A cura della Redazione
Savoia, l´allenatore Giovanni Bucaro si presenta: "Grande opportunità per me" Il Savoia saluta il suo nuovo condottiero. Giovanni Bucaro, classe ’70, difensore di quel che fu il “Foggia dei miracoli” di Zeman. Una vecchia conoscenza del calcio campano con le sue panchine alla Salernitana prima, al Pomigliano poi, dove ottiene un record singolare, difficilmente imitabile: al debutto la sua squadra segnò al sesto secondo di gioco. Poi vennero esperienze meno felici, le panchine alla primavera della Juventus e, la scorsa stagione, al Sorrento. Ma ora è qui, fiducioso in un Savoia affamato di successi. La sua presentazione è preceduta da un excursus a 360 gradi del diggì Franco Maglione: “Occorre fare un sunto di quanto avvenuto negli ultimi due mesi. Come sapete Manca è stato inibito per un mese per la questione di quella scritta su una maglia indossata dal capitano Francesco Scarpa nel corso di un match della scorsa stagione. Se queste norme vengono fatte rispettare in modo così ligio e severo in una serie dilettantistica, potete immaginare come si comporteranno gli organi sportivi preposti alla Lega Pro. Quindi esigo massimo rispetto delle regole, da parte di tutti”. Ordine e disciplina. Ma la questione stadio... è stata risolta o no? “Si è rischiato di vanificare una grande vittoria del Savoia, ottenuta con sudore e impegno. E’ avvenuto un vero e proprio miracolo - esordisce Maglione -. Dopo i dinieghi ricevuti dalle Questure di Napoli e Salerno per l’impiego degli impianti sportivi di Castellammare di Stabia e Pagani, siamo riusciti a trovare una soluzione installando un impianto di videosorveglianza mobile. Ringrazio Mimmo De Vito, il presidente onorario Quirico Manca e il sindaco Giosuè Starita, che mi è stato molto vicino in questi ultimi giorni. Il loro impegno ha giovato alla nostra causa, ma questa non sarà una soluzione temporanea. Abbiamo trovato un accordo con il Comune e lunedì prossimo inizieranno i lavori per la messa a norma del “Giraud” e per l’installazione delle telecamere “fisse” che ci permetteranno di giocare nel nostro stadio sin dall’inizio del campionato. In caso di ritardo si chiederà, al Massimo, di giocare la prima fuori casa”. Il discorso del diggì abbraccia le nuove normative, severe non solo per le singole società ma anche per gli organi di comunicazione. In questo nuovo e complesso sistema, i bianchi si inseriscono già in buona salute economica: ”Il Savoia è una delle poche società che sinora ha rispettato i dettami economico-finanziari posti in questi giorni al vaglio della Covisoc - spiega ancora Maglione -. Per quanto riguarda la stampa, durante la settimana abbiamo l’obbligo di far parlare un solo tesserato mentre nel pre-gara ci sarà la rituale conferenza stampa di presentazione del match da parte dell’allenatore. Nel post-partita potranno invece rispondere alle domande dei giornalisti solo l’allenatore ed un calciatore anche se vedrò di far aggiungere una terza persona. Relativamente ai diritti di immagine ed a quelli tv, siamo vincolati agli accordi che abbiamo sottoscritto con la Lega. Le partite verranno trasmesse come ogni anno dalla Rai che ha l’esclusiva per la Lega Pro, ed inoltre tutte le 60 società dovranno investire 2,8 milioni di euro nel nuovo progetto che permetterà di poter guardare i match in streaming, anche se il primo anno non riceveranno utili. I primi guadagni arriveranno dal secondo anno in poi”. E adesso si parla di mercato, argomento che un po’ tutti, curiosi, aspettavano: "Voglio fare una premessa - continua Maglione -: per allestire una squadra di Lega Pro, occorre disporre di un budget di 1,5 milioni di euro, stessa somma spesa l’anno scorso per vincere un campionato di serie D. Questo capitale va calcolato al lordo delle spese, quindi il budget si riduce ad appena 800 