A cura della Redazione
Lido Azzurro, amarcord degli anni ´60 Eravamo quattro amici al... mare. Agli inizi degli anni ‘60 ero un ragazzino e abitavo a Boscotrecase. Durante l’estate, insieme con tre miei amici, ci incamminavamo a piedi, ogni mattina, per venire al mare a Torre Annunziata. Eravamo “attrezzati” con costumi, asciugamani, panini e frutta, per trascorrere lì l’intera giornata. Arrivati alla spiaggia, se avevamo qualche lira in tasca (capitava solo nel fine settimana), facevamo il biglietto per entrare al Lido Azzurro, che per noi rappresentava lo stabilimento balneare dei vip. Qualche altra volta, invece, ci andavamo “via mare” perché su di noi quel tratto di litorale torrese esercitava un fascino e un’attrazione straordinari. Sabbia pulita, docce con acqua freschissima, ordine dappertutto, aiuole fiorite, palme maestose, cabine e chalet imponenti. E poi sembrava che solo lì... ci fossero le ragazzine più belle! Ricordo che dopo esserci divertiti a fare tuffi tra le onde, soprattutto quando il mare era agitato, a giocare a pallanuoto e a tamburello per ore, ci sdraiavamo ognuno sul suo asciugamano in riva al mare per riposarci, chiacchierare, ammirare “il passeggio” di splendide donne e... fantasticavamo! Altre volte, invece, ci rifugiavamo sotto qualche pagliarella per ripararci all’ombra quando il sole scottava troppo, per consumare la nostra merenda e per giocare a carte. Poi andavamo vicino al juke box, collocato sul terrazzo, per ascoltare le canzoni dei divi del momento: Rita Pavone, Gianni Morandi, Gino Paoli, Jonny Dorelli, Bobby Solo ed altri. Molti di questi artisti, ho saputo dopo, sono stati i protagonisti, insieme a tanti altri cantanti, attori e scrittori, delle serate del Lido Notte Club. Come non ricordare Totò (con il rimpianto di non averlo mai potuto incontrare e conoscere da vicino perché sono sempre stato un suo fan), Vittorio De Sica, Eduardo De Filippo, Nino Manfredi, Patty Pravo, Nino Taranto, Pippo Baudo, ecc.. A quelle serate, purtroppo, non ho mai potuto partecipare perché ero solo un ragazzino (allora i miei severi genitori non mi consentivano il rientro a casa tardi) e per di più anche squattrinato. Questa parte di “memoria storica” del Lido Azzurro l’ho ricostruita solo tanti anni dopo e l’ho approfondita innanzitutto attraverso la lettura e le immagini di alcuni libri su Torre, tra i quali mi piace ricordare quelli di Pasquale Castelluccio dal titolo “C’era una volta... il Lido Azzurro” e “I fantastici anni del... Lido Notte Club”. Ho potuto così apprendere che anche tante donne sono state incoronate reginette di bellezza, soprattutto negli anni ‘50, con i titoli di Miss Lido Azzurro, Miss Lido Notte, Miss Campania, Miss Cinema, Miss Italia. Serate danzanti e esibizioni di cantanti si sono succedute per quarant’anni, dal 1933 al 1973, anno “dannato” del colera, seguito dal divieto di balneazione del 1974. Ma già dieci anni prima con la scomparsa di Luigi Manzo nel 1964, il Lido Azzurro, che fino ad allora era stato all’apice del suo splendore, aveva iniziato un lento declino, nonostante gli sforzi del figlio Sandro e la gestione di Giancarlo Cosma. Nel 1980 fu costruita una piscina per i più piccoli e due anni dopo una più grande, anche per offrire uno sbocco al problema dell’inquinamento del nostro mare non più balneabile. Ma un incendio nel ‘79, il terremoto dell’80, una forte mareggiata nell’87, provocarono notevoli danni allo stabilimento balneare aggravando ancor più la situazione. Nel 1989 iniziò la gestione di Gennaro Vitiello, che aveva l’ambizione di riportare di nuovo in auge il Lido Azzurro, realizzata solo in parte perché con lui iniziò una lenta rinascita, interrotta però dalla sua tragica scomparsa nel 2006. Oggi il Lido Azzurro rappresenta ancora un punto di riferimento per tanti torresi, anziani e giovani, che però non ritrovano più, in questo luogo, la magica atmosfera degli anni ‘50 e ‘60. Nonostante ciò questo stabilimento balneare esercita ancora un fascino irresistibile e ogni anno, durante l’estate, è affollato da migliaia di nostri concittadini che vi trascorrono con piacere tante giornate assolate, ma con il nostalgico sogno di vederlo ritornare un giorno ai suoi antichi fasti. Foto tratta dal libro "I fantastici anni del... Lidonotte Club" di Pasquale Castelluccio SALVATORE CARDONE da TorreSette del 16 aprile 2010