A cura della Redazione
Il Savoia conquista il derby con la Cavese e consolida il primato E il Savoia porta a casa anche il terzo derby consecutivo battendo la Cavese per 2-1. Vittoria in rimonta molto faticosa, che riconferma i bianchi al primo posto. Il Savoia si fa vedere spesso nell’area della Cavese che però si difende molto bene e decide di sfruttare le ripartenze. Per vedere il primo tiro si deve aspettare il 15’ con Rinaldi che ci prova dopo una respinta da calcio d’angolo. Il tiro del difensore della Cavese, però, non impensierisce Maiellaro. Troppi errori nei passaggi da parte dei padroni di casa. La prima vera occasione capita al 23’ sui piedi del centrocampista della Cavese Lordi che non inquadra di poco lo specchio della porta. Gli ospiti schierano una difesa a tre molto attenta che spesso sale attuando perfettamente la tattica del fuorigioco. Al 29’ l’episodio che sblocca la partita: fallo in area di Manzo su Russo e calcio di rigore per la Cavese: dal dischetto va De Rosa che non sbaglia: 0-1. Era la sveglia che ci voleva: neanche un giro di lancette e Carotenuto sfiora il palo destro con un bolide da fuori area. Ma è un Savoia che non riesce ad esprimere il suo gioco. Otto minuti dopo succede di tutto: in area cadono Scarpa prima e Carotenuto poi, ma il direttore di gara non indica la massima punizione, tra le proteste e i fischi del pubblico. Al 41’ Lamberti lanciato a rete viene fermato da un ottimo Maiellaro che nega la seconda gioia alla Cavese. Un minuto dopo arriva la risposta del Savoia: Tiscione viene atterrato in area da Cirillo e calcio di rigore per il Savoia, ma Scarpa spedisce alto sulla traversa. Mani nei capelli per i padroni di casa che chiudono il primo tempo in svantaggio. Bianchi molto sfortunati, ma non all´altezza delle precedenti esibizioni. E’ un Savoia che non riesce ad esprimere il suo gioco. Il secondo tempo inizia con un lancio dalla difesa per De Rosa che davanti al portiere spedisce a lato. Al 51’ il primo cambio per il Savoia: fuori Carotenuto, dentro Del Sorbo, per un Savoia ancora più offensivo. Otto minuti dopo da calcio d’angolo Tiscione trova la testa di Meloni che spedisce di poco a lato. Sempre più vicino al gol i padroni di casa un minuto dopo ancora con Meloni che prende il palo con una rovesciata. Porta stregata per i torresi. Ma è un Savoia diverso, che cerca di ribaltare il risultato sfavorevole. E al 70’ arriva il pareggio: contatto Parisi-Del Sorbo in area della Cavese e secondo calcio di rigore per il Savoia: stavolta Scarpa insacca alle spalle di De Luca che riesce ad intuire la direzione del pallone. Si riaccende il derby ulteriormente con l’espulsione di Feola per proteste a causa di un fallo non fischiato su Tiscione. Cinque minuti dopo Giordano salva sulla linea una conclusione di Scarpa, sulla respinta arriva come un treno Viglietti che insacca alle spalle di De Luca: e il Savoia passa in vantaggio! La linea ultraoffensiva dei bianchi e il loro alto pressing hanno funzionato. Ora bisogna gestire e, se possibile, chiuderla. “La capolista se ne va”, cantano dagli spalti. Penultimo minuto, punizione dal limite per la Cavese, parte De Rosa ma spedisce sulla traversa. Ultimo brivido per il Savoia, perché l’arbitro fischia la fine. E’ finita! Savoia-Cavese 2-1, la capolista se ne va davvero! Vittoria di fatica, di cuore, di grinta. Non sono partiti alla grande, ma hanno continuato a crederci meritando in pieno il risultato finale. Sala stampa Raggiante il presidente Lazzaro Luce nel post partita: “Ho visto una squadra determinata e valida sul piano tecnico-tattico. Nel primo tempo abbiamo sofferto e siamo caduti spesso nella trappola del fuorigioco. Nel secondo tempo siamo riusciti a recuperare. Più quattro dalla seconda? E’ un segnale ottimo, conviene scrollarsi subito di dosso le avversarie e fare punti, perché da dicembre in poi inizia un nuovo campionato e se hai sbagliato molto nella prima parte ne paghi le conseguenze”. Un pensiero rivolto anche alla chiusura del settore ospiti, provvedimento criticato anche dagli ultras con uno striscione: “Non credo sia un buon metodo privare i tifosi del loro diritto di andare allo stadio e, se dovesse capitare anche a noi in futuro, cercheremo in qualche modo di far vedere la partita ai nostri sostenitori”. Partita decisa da un Francesco Scarpa tra luci e ombre e dal primo gol di Viglietti con la casacca bianca: “Il rigore sbagliato? Solo chi tira sbaglia - afferma il capitano - Oggi ero un po’ sotto tono, infatti neanche il secondo rigore l’ho calciato in maniera impeccabile. Contano i tre punti. La vittoria? Ci abbiamo sempre creduto”. “Sono molto emozionato per il mio primo gol con il Savoia” - dice il terzino classe ’95 - “Il mio infortunio? Niente di grave, sono solo scivolato mentre festeggiavo sotto la curva”. E ora la parola finale all’allenatore Feola, vero gladiatore per tutta la gara, continuamente prodigo di consigli e indicazioni per i suoi uomini: “Ho sempre pensato che questo campionato è molto insidioso. Se non fai attenzione, dal momento che tutte le squadre quando giocano contro di noi fanno la partita della vita, rischi di andare in serie difficoltà. Nel secondo tempo c’è stata una grande reazione e faccio i complimenti ai miei ragazzi. Cosa ho detto loro tra il primo e il secondo tempo? Li ho punzecchiati nel loro orgoglio e ho detto loro che se giocassimo da Savoia potevamo portare a casa i tre punti. L’espulsione? Ho protestato per un fallo commesso ai danni di Tiscione senza insultare il direttore di gara, ma sono stato cacciato fuori”. E sull’arbitraggio non felice risponde con una battuta: “Il pubblico del Savoia ha lo stesso fascino di una bella signorina, quindi è normale che un arbitro possa sentirsi emozionato e decidere di diventare il protagonista del match (ride, ndr)”. Da segnalare che è arrivato in sala stampa totalmente senza voce. “Perdiamo la voce, ma non perdiamo le partite”, lo stesso motto dei tifosi che seguono ovunque questo Savoia spettacolare e di un allenatore che combatte insieme ai suoi giocatori per trasmettere loro lo spirito di una città intera che cerca il riscatto. E intanto la capolista se ne va… ANTONIO DE ROSA