A cura della Redazione
Savoia, la crisi societaria continua. Vitter replica a Contino Savoia, è un continuo sbattere di porte. Martedì era stato il presidente Contino (nella foto piccola) a lasciare infuriato il Giraud dopo l’incontro/scontro con la squadra, ieri, dopo le dichiarazioni dello stesso Contino sulle “capacità destabilizzanti” dell’ex tecnico Pasquale Vitter (foto panoramica Il Cigno Art), è quest’ultimo ad alzare la voce, sbattendo la porta. VITTER DEFINITIVAMENTE FUORI – “Basta lo dico io, non certo Contino. Sono nauseato da questa situazione, non voglio che lui mi nomini più. Da oggi resterò tifoso del Savoia è basta. Non mi interessano cordate, scalate o altro, anzi regalo le quote che ha mio fratello perché non voglio più avere a che fare con gli attuali dirigenti”. Il medico mette da parte la sua abituale diplomazia per contrattaccare l’ex socio avellinese. “Non sono stato io a destabilizzare l’ambiente, sono state le sue decisioni a rovinare tutto. Non è possibile che a distanza di un mese e mezzo dalla mia cacciata, venga ancora additato di essere il colpevole dell’attuale fallimento tecnico. Che colpa ho se Amura non riesce a vincere una partita. Che ammettessero di aver sbagliato ad ingaggiarlo invece di accusarmi”. Lo sfogo di Vitter passa anche per i calciatori. “Sono stato esonerato perché non facevo giocare tre punte di diamante del mercato di Dionisio: Rabbeni, Scudieri e Borrelli. Fino a prova contraria li vedo marcire in panchina. Parliamo dei giovani. Felipe che doveva essere l’astro nascente del calcio è tornato in Brasile ad insegnare danza col padre. Di Fricano si sono perse le tracce. Cassandro? Mai e poi mai avrei voluto privarmene. E’ stata una decisione presa dal direttore sportivo”. A questo punto quale il futuro della cordata progettata da Vitter? “Non so cosa accadrà. Io mi sono tirato fuori, non so gli altri cosa vorranno fare. Ognuno è libero di scegliere ed io non intendo occuparmene più. Da questo momento seguirò i bianchi da tifoso e basta, con l’orgoglio di aver preso la squadra in Promozione ed essere stato costretto a lasciarla a due punti dal primo posto”. LA CONTROREPLICA DI CONTINO – La controreplica di Contino non si fa attendere. Le parole di Vitter lo fanno sorridere. “Adesso se ne esce con queste dichiarazioni di attacco che non sono altro che una inutile difesa perché non è stato all’altezza di raggiungere l’obiettivo che si era prefissato, ovvero quello di fare le scarpe a Sergio Contino. Lui dice di voler togliere il disturbo? Mi sembra che glielo avessi tolto io al momento dell’esonero. Può dire tutto quello che vuole, tanto la gente ha capito chi è e a cosa puntava. E’ stato poco intelligente nel costruire questa cordata. Bastava che si presentava dal sottoscritto con una proposta seria o, magari teneva la cordata segretissima fino all’ultimo e poi faceva il blitz finale. Invece ha messo zizzania e tensioni tra i tifosi, i giocatori ed i soci torresi per arrivare al suo obiettivo in maniera poco leale. Ed ora si merita questo”. Sulle critiche agli acquisti fatti dallo società e sull’assegnazione della guida tecnica ad Amura, Contino glissa. “La verità è una sola: il mestiere di allenatore non è arte sua. Ma ditemi, per caso qualcuno l’ha ingaggiato. Dirige qualche squadra di D, a me risulta che non allena neanche in Promozione. Quindi i suoi tentativi di attacco nei confronti miei, di Dionisio, di Verdezza, Salvatore e Amura sono solo pillole di rabbia ed invidia. La verità è che lui era legato a quella panchina in maniera viscerale. Ogni allenatore è consapevole di avere la valigia pronta. Per esempio il sottoscritto ha esonerato ad Avellino, Francesco D’Arrigo. Ancora oggi ci sentiamo e, di tanto in tanto, andiamo a cena. Sono le regole del calcio che solo lui non voleva accettare”. ORA IL CAMPIONATO – Contino torna a pensare al campo. “Non dimentichiamoci che domenica c’è uno scontro importantissimo. Non oso pensare a cosa accadrebbe in caso di risultato negativo. E con chi dovrei prendermela se non con le destabilizzazioni di Vitter? Molti giocatori sono in difficoltà per questa cosa, hanno la testa bassa”. L’OBIETTIVO - “Spero di iniziare col 51%, poi vorrei davvero concludere l’accordo con qualche imprenditore di mia conoscenza per continuare da solo ad occuparmi di questa squadra”. Presidente non dimentichi che il 3 dicembre apre il mercato. “Ho già tre colpi in canna… state tranquilli!”. Rodolfo Nastro - www.solosavoia.it