A cura della Redazione
Storica promozione per il Basketorre. La pallacanestro torrese in serie D Mancano due secondi, il tabellone segna 78 a 76. Francesco Salvatore calamita la palla e, alzando al cielo il pugno, accende la festa: "Serie D, Serie D, Serie D...". E´ l´urlo di gioia che le centinaia di tifosi oplontini del Basketorre hanno liberato al fischio finale. In un attimo, i biancoblu vengono assaliti dal calore e dall´affetto di tutta una città che li abbraccia, li coccola e li ringrazia. Dagli spalti si è assistito ad un vero incontro, con un finale al cardiopalma, di quelli che si ricorderanno per anni. La cronaca della partita si apre con un primo quarto che, vista anche la posta in palio, scorre lento e senza grossi sussulti lungo uno scontato equilibrio. Nel secondo, gli atleti del Basket Koinè, con un rapido break di 8 a 0, si portano nei primi minuti a più 10. Poi, con una serie consecutiva di bombe dalla lunga distanza, tracciano un solco profondissimo arrivando al massimo vantaggio di più 16 (22 a 38). Un divario devastante per qualsiasi squada, ma grazie alla tripla di Michele Festa a pochi secondi dalla fine, i torresi chiudono il quarto accorciando a meno 14 (32 a 44). Un punteggio che, tuttavia, non lascia grandi speranze. Dagli spalti i canti dei tifosi accompagnano la squadra fuori dal parquet di gioco, cercando di trasmettere fiducia e serenità. Negli sogliatoi la strigliata di coach Ruggero Betteghella sortisce il suo effetto e alla ripresa del gioco in campo scende una squadra completamente diversa. Una difesa tenace a tutto campo imbriglia le bocche di fuoco avversarie, un attacco rapido e dinamico riduce l´enorme svantaggio fino a portarsi addirittura ad un inaspettato più 2, grazie ad uno stoico Ciro Di Maria. Con grande caparbietà i casertani riescono a chiudere il terzo quarto ancora in vantaggio (57 a 60), ma sul parquet c´è un altro Basketorre. L´ultimo quarto è un susseguirsi di emozioni, ogni azione è un sussulto, ogni punto sembra l´ultimo, quello decisivo. Entrambe le formazioni cercano il break vincente, ma i piccoli vantaggi sono rapidamente colmati e ribaltati. Si arriva all´ultimo minuto in parità: capitan Santoro si carica sulle spalle una stagione intera, una società e tutta una città, prende la palla e... segna. Più 2 sugli avversari. Subisce fallo, tiro libero altro punto. Più 3. E´ fatta! E´ promozione! E´ serie D. A fine partita i calorosi appalausi dei tifosi sono per tutti gli atleti, anche per gli avversari, meritevoli degli onori del campo e protagonisti di una splendida prestazione. La vittoria finale rappresenta l´epilogo di un sogno, di una chimera che a inizio stagione, agli occhi degli scettici, poteva sembrare irrealizzabile. L´agonismo e la voglia di vincere degli atleti oplontini che hanno conquistato la serie D, sintetizzano gli sforzi, i sacrifici di un gruppo di giovani e di tutta una società che hanno invece creduto, sin dall´inizio, nella rinascita di questa fenice, che dalle ceneri del Savoia Basket è pronta a librarsi su palcoscenici sempre più alti. Al termine di una stagione così esaltante è doveroso, correndo il rischo di dimenticare qualcuno, ringraziare tutti coloro che sono stati gli artefici di questo successo: in primis tutti gli atleti, gli unici ed assoluti protagonisti, ammirevole esempio per tutto il settore giovanile; e poi coach Raffaele Pierro che ha vulcanicamente diretto la squadra, il suo vice Ruggero Betteghella, che nei momenti topici ha riportato grande serenità in campo, l´impeccabile Gino Mazzola, il presidente Nino Vecchione, mirabile condottoriero della società. Ed infine Iolanda Tessitore, vera anima e cuore di tutti noi che viviamo questo sport nella grande famiglia del Basketorre. Mancano le Istuzioni, ma questa è un´altra storia. Tonio