A cura della Redazione
Dopo tredici anni, ritorna al Giraud il derby con i «cugini» del Benevento Sette gol subiti in quattro partite ufficiali, un pareggio e ben tre sconfitte. Questo l’allarmante score di inizio stagione per il Savoia di Bucaro. Che qualcosa non vada è di tutta evidenza. E non solo e non tanto per i marchiani errori difesivi quanto per una lampante mancanza di cattiveria agonistica e paurosi cali fisici e mentali che lasciano quantomeno interdetti. E’ presto per esprimere giudizi definitivi e pertanto ci limitiamo a pure osservazioni che è impossibile non formulare. Non ci sono ancora le idee chiare sul difensore di fascia destra. Due volte è stato provato Laezza, due Cremaschi con risultati non apprezzabili, e certamente non in linea con le attese, anche considerato che i due ragazzi hanno comunque collezionato una quarantina di presenze ciascuno in terza serie. La coppia centrale difensiva è permeabile. Soprattutto in Di Nunzio la cui affidabilità, al momento, non è garantita. Mai, nei duecentosettanta minuti in cui è stato impiegato, il giocatore ha dimostrato le qualità che pure gli sono riconosciute. Così il portiere Santurro che, fatta eccezione per la buona prova con il Barletta, deve ancora dimostrare le sue doti e, ad oggi, a nostro avviso, fa senz’altro rimpiangere l’ex Maiellaro ed il panchinaro Gragnaniello. In particolare, a parte i gol subìti su cui pesano sue responsabilità in almeno un paio di occasioni, vedi terzo gol del Lamezia, non si comprende né la timidezza nelle uscite né l’eccessiva fretta di riprendere il gioco a squadra non ancora posizionata in campo. E’ da un suo rilancio, con la complicità di Malaccari, che parte l’azione del raddoppio calabrese, viatico per la vittoria degli uomini di Erra. A proposito di Malaccari, quello che dovrebbe essere un uomo importante per il Savoia, si è visto solo a sprazzi. Troppo pochi gli spunti vincenti ed un apporto alla manovra assai limitato anche per una certa lentezza che, si spera, derivi solo dalla pesante preparazione. In generale, però, è tutto il reparto ad essere deficitario sia in fase difensiva - scarso il filtro - sia in fase di impostazione. E ci fermiamo qui per quel che concerne quanto visto in campo. Discorso diverso andrebbe fatto per mister Bucaro, che ancora non è riuscito a dare la scossa ad una squadra che ne avrebbe bisogno come l’aria. Sia con il Melfi che con il Lamezia, ad un atteso secondo tempo alla garibaldina ha fatto riscontro una squadra molle e rassegnata all’evolversi negativo degli eventi. E se queste sono le premesse dopo appena due tornate di campionato, sarà davvero arduo pensare ad una tranquilla salvezza. Abbiamo già ribadito che non è semplice essere lucidissimi in avvio di stagione e del resto anche gli avversari non appaiono fulmini di guerra. La società, almeno dai primi riscontri sul campo (D’Appolonia), è intervenuta positivamente in sede di calciomercato e, ne siamo convinti, in rosa ci sono elementi validi ed in grado di poter fornire un utile contributo alla causa (Checcucci e Gragnaniello). Se per un attimo si abbandonasse l’obiettivo del finanziamento legato al minutaggio dei giovani (priorità societaria anche giusta ci mancherebbe, ma non a discapito della categoria), probabilmente ci vorrebbe poco per rimettersi in carreggiata. Oggi ci attende il derby della fratellanza contro il Benevento. Sarà certamente una festa dello sport ed un bello spot per l’intera Lega Pro. Bucaro dice che queste partite si preparano da sole, tuttavia ci attendiamo un quid in più da parte sua e della squadra, anche per evitare che si alimentino pericolose tensioni in un ambiente già di per sé fumantino. Insomma, l’obiettivo vittoria sembra imprescindibile pur al cospetto di una delle corazzate del girone, per giunta già corsara nel derby di apertura contro l’Ischia. Il debutto al Giraud potrebbe essere un vantaggio per il Savoia a patto di non cadere nelle solite amnesie che hanno caratterizzato le prime scialbe prestazioni. Siamo incredibilmente già in riserva di fiducia, e stavolta facciamo appello alla passione per augurare ai bianchi un grosso in bocca al lupo. MATTEO POTENZIERI