A cura della Redazione
Compagni di scuola, 34 anni dopo l´incontro con la maestra Sono trascorsi trentaquattro anni da quando, nel 1975, diversi alunni della scuola elementare del IV Circolo didattico di piazza Matteotti (nei pressi dell’ex cinema Metropolitan) conseguirono la licenza elementare. Da allora, non avevano avuto più notizie della loro maestra, Caterina Marino (nella foto). Ad uno di loro, Martino Agnello, 45 anni, trasferitosi in provincia di Roma, viene l’idea di pubblicare su Facebook un annuncio in cui chiedeva agli ex “colleghi di classe” di contattarlo per organizzare una sorta di rimpatriata. In tanti rispondono al suo appello, attraverso il “passaparola” sulla rete. La prima è Biagina Manzo, che si attiva immediatamente per rintracciare i suoi compagni di classe. Infatti, molti di quei bambini, ormai diventati adulti, non vivono più a Torre Annunziata. Alcuni sono emigrati al Nord, altri addirittura in Sud America. Ma il “gruppo” non si perde d’animo ed iniziano le ricerche per “scovare” la maestra. Alla fine, si scopre che Caterina Marino abita a Torre, al corso Vittorio Emanuele. Ha 87 anni ben portati ed una verve da far invidia agli adolescenti. E così, una volta raccolte le adesioni e programmato l’incontro, sabato scorso, nell’abitazione della maestra, c’è stato il tanto atteso raduno. Noi di TorreSette c’eravamo. Ad attenderci, una tavola imbandita con ogni sorta di rustici, dolci e bibite. Insomma, un banchetto degno dei migliori ricevimenti, allestito per festeggiare l’evento. Nel varcare la soglia di casa Marino, non possiamo non notare la felicità e l’emozione che pervade l’animo degli ex alunni nell’aver riabbracciato e rivisto, dopo tanti anni, la loro amata maestra. Non c’erano proprio tutti, ma quasi. Martino Agnello, il nostro “contatto”, come in un appello di classe, inizia così ad elencarci in rigoroso ordine alfabetico tutti i presenti: Enzo Annunziata, Giovanni Bifulco, Oreste Lanzetta, Biagina Manzo, Emma Piccolo, Luisa e Teresa Piscicelli, Alfredo Scardone, Antonio Setaro, Francesco Sollazzo, Pina Tamburro. Quest’ultima, è giunta appositamente da Alessandria, dove risiede dal 1990. La maestra è seduta al centro del tavolo, attorniata dai suoi “ragazzi” e dal loro affetto. Il valzer dei ricordi affiora nella mente alla vista delle foto dell’epoca. “Questo eri tu Francesco, quella lì era Pina”. Si scattano, poi, fotografie per immortalare la reunion. In posa con i suoi studenti, la maestra accetta di buon grado di farsi fotografare con ciascuno di loro. “E’ una giornata bellissima - ci dice con una voce rotta dall’emozione l’insegnante -. E’ un qualcosa di indescrivibile. A dire il vero, qualcuno di Torre veniva a trovarmi, ma non mi sarei mai aspettata una cosa del genere”. Chiediamo alla maestra com’erano i suoi alunni a scuola: “Senza dubbio - ci dice - ce n’erano alcuni più tranquilli ed altri più vivaci. Ma ho voluto bene a tutti come figli. Con loro ero severa, ma solo per stimolarli a fare meglio. Il mio obiettivo era quello di trasmettere i valori importanti della vita, avendo a cuore la loro formazione come persone più che da un punto di vista didattico”. Non mancano, poi, alcune riflessioni sulle differenze tra la scuola di oggi e quella di allora: “Oggi - spiega ancora la maestra - le diversità sono enormi. Forse, più di tutto, manca il rispetto dei ragazzi nei confronti dei loro docenti. E, in alcuni casi, è vero anche il contrario”. Gli aneddoti si susseguono nella mente della maestra: “Ricordo in particolar modo le feste natalizie e l’atmosfera che si respirava in aula durante quel periodo - dice -. Tutti insieme realizzavamo il presepe e l’albero di Natale. E poi, sotto la mia supervisione e a mie spese, li facevo preparare i lavoretti con i panettoncini”. Ricordi indelebili, tradizioni che, ormai, sembrano del tutto svanite. “Per noi - ci dice Martino Agnello - è stata una giornata indimenticabile. Ci siamo ritorvati a distanza di più di trent’anni. Quest’incontro ha rappresentato un’occasione unica per capire quanto ancora siamo legati, nonostante la lontananza. Speriamo di poter ripetere ogni anno iniziative come questa, magari riuscendo a coinvolgere anche chi non è stato presente”. Andiamo via salutando la maestra ed i suoi alunni, quelli del Circolo didattico di piazza Matteotti. Quelli del 1975. DOMENICO GAGLIARDI