A cura della Redazione
Avvocato deceduto, il Foro torrese proclama l´astensione dalle udienze Un malore improvviso, poi si è accasciato a terra, in tribunale, ed è spirato. E´ morto così, lunedì mattina, un avvocato di 35 anni, Gaspare Gallo, nei locali della sezione civile del tribunale di Torre Annunziata, presso l’ex istituto dei Salesiani. Il legale, appartenente al foro di Napoli, aveva da poco discusso una causa quando è stato colto dal malore. I colleghi hanno capito subito la gravità della situazione ed hanno lanciato l’allarme e due medici che erano sul posto hanno provato a rianimarlo. Successivamente è giunta un’autoambulanza del «118» ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La morte del giovane legale ha riacceso il dibattito sulla necessità di prevedere all’interno degli uffici giudiziari un presidio sanitario per garantire i primi soccorsi. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torre Annunziata si è riunito, proprio nella sala in cui è deceduto Gallo, martedì mattina in un’assemblea generale degli iscritti, proclamando allo stesso tempo l’astensione dalle udienze per trenta giorni. Una decisione estrema, volta a sottolineare le difficoltà e i disagi in cui sono costretti a svolgere il proprio lavoro avvocati e magistrati. Dopo un minuto di silenzio per ricordare l’avvocato morto, ha preso la parola il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Gennaro Torrese. «Ci siamo confrontati sulle iniziative da intraprendere - ha spiegato Torrese - come l’istituzione di un presidio sanitario per i primi soccorsi. Difatti - prosegue - è inaccettabile che manchino presidi sanitari in un luogo in cui si amministra la Giustizia in nome del popolo italiano e si sanzionano penalmente aziende private o enti che non rispettano le norme di sicurezza sul lavoro. Gli uffici dell’ex istituto salesiano che ospitano sia il settore civile che i giudici del lavoro sono frequentati quotidianamente da oltre quattrocento persone, tra giudici, periti, utenti, avvocati e impiegati degli stessi uffici giudiziari». A schierarsi a favore dell’iniziativa del Foro oplontino, anche la Camera Penale e la stessa Anm, il sindacato delle toghe, purché, comunque, non si intacchino i diritti degli utenti e la protesta sia costruttiva. Dure le parole del presidente del Tribunale Vincenzo Maria Albano. «Stiamo abbandonando anche la civiltà - ha detto -. La morte del giovane avvocato la considero l’ennesima morte sul lavoro e questo mi distrugge. C’è una sorta di sostanziale abbandono da parte delle Istituzioni. Ci batteremo - prosegue Albano - per l’istituzione di un presidio sanitario. Ma dove? Qui o alla sede centrale? Il problema è che non si riesce ad avere una sede omnicomprensiva. Ci sentiamo soli - ha concluso - e questo è avvilente». Gli avvocati, ma anche i magistrati, chiedono, infatti un’unica sede per il tribunale civile e penale, quest’ultimo dislocato presso il Palazzo di Giustizia di corso Umberto I. A tal riguardo, il sindaco di Torre Annunziata Giosuè Starita, presente alla manifestazione, ha annunciato che a breve ripartiranno i lavori per il completamento della cittadella giudiziaria, fermi dal 2003. Starita ha anche sottolineato che, in materia di sicurezza sul lavoro, «le sedi giudiziarie dovrebbero dotarsi di defibrillatori. Gli uffici pubblici - afferma il primo cittadino - possono farne richiesta al sistema sanitario».