneta. Un’opera di una grande importanza per lo sviluppo del traffico commerciale portuale, in quanto consente il transito di grossi automezzi ed autoarticolati, attualmente impossibilitati a raggiungere il porto a causa della limitata altezza dei ponti ferroviari. Ma non solo. A giovarsene sarebbe anche il traffico cittadino, soprattutto lungo le arterie di via Roma e via Castello, che vede un continuo andirivieni di autoveicoli pesanti da e per il porto. Anche l’allora presidente dell’Autorità Portuale di Napoli, Francesco Nerli, elogiò la posizione geografica ed i collegamenti del porto di Torre Annunziata, sottolineando, però, la necessità di potenziare le linee di congiungimento con l’hinterland. Tra queste, appunto, la bretella di collegamento porto-autostrada, nonché la tratta ferroviaria Torre-Cancello, che potrebbe diventare uno sbocco naturale verso l’Interporto di Nola per le attività commerciali che scelgono Torre Annunziata come punto di attracco. «La Regione Campania - afferma l’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Colletto - a causa dei tagli effettuati dal governo centrale, dispone di meno risorse economiche e pertanto deve selezionare i progetti da finanziare. Noi auspichiamo di disporre al più presto dei circa 4 milioni di euro per il secondo tratto della bretella in modo da completare l’opera nel più breve tempo possibile, dando così anche un po’ di respiro all’economia locale. Contiamo sull’intervento anche del nostro rappresentante in Regione (Raffaele Sentiero, ndr) - conclude Colletto - che saprà sicuramente bene argomentare l’importanza che questa opera riveste per Torre Annunziata». I lavori per la realizzazione di questo secondo tratto comprendono anche la rimozione delle montagne di rifiuti giacenti sulla spiaggia della Salera e l’abbattimento, con la conseguente ricostruzione, di un deposito all’interno dell’area delle Ferrovie dello Stato interessata dall’attraversamento della bretella. Su questo secondo aspetto, non poche sono state le critiche per la scelta del percorso scelto. Infatti, la domanda che si sono posti molti osservatori è per quale motivo si è deciso di attraversare il deposito ferroviario, con costi aggiuntivi non indifferenti, quando sarebbe stato più opportuno immettersi direttamente su via Magenta? Una domanda a cui non sappiamo dare una risposta ma che sicuramente l’ingegnere dell’UtC Vincenzo Di Giovanni, progettista della bretella, ci farà avere. ANTONIO GAGLIARDI (dal settimanale TorreSette del 4 novembre 2011)