A cura della Redazione
Metecno, il dramma di 55 operai La vicenda Metecno continua a suscitare polemiche. I 55 operai in mobilità dell’azienda di via Solferino, che ha deciso di dismettere l’attività all’interno dello stabilimento torrese, stanno vivendo una drammatica situazione di incertezza occupazionale. Difatti, ad oggi, non si intravede alcuno spiraglio, nonostante i numerosi vertici istituzionali di queste settimane, che hanno coinvolto il Comune e l’imprenditore Ugo Pellegrini, della società Formare, che ha acquisito lo stabilimento ex Metecno, riconvertendo il processo produttivo e destinandolo alle attività legate alla nautica. I lavoratori, sostanzialmente, chiedevano il reinserimento nell’azienda nautica, richiesta che non è stata assecondata da Pellegrini, dal momento che la nuova proprietà è alla ricerca di personale qualificato. Il piano produttivo della Formare, illustrato nei giorni scorsi dallo stesso imprenditore, prevede in quattro anni l’impiego di 75 unità lavorative altamente specializzate. Ed è su questo punto che nascono i maggiori attriti. I 55 lavoratori, di fatto, verrebbero esclusi dalle assunzioni, in quanto non possiedono i requisiti richiesti. Lo stesso sindaco Giosuè Starita aveva dichiarato che “soltanto pochi operai avrebbero potuto essere inseriti nel nuovo insediamento industriale”. L’ultimo atto di questa tribolata vicenda riguarda l’invio di curricula da parte di alcuni lavoratori in mobilità della Metecno ad un’azienda operante sul territorio di Torre Annunziata. “Attraverso il portale www.jobrapido.it - spiega Salvatore Esposito, rappresentante Rsu della Fim-Cisl - alcuni nostri colleghi si sono imbattuti in un’offerta di lavoro da parte di un’azienda nautica (il nome, nell’annuncio, non viene specificato, ndr) che svolge la sua attività in città e, in seguito, hanno inviato il proprio curriculum all’indirizzo di posta elettronica di riferimento. Alcuni giorni dopo, però, siamo venuti a conoscenza di un particolare per certi versi inquietante. L’azienda in questione - prosegue Esposito - è proprio la Formare che, a quanto pare, sta cercando personale da assumere”. Le organizzazioni sindacali sono venute a conoscenza di questo episodio tramite un ex dipendente della Metecno, assunto dalla nuova proprietà. “Si tratta dell’ex direttore dello stabilimento Metecno - afferma Esposito -. A suo dire, è stato riassunto dalla Formare proprio dopo aver inviato il proprio curriculum in risposta all’annuncio di lavoro pubblicato sul sito www.jobrapido.it. Ed è stato proprio lui a visionare e a riferirci dei curriculum inviati anche da altri lavoratori, già dipendenti Metecno”. I sindacati chiedono, invece, che le richieste di assunzione avanzate dagli operai in mobilità non vengano prese in considerazione nella maniera più assoluta. “Questo, perché, - sottolinea ancora Esposito - i nostri colleghi non erano a conoscenza del fatto che l’azienda in questione fosse proprio la Formare. Non ci interessa - dice il rappresentante Fim-Cisl - essere selezionati in questo modo, ma il nostro riassorbimento nel processo produttivo deve avvenire attraverso le adeguate procedure sindacali ed istituzionali. Abbiamo sottoscritto la mobilità perché, altrimenti, la Formare non si sarebbe insediata a Torre Annunziata, lasciandoci senza alcun futuro lavorativo ed economico. Tuttavia, a quanto pare, l’accettazione di questo aut aut da parte di tutti i lavoratori, è stata inutile. Gli ex proprietari della Metecno - conclude Esposito - ci avevano garantito che con l’insediamento della nuova attività imprenditoriale saremmo stati riassorbiti nel nuovo processo produttivo dell’azienda”. Cosa che, evidentemente non è avvenuta. D’altronde l’imprenditore Pellegrini, a suo dire, non avrebbe sottoscritto alcun obbligo con la Metecno circa la riassunzione dei 55 operai in mobilità. Una sola cosa sembra essere certa in questo momento: ci sono 55 persone che hanno perso il loro posto di lavoro e, con esso, i loro progetti per il futuro. BENNI GAGLIARDI