A cura della Redazione
Savoia, tra sconfitte e silenzi “Bisogna saper perdere”, cantavano i Rokes e Lucio Dalla a Sanremo nel 1967. Luigi Giannatiempo non era ancora nato. Qualche dirigente più saggio ed attempato, quindi, potrebbe intonargli il famoso refrain. Semplicemente per informare il massimo dirigente del Savoia che il gioco del calcio contempla, tra i tre risultati possibili, anche la sconfitta. “Bisogna saper perdere”, caro presidente e non ricorrere al solito, scontato, anacronistico silenzio-stampa. Il più famoso della storia del calcio è quello proclamato dagli azzurri della nazionale in Spagna ’82. Bearzot e i calciatori si cucirono le bocche, ma riportarono in Italia la coppa del mondo dopo quasi 50 anni. Sarà stato lo spirito di emulazione ad indurre Giannatiempo a decidere di chiudere i canali della comunicazione con i rappresentanti degli organi di stampa. Se ciò è propedeutico per favorire la vittoria del campionato, allora i tesserati della società torrese possono anche ricorrere al chirurgo plastico e zittire definitivamente. Ma l’onestà intellettuale collettiva ci suggerisce che le cose non stanno propriamente così. Sabato mattina, alla vigilia della delicata trasferta di Grottaglie, nella “sala stampa” del Giraud, siamo stati spettatori involontari di un siparietto a dir poco sconcertante con due attori protagonisti: l’allenatore Massimo Agovino e il dirigente Mario Balzano. Vi risparmiamo l’argomento del contendere perché semplicemente stucchevole. I giornalisti torresi, anziché esercitare il loro sacrosanto diritto di cronaca, hanno deciso saggiamente di evitare di diffondere l’episodio che avrebbe prestato il fianco a più di una polemica. Il F.C. Savoia, per “ringraziare” tutte le testate che seguono la squadra dell’ennesimo atteggiamento tollerante, ha proclamato il silenzio-stampa “al fine di garantire la più assoluta tranquillità in vista dei prossimi impegni ufficiali”. Prendiamo atto della decisione. Nello stesso tempo, però, consentiteci di definirla pretestuosa, presuntuosa e, perché no, ridicola! Una società che partecipa ad un torneo di calcio dilettante (non dimentichiamoci che la serie D è tale!), dovrebbe annoverare tra i fattori propedeutici del progetto sportivo la comunicazione e considerare i rapporti con gli organi di stampa essenziali per la diffusione dell’attività. Ci sarà mai qualcuno che provvederà a ricordarlo al signor Luigi Giannatiempo? Morolo e Grottaglie hanno azionato due idranti e spento il furore agonistico dei bianchi. Con due sconfitte in tre giorni il Savoia ha dilapidato il patrimonio, soprattutto psicologico, accumulato attraverso sette risultati utili consecutivi e una qualificazione agli ottavi di Coppa Italia. I play off, in ogni caso, non sono lontanissimi, ma si riavvicina anche la zona rossa della graduatoria. Bisogna reagire subito. Agovino ne è consapevole e pretende dai suoi giocatori sempre la massima concentrazione. In assenza di ciò, il Savoia torna ad essere la formazione modesta che ad inizio stagione determinò l’esonero dello stesso tecnico. In questo complesso contesto, il calendario propone una gara delicata: il derby con il Pomigliano. I granata intendono scacciare le ombre di una crisi profonda. Sarebbe tale in caso di sconfitta al Giraud, dopo le due consecutive debacle fatte registrare in campionato. Alfieri e soci arrivano a Torre privi degli squalificati Carrieri e Genco. Agovino, invece, non può schierare Abate e Riccio appiedati in settimana dal giudice sportivo per somma di ammonizioni. Il diesse torrese Felicio Ferraro, intanto, continua a sondare il mercato per rinforzare la rosa. Nei giorni scorsi è stato contattato l’esperto centrocampista Leonardo Chisena, classe 1978 ex Bojano. Ne sapremo di più nelle prossime ore. GIUSEPPE CHERVINO