A cura della Redazione
Il Savoia in silenzio stampa: «Preoccupazione per futuri scenari politici» La promozione in serie D del Savoia, evidentemente, non ha portato il buon umore nel sodalizio di Torre Annunziata. Dopo l´episodio di domenica scorsa, che ha visto il ferimento di un bambino di 11 anni al termine della partita della categoria Allievi tra i bianchi e la Juve Domizia, la dirigenza oplontina ha rassegnato in massa le dimissioni. Una decisione presa a seguito del provvedimento del sindaco Giosuè Starita di chiusura dello stadio, con l´impossibilità per la formazione di Pasquale Vitter di svolgere l´allenamento. Il Savoia, attraverso il suo presidente Raffaele Verdezza, si è dichiarato estraneo ai fatti, ed ha manifestato tutto il suo disappunto per la decisione adottata dal primo cittadino. «Siamo rimasti particolarmente stupefatti dinanzi a tali comportamenti», è stata la replica della Società torrese a Starita. La tensione che si avverte nell´ambiente è ormai sotto gli occhi di tutti. Dopo il salto di categoria, la compagine sociale potrebbe mutare con l´ingresso di nuovi soci. Come ha dichiarato lo stesso Verdezza in un´intervista rilasciata a TorreSette sul numero 16 di venerdì 27 aprile scorso, c´è una forte insistenza del Gruppo Grasso, che sarebbe pronto a rilevare una importante fetta delle quote. Non sfugge, tuttavia, anche la preoccupazione in seno alla dirigenza del club relativa ai futuri scenari politici che potrebbero delinearsi in città a seguito delle elezioni comunali del 6 e 7 maggio prossimi. La sorella del presidente, infatti, è candidata in una lista che sostiene Vincenzo Sica a sindaco, un concorrente di Starita. Tutte queste tensioni hanno portato il Savoia ad annunciare il silenzio stampa, «che coinvolgerà tutti i membri della società, dai dirigenti ai calciatori», si legge in una nota diffusa dall´ufficio stampa del Savoia. «Una scelta obbligata per un periodo in cui sono al vaglio nuove forme di crescita per l’assetto societario e dove alcuni scenari, anche di natura politica, rischierebbero di compromettere i sacrifici profusi negli ultimi due anni», conclude il comunicato.