mila euro, molto scarno e ridotto per costruire una rosa per un torneo tre volte più difficile. Il bilancio l’ho redatto io, dunque sono stato io a stabilire quali sono i parametri economici che il diesse Obbedio sarà tenuto a rispettare ed è quindi responsabilità mia ciò che riguarda l’aspetto tecnico. Attualmente in rosa ci sono sedici elementi cui se ne sono aggiunti ulteriori sei in prova. Se riusciranno a convincere l’allenatore saranno tesserati, in caso contrario ne cercheremo altri. L´età media sarà molto bassa (massimo 24 anni) perché vogliamo autogestirci con i contributi della Lega, divisi in 40% quote fisse, 40% se la media di età della squadra titolare sarà al di sotto dei 25 anni e 20% di contributi grazie al settore giovanile. E’ un progetto a lungo termine: prima si deve ottenere la permanenza nella categoria, poi pensare in grande”. Un giovane Savoia. Capitolo portieri, chi ci sarà oltre a Maiellaro e al neo-acquisto Santurro, classe 92, proveniente dal Parma? ”Un portiere “over”? Stiamo aspettando di valutare le condizioni fisiche di Gragnaniello - afferma il diggì -. Il giocatore ha già dato la sua disponibilità ma è reduce da un bruttissimo infortunio al tendine d’achille che lo ha tenuto lontano dai campi da gioco per molto tempo. Al ritorno dal ritiro si allenerà con noi. Se riuscirà a recuperare c’è già un accordo con lui”. E i gironi?: ”La situazione relativa alla composizione dei gironi è molto delicata e prevedo una vera e propria battaglia - dice Maglione -. Pensare di sostenere un girone meridionale con tanti derby ed il rischio concreto di disputare molte partite a porte chiuse inciderebbe in negativo sui nostri bilanci. Che senso avrebbe spendere tanti soldi per installare impianti di sorveglianza per poi giocare senza tifosi?”. E ora la presentazione del nuovo allenatore, un Savoia che si rifà il look. Bucaro esordisce così, facendo conoscere ai giornalisti i suoi nuovi collaboratori (l’allenatore in seconda De Rosa, il preparatore atletico Tulino e il riconfermato preparatore dei portieri Amendola) e poi finalmente pronuncia le sue prime parole da allenatore dei bianchi: ”Sorrento esperienza negativa? Non credo che quella di Sorrento sia stata un’esperienza da cancellare. Quando sono andato via hanno vinto subito dopo due campionati e sono approdati in serie C1, segno che il problema non ero io ma forse la gestione societaria. Ora però penso solo al Savoia che è una grande opportunità per me, una piazza importante ed un pubblico unico”. Era naturale chiedere ad un allievo di Zeman quanto di zemaniano ci sarà nel suo calcio: “Io ho avuto diversi allenatori, non solo Zeman, che ritengo il migliore nel fare calcio - asserisce Bucato -, e da loro ho appreso diversi metodi, però alla fine sul campo cerco di portare le mie idee. Un rischio lavorare con i giovani? No, sarà uno stimolo in più per loro. Voglio giocatori vogliosi di mettersi in mostra e attaccati alla maglia, giocatori che hanno fame, uomini che accettino subito la nostra causa senza titubanze. Concorrenza? E’ un fattore che ti spinge a dare molto”. Favorevole alla linea verde anche il di esse Obbedio che afferma: ”L’idea è quella di acquisire giocatori giovani a titolo definitivo per rispettare le pesanti norme che ci impone la categoria”. Il Pescara di Zeman sprizzava gioventù da ogni poro. E i suoi uomini più rappresentativi, Immobile (cuore torrese), Insigne e Verratti sono nel giro della Nazionale italiana. Oggi arriva un suo allievo, ma non una sua copia. Un allievo che, agli insegnamenti del boemo, saprà accostare la sua esperienza e le sue idee. Nel suo percorso sarà accompagnato da una società seria e competente capace di gestire al meglio anche momenti delicati e difficili. Aprite i battenti, il bel calcio bussa alle porte di Torre Annunziata! ANTONIO DE ROSA