A cura della Redazione
Savoia, la vigilia di Montalto. Lettera di un tifoso: «Perchè quel rosso?» Anche nella consueta conferenza stampa del sabato mattina di Feola l’argomento del giorno è l’ennesimo divieto di trasferta imposto ai tifosi torresi. L’allenatore dei bianchi concorda nel concetto che una trasferta importante come quella di Montalto è da considerarsi monca senza la presenza sugli spalti dei supporters della capolista. Sul fronte più squisitamente tecnico da segnalare le assenze nel Savoia degli infortunati Gargiulo e Bizzarro e dello squalificato Terracciano. Esposito dovrebbe essere impiegato dal primo minuto mentre Ruscio e Viglietti ritornano in panchina dopo un lungo periodo di stop per infortunio. L’avversario Re dei pareggi insieme al Noto, ben quattordici, il Montalto ha fatto del Di Magro un fortino quasi inespugnabile: una sola sconfitta dalla Battipagliese. Una curiosità, le altre campane sono tutte uscite imbattute. Pareggio anche per l’Akragas a conferma che in casa la squadra di Petrucci è assai temibile. Diciotto le reti all’attivo, nove quelle subite, seconda difesa del torneo (dopo il Savoia), nelle gare casalinghe. Attenzione a Piemontese, 11 reti per lui. Da rilevare che nelle ultime quattordici partite il Montalto ha vinto solo due volte. All’andata finì con un sonoro quattro a uno, in gol Del Sorbo,De Liguori Tiscione e Scarpa con momentaneo pareggio proprio di Piemontese. I precedenti Partita con poca storia. Un solo precedente, risale alla scorsa stagione. Il Savoia perse nettamente per tre ad uno (rete di Savarese). Una vittoria importante per i calabresi che conseguirono la salvezza diretta per un solo punto ai danni di Agropoli e Palazzolo che poi addirittura retrocesse dopo il play-out con il Ragusa. Pubblichiamo, infine, una lettera giunta in redazione. Nel condividere pienamente il contenuto della missiva, l’impegno che può assumere TorreSette è quello di girare questo scritto alla società A.C. Savoia 1908. Egregio Direttore, volevo sottoporle una questione che potrà sembrare di lana caprina, ma secondo me non lo è. A lei risulta che negli ultimi tempi siano cambiati i colori sociali del Savoia calcio? Le pongo questa domanda perché ho notato un eccessivo uso del colore rosso nelle bandiere, nei vessilli, esposti allo stadio e in giro per la città. Nella stessa prima maglia indossata dalla squadra in campo la percentuale di colore rosso adoperata è a dir poco esagerata. Il grafico che ha disegnato la casacca, forse, voleva richiamare il logo dello scudo crociato. Ma lo ha allargato a dismisura aggiungendo, di fatto, un nuovo colore (il rosso) all’unico esistente dal 1908: il bianco. Questa nuova, discutibile maglia ha indotto anche i tifosi ad adeguarsi e ad attrezzarsi: domenica scorsa sull’ultimo gradino della curva sventolava un bandierone metà bianco e metà rosso. Assolutamente inguardabile. Le squadre biancorosse sono il Bari, la Turris, ma non il Savoia! Noi siamo i “bianchi” e basta! Anche il termine “biancoscudati”, spesso adoperato dalla stampa, è improprio. Lo scudo crociato è un elemento distintivo dell’epoca sabauda che veniva applicato sulle maglie, ma non bisogna confonderlo (sproporzionandolo cromaticamente) con l’unico colore sociale della nostra gloriosa squadra che, ripeto, è il bianco. Spero che la società Savoia voglia prendere consapevolezza di queste mie indicazioni e, per il prossimo campionato di Lega Pro, restituire al nostro, mitico Savoia il vero colore della ultracentenaria storia: bianco. Senza mistificazioni. Grazie per l’ospitalità. Vincenzo Scognamiglio