A cura della Redazione
Vibonese-Savoia, Feola: «Preoccupato per la festa anticipata» Vincenzo Feola arriva al Giraud per l’allenamento di rifinitura del sabato e chiede: «Ma deve arrivare il Papa?». Il riferimento evidente è per il piazzale antistante lo stadio che inequivocabilmente comincia a colorarsi di bianco avviandosi verso la celebrazione della promozione in Lega Pro. «Questi festeggiamenti anticipati mi preoccupano un po’ – prosegue l’allenatore – soprattutto alla vigilia di una trasferta difficile come quella di domani a Vibo Valentia. Incontreremo una squadra in perfetta salute che sta disputando un eccellente girone di ritorno». Il tecnico è preoccupato per le inevitabili distrazioni che la festa potrebbe trasmettere ai suoi calciatori, ancora impegnati a lottare, a questo punto, solo con la matematica. «E’ vero – aggiunge Feola – il vantaggio sulla seconda è consistente, ma secondo me prima chiudiamo il discorso, meglio è. Signori, il calcio è imprevedibile. Per questo motivo cerco di non rilassarmi mai e di andarci cauto con le certezze che non si possono ancora definire tali». Domani tornano a disposizione, dopo la squalifica, Meloni, Del Sorbo e De Liguori, mentre Viglietti e Ruscio sono ancora out per infortunio. Dopo l’ottima prova di domenica scorsa, anche Longo scalpita per una conferma tra i titolari. Ovviamente Feola non anticipa nulla sulla formazione, come oramai è sua consuetudine: «Questa settimana vivo una piacevole difficoltà, avendo una rosa molto più ampia rispetto al match contro il Noto. Molti ragazzi meriterebbero un posto in squadra. Mi conforta il fatto che calciatori come Longo, utilizzati con minore frequenza, quando sono stati chiamati per la causa Savoia, si sono fatti trovare assolutamente preparati». La trasferta a Vibo Vatentia, per l´ennesima volta, è stata vietata ai tifosi di Torre Annunziata. I precedenti Il Savoia ha giocato sette volte al Luigi Razza. Magro il bottino: appena tre pareggi. Il primo incontro risale alla stagione 1952-’53, il torneo era quello di Promozione Lega Interregionale sud e l’allora Torrese fu sconfitta con un sonoro tre a zero. Ancora un ko trentuno anni dopo – uno a zero – ribadito nel torneo 1985-’86, stavolta per due a uno. Il primo punto fu raccolto nel campionato immediatamente successivo: un incolore zero a zero con i rossoblu che a fine torneo conquistarono a permanenza in Interregionale per una sola lunghezza ai danni del Gladiator. Seguì uno scoppiettante due a due con doppietta di Lubrano a pareggiare il doppio vantaggio locale che stavolta poco servì ai calabresi retrocessi in Eccellenza con appena tredici punti in trenta partite. Un altro zero a zero scaturì nella prima stagione di serie D dopo la scomparsa del Savoia di Pane. Nello scorso torneo invece, i bianchi subirono la quarta sconfitta dello score con i rossoblu: fu un secco due a zero con i torresi di Vitter, freschi di promozione dall’ Eccellenza, che interruppero la serie positiva di tre vittorie su tre incontri. All’andata il Savoia si è imposto con le reti di Meloni e Tiscione. L´avversario Titolare del poco invidiabile record di sedici partite consecutive senza vittorie, la Vibonese, destinata alla inevitabile retrocessione, ha totalmente cambiato volto in sede di mercato invernale. Prima il tecnico, con Soda che cede il posto ad Ammirata poi la rosa: svincolati il centravanti Marasco, i difensori Kalambay, Barreca e Urbano, i mediani Lavrendi e Giardina, vestono la maglia rossoblu gli attaccanti Savasta, Cocuzza e Saani, i centrocampisti Salese e Foderaro, i terzini Spaho e Procida, i portieri Loccisano, lo scorso anno in maglia bianca, e Bonvissuto. La rivoluzione porta i suoi frutti talchè i calabresi hanno risalito la china fino a portarsi a quota ventisei, cinque punti appena dall’Orlandina prima compagine fuori dalla zona play-out. Al Razza però, non è che si divertano molto: su dodici incontri i locali hanno raccolto appena dodici punti frutto di due vittorie (Montalto e Torrecuso) e sei pareggi (Rende, Pomigliano, Hinterreggio, Battipagliese, Licata e Due Torri). Le reti fatte sono appena nove, ben diciassette quelle subite. (foto solosavoia.it)