A cura della Redazione
Diaspora da Sinistra e Libertà del gruppo dirigente politico torrese Pubblichiamo il comunicato di SEL a firma dell´ex segretario cittadino Massimo Manna che, insieme ad un gruppo di compagne e compagni di Torre Annunziata, hanno lasciato il partito di Nichi Vendola: "SEL non è mai stata così lontana come ora dalla nostra idea di politica. Chi scrive è un gruppo di compagni e compagne che hanno contribