A cura della Redazione
Savoia, vorremmo solo saperne un po di più. E´ troppo? Vorremmo solo saperne un po’ di più. Savoia-Matera è cominciata con 28 minuti di ritardo per l’imperdonabile bravata di un centinaio di ragazzotti che hanno sfondato una barriera di pre filtraggio. E questo procurerà sicuramente qualche danno ulteriore al club, oltre alla sconfitta casalinga contro un avversario non irresistibile. Non c’è alcuna giustificazione, meno che mai quella della risposta a un provvedimento alla prima apparenza ingiusto: sulle tribune c’erano solo gli abbonati, per il divieto assoluto (arrivato venerdì) di vendita di biglietti a torresi e materani. Ma vorremmo saperne un po’ di più sul perché una partita assolutamente normale sia stata caricata di inutile tensione. I motivi del divieto saranno stati assolutamente validi, ma la comunicazione dettata dal Casms (l’osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive) è stata pessima. Che cosa significa citare quanto accaduto nel turno d’andata se quella trasferta era stata vietata ai tifosi del Savoia? Neppure con il Sindaco i funzionari della Prefettura sono stati più espliciti, rinviando alla decisione presa senza possibilità di soffermarsi sulla motivazione. Stesso atteggiamento nei confronti della Lega, che pure avrà chiesto qualche spiegazione. Il silenzio alimenta solo illazioni e sospetti, esattamente ciò che meno serve in questo momento in cui si vorrebbe trasparenza anche nel calcio. Il riferimento alla realtà locale – e l’interlocutore migliore è il Sindaco – rappresenta lo strumento indispensabile per completare quell’analisi che il Comitato dovrebbe svolgere. Se il contatto (preventivo) ci fosse stato, avrebbero appreso dell’iniziativa promossa da Antica Passione, tifosi riuniti per partecipare alla gestione della società. Un segnale di evoluzione nel modo di intendere il tifo meritevole di essere incoraggiato, non di venire punito. Con un provvedimento che sembra essere un inno al burocratese, con tanto di ricorso possibile entro trenta o sessanta giorni, quando la partita si sarebbe svolta il giorno dopo. La provocazione di proporre ricorso tutti insieme, al Ministero o al Tar, sarebbe una risposta intelligente, assolutamente sottoscrivibile, ma destinata ad avere una efficacia solo virtuale. Ecco perché vorremmo saperne un po’ di più. E’ anche un nostro diritto: a due settimane dalla partita con la Juve Stabia, dopo un’andata vissuta senza torresi sugli spalti, qualsiasi nuova penalizzazione suonerebbe come eccessivamente afflittiva. Almeno senza motivazione. Vorremmo solo capire. E’ troppo? MASSIMO CORCIONE