A cura della Redazione
Pompei - Partono le prime nomine della giunta Amitrano

E’ proprio il caso di dire tra i tre litiganti il quarto gode, riguardo la poltrona di assessore nel nuovo esecutivo pompeiano targato Amitrano.

 In quota a “Campania Libera” è stato indicato il dottore Antonio Coppola, medico chirurgo di origine stabiese, specialista in anestesia e rianimazione, attualmente incaricato nella sanità pubblica del comune di Portici. Ad avallare la nomina di Coppola pare sia intervenuto il consigliere regionale Tommaso Casillo. Il nome del professionista stabiese è entrato in una rosa di nominativi presentata dal responsabile della lista (il consigliere comunale stabiese Ciro Cascone) insieme a Pasquale Avino, Margherita Ramunno ed Emilio Smaldone.

“Dopo l’affermazione dei torresi nell’amministrazione  politica pompeiana è arrivato forse il tempo degli stabiesi”. E’ questa, in sintesi, la polemica aperta da qualche “illustre escluso” che ha probabilmente mal digerito che gli sia stato preferito un concorrente alla carica di assessore, che non solo risulta essere estraneo al territorio pompeiano, ma che ha riportato una più modesta affermazione elettorale (Coppola ha ottenuto 81 preferenze).

Pare invece che la preoccupazione maggiore del neo primo cittadino di Pompei Amitrano è quella di privilegiare gli equilibri democratici, come lui stesso aveva promesso nel corso dei colloqui preliminari. Nel caso specifico Avino, Ramunno e Smaldone rappresentavano tre distinti gruppi politici che si erano presentati alle elezioni sotto il simbolo di Campania Libera. Considerazione che ha  ispirato la soluzione “salomonica” di prescegliere il quarto nominativo, espressione politica diretta del presentatore di lista, anche lui di origine stabiese.

Qualcuno ha voluto “leggere” questa decisione come un’abile mossa di Amitrano di liberarsi da un’ingombrante tutela, ma il diretto interessato sarà sicuramente pronto a negare. Se per “Campania Libera” è stata necessaria una decisione arbitrale, il nodo di Rinascita Pompei 2017 si è praticamente sciolto da solo “per incanto”, nel senso che i protagonisti politici della vicenda (nuovi consiglieri ed antichi protagonisti) sono pervenuti ad una soluzione condivisa in cui gli interessi di lista hanno prevalso su quelli personali, ripescando l’indicazione di Vincenzo Vitiello senza che ci fossero nuove obiezioni.