A cura della Redazione
Negato il concordato preventivo, la Multiservizi verso il fallimento Ancora nubi all’orizzonte per l’Oplonti Multiservizi, la società mista a capitale pubblico-privato che gestisce la raccolta dei rifiuti Torre Annunziata. E’ stata depositata da qualche giorno la sentenza del giudice Elefante che, accogliendo il ricorso del comune oplontino, socio di maggioranza della società, l’ha condannata alla restituzione di 1 milione e 200 mila euro, somma che lo stesso Comune, nel settembre dell’anno scorso, fu obbligato a versare alla società per i debiti accumulati durante l’emergenza rifiuti del 2006. Ma i guai non vengono mai da soli. Mercoledì 8 febbraio il Tribunale di Torre Annunziata ha rigettato il concordato preventivo chiesto dalla società Oplonti Multiservizi per facilitare l’estinzione dei suoi debiti. La motivazione che ha indotto il giudice a revocare una decisione già presa, e che andava nella direzione di un accoglimento del concordato preventivo, sta in una lettera dell’Ufficio finanziario del Comune in cui veniva specificato che le somme stanziate in bilancio pluriennale per ripianare il debito con la Multiservizi (circa 2 milioni di euro) non erano certe, bensì previsionali. Quindi verrebbe a mancare la certezza giuridica di tali impegni finanziari, anche in considerazione del fatto che fino a quel momento non si era mai proceduto al riconoscimento del debito fuori bilancio con apposita delibera di Consiglio comunale. Arrivati a questo punto, quale strada resta da percorrere per evitare il fallimento dell’Oplonti Multiservizi? La società potrebbe riproporre il ricorso per l’ammissione ad una nuova procedura di concordato preventivo. Tale decisione, però, sarebbe strettamente legata all’effettiva disponibilità di risorse finanziarie e, quindi, alla rinuncia da parte del Comune, alla provvisoria esecuzione della sentenza di restituzione del milione e duecento mila euro, in attesa del giudizio in appello. Ma il sindaco sarà disposto a prendere finalmente una decisione per sbloccare una situazione ormai non più sostenibile? A.G.