A cura della Redazione
Termina 3-1 per la Juve Stabia il derby giocato al Giraud (semideserto, solo gli abbonati sugli spalti) contro i ragazzi di Papagni. Al vantaggio del Savoia, siglato da Ferrante, poi infortunatosi, hanno risposto Ripa, autore di una doppietta, e Carrozza, che ha sfruttato al meglio le disattenzioni della retroguardia biancoscudata. Il Savoia si presenta con il suo consueto 3-4-3. Triade difensiva composta da Sirigu, Checcucci e Riccio. A centrocampo spazio a Boilini al centro con Pizzutelli, panchina per Saric. Esterni bassi Verruschi e Cremaschi, tridente offensivo Ferrante-Scarpa-Leonetti. Classico 4-4-2 per le "vespe" con Caserta in cabina di regia e Ripa-Di Carmine tandem offensivo. Il fischio d´inizio è preceduto dal minuto di silenzio in memoria del tifoso biancoscudato Carmine Giangrande, scomparso ad appena 30 anni. Sesto minuto, brivido per la Juve Stabia: punizione dai venti metri di Pizzutelli che serve Scarpa a tu per tu con il portiere, ma il capitano oplontino non riesce ad avere un impatto felice con il pallone. Alla prima metà del primo tempo regna l´equilibrio assoluto. Unico episodio da segnalare l´interruzione del gioco per due minuti per la sostituzione di una bandierina. Minuto 34, che rischio per il Savoia: calcio piazzato battuto da Caserta, Migliorini colpisce la traversa, conclusione a porta vuota di Di Carmine sventata sulla linea da Riccio. Ribaltamento di fronte, lancio lungo in direzione di Ferrante, conclusione al limite dell´area di Alexis, sinistro al volo, rete! Grandissimo gol dell´attaccante scuola Roma, che porta in vantaggio la squadra torrese. Seconda rete in campionato per l´italo-argentino, spettacolare come la prima col Foggia. Ma al minuto 42 gli uomini di Savini trovano il gol del pari: calcio d´angolo, cross di La Camera per Ripa che di testa trafigge Gragnaniello. I calci piazzati restano il punto debole di questo Savoia, che prima del gol del vantaggio hanno rischiato di subire la rete proprio su una palla alta. Entriamo nei cinque minuti di recupero, e già sono da segnalare due miracoli di Pisseri: al 47´ Scarpa impegna il portiere su punizione, neanche un giro di lancette e Verruschi si disimpegna bene in area e scarica un sinistro che trova la pronta risposta dell´estremo difensore ospite. Il primo tempo si chiude con l´arrembaggio del Savoia. Ottimo l´approccio alla gara, ma i soliti errori hanno permesso alla Juve Stabia di ottenere il pari. Inizia il secondo tempo, e il Savoia rientra in campo più determinato di prima. Al 49´ ancora un´occasione per Ferrante: calcio di punizione di Pizzutelli, tiro al volo dell´italo-argentino che va alto sulla traversa. Gesto tecnico che gli provoca uno stiramento costringendo al cambio Papagni, che inserisce Di Piazza. Al 50´ secondo cambio per il Savoia, che sceglie di allargare le maglie della difesa sostituendo Scarpa con Saric. Maggiore solidità a centrocampo e spinta in attacco per Verruschi e Cremaschi, a cui sarà consesso di provare sortite offensive. All´ora di gioco occasione divorata dal Savoia: lancio per Di Piazza che, solo davanti a Pisseri, spara alto sulla traversa. Due minuti dopo doppia risposta delle vespe con un colpo di testa di Migliorini spedito in angolo dal portiere. Sugli sviluppi del corner sforbiciata di Ripa che trova ancora l´attenta risposta di Gragnaniello che compie un altro miracolo. Al 70´ la Juve Stabia va in vantaggio. Tanto per cambiare da palla inattiva. Il solito La Camera mette in mezzo per Migliorini che costringe Gragnaniello all´ennesima grande parata, sulla respinta prende palla Ripa che, indisturbato, batte il portiere. Al 77´ altra occasione monumentale per i padroni di casa con una testata di Checcucci che sfiora il palo sinistro. Due minuti dopo pallone vagante da fuori area che rimbalza sui piedi di Leonetti, ma il classe ´94 scuola Bari spedisce alto sulla traversa. L´ultimo cambio per Papagni arriva all´82´, Partipilo sostituisce Cremaschi. Si torna quindi al tridente dopo l´infruttuoso esperimento senza Scarpa. Nei minuti finali molti palloni messi in area, ma senza nessun giocatore dei bianchi pronto al tap-in decisivo. Tre minuti di recupero non bastano al Savoia per raddrizzare le sorti di un incontro indirizzato sui binari giusti ma rovinato dall´ennesima magra figura della difesa oplontina. Le vespe allungano il divario con Carrozza nel finale, triplice fischio e tutti a casa. Un match iniziato bene e concluso malissimo. I soliti interrogativi ed i soliti errori condannano il Savoia. ANTONIO DE ROSA SALA STAMPA L’allenatore della Juve Stabia Marco Savini adegua il commento al risultato con: «Vittoria meritata». Quando si segnano tre gol in trasferta dopo essere passati in svantaggio, mica puoi stare lì ad ammettere i “regali” ricevuti dagli avversari su due palle inattive trasformatesi in altrettante reti. Il tecnico delle vespe aggiunge anche che ha trovato il Savoia in buona salute, ma questa considerazione sembra più che altro una classica frase di circostanza. Sul volto di Alexis Ferrante si legge tutta la delusione per l’esito della gara in generale e per la sua prestazione in particolare. Segnare un gol antologico come quello di oggi non è servito: «Sono amareggiato come tutti i miei compagni. Mi dispiace moltissimo non aver potuto concludere l’incontro per infortunio». In effetti, Ferrante con il suo movimento sull’intero arco offensivo, fino alla sostituzione forzata aveva creato non pochi problemi alla retroguardia stabiese. «L’entità dello stiramento non lo conosco ancora. Domani sarò sottoposto ad accertamenti e lo staff medico valuterà il decorso». Aldo Papagni è come sempre sereno ed obiettivo nell’analisi del match: «Avevamo preparato la gara per ottenere il massimo. Abbiamo avuto la possibilità di andare in vantaggio e di raddoppiare avendo di fronte una signora squadra. A condannarci sono stati gli episodi. Se la analizziamo nella globalità la nostra è stata una buona prestazione, esclusa la parte finale dell’incontro quando abbiamo cercato una variante tattica». Arriva poi puntuale la domanda sulla sostituzione di Scarpa che ha fatto capire chiaramente di non gradire l’avvicendamento: «Dal punto di vista emotivo è comprensibile la sua reazione. Il capitano è uno che sta tirando la carretta da questa estate. Ovviamente io sono tecnico ed ho deciso la sostituzione perché ho notato, in quel frangente della gara, difficoltà della squadra in fase di non possesso. Appena poi siamo passati al 3-5-2, abbiamo avuto qualche buona opportunità. Il raddoppio della Juve Stabia ci ha penalizzato psicologicamente perché ha fatto venir fuori tutta l’esperienza degli avversari contro i nostri giocatori classe ’94 e ‘95».