A cura della Redazione
Ponte di via Sepolcri, la rabbia dei residenti «Siamo stanchi delle parole. Vogliamo i fatti». E’ un coro all’unisono quello dei cittadini di Torre Annunziata e Boscotrecase che chiedono a gran voce la riapertura di via Sepolcri. Dopo cinque anni dalla chiusura della strada, dovuta all’abbattimento dell’ormai famigerato ponte per consentire i lavori della terza corsia dell’autostrada Napoli-Salerno, la situazione è ancora immutata: il ponte non è stato ricostruito e restano interrotti i collegamenti verso i comuni vesuviani, il cimitero e l’ospedale S. Anna e Maria SS. della Neve. E così, esasperate, centinaia di persone hanno inscenato una protesta clamorosa mercoledì mattina, occupando i caselli autostradali di Torre Annunziata Sud e provocando la chiusura per alcune ore degli svincoli in entrata ed uscita. Off limits anche via Principio, che collega la città alla zona del cimitero. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Polizia torrese, i carabinieri ed i vigili urbani. Non sono mancati attimi di tensione tra i manifestanti e le forze dell’ordine, che giustamente cercavano di far scemare la protesta per consentire il regolare deflusso dei veicoli. Qualcuno, sotto il sole cocente, ha accusato dei malori ed è stato prontamente soccorso dal personale medico presente. Ad ascoltare le sacrosante istanze dei cittadini, il sindaco oplontino Giosuè Starita ed il primo cittadino di Boscotrecase, Agnese Borrelli. «Purtoppo - spiega Starita - il Comune non ha alcuna competenza sulla vicenda, né tecnica né amministrativa né giuridica. Noi ci reputiamo parte lesa ed abbiamo avviato una vertenza giudiziaria nei confronti della Società Autostrade per i danni cagionati dalla mancata ricostruzione del ponte». Starita ha comunque assicurato che l’Amministrazione sta facendo e continuerà a fare tutto il possibile per investire chi di competenza della questione. Particolarmente veementi le proteste dei residenti di via Sepolcri, in special modo quelle degli abitanti della zona Lazzaretto, situata proprio al di là del ponte sul territorio di Boscotrecase. «I politici ci avevano promesso che il ponte sarebbe stato installato e la strada riaperta. Ci prendono in giro da anni. Vengono qui a fare passerelle e ad annunciare che la strada sarebbe stata riaperta entro il 31 marzo. Vergogna! Non possiamo uscire la sera, dobbiamo rientrare a casa presto. Non si può vivere in queste condizioni. Siamo esasperati». Ed ancora: «La Società Autostrade aveva messo a disposizione un servizio navetta per raggiungere l’altro lato della strada, che, tuttavia, è stato soppresso. Siamo costretti, dunque, a non uscire di casa oppure ad utilizzare i taxi collettivi per spostarci, pagando anche diversi euro ogni volta. E’ un’ingiustizia!». Il sindaco di Boscotrecase, Agnese Borrelli, ha annunciato che il prossimo 23 giugno ci sarà un incontro in Regione con l’assessore ai Lavori Pubblici, Eduardo Cosenza. Una delegazione di cittadini sarà presente facendo valere le proprie ragioni. Sarà l’ennesima inutile fiera delle chiacchiere o, finalmente, ne verrà fuori qualcosa di concreto? L’unica cosa certa, allo stato attuale, è che il ponte di via Sepolcri non verrà installato in tempi brevi. E il perché è risaputo. Tutto si lega all’entrata in funzione del collettore che dovrebbe allacciarsi al depuratore di Castellammare di Stabia. Dopo aver eseguito i lavori della terza corsia, i tecnici delle Autostrade si sono resi conto che il sistema fognario si trovava ad appena due metri di profondità sotto il livello del manto stradale. Ciò non consente di raggiungere l’altezza di 5,80 metri necessaria per l’installazione del nuovo ponte. Cosa alla quale si potrebbe ovviare solo by-passando la vecchia rete fognaria con l’attivazione del collettore. Poiché la querelle è lungi dall’essere risolta, ci chiediamo: chi, a suo tempo, ha dato l’autorizzazione all’abbattimento del ponte? Chi doveva essere a conoscenza della presenza delle fogne sotto il manto stradale? Se questo si sapeva, perché non è stato detto? Domande che, forse, resteranno inascoltate. Proprio come gli interrogativi disperati degli abitanti di via Sepolcri. DOMENICO GAGLIARDI (dal settimanale TorreSette del 17 giugno 2011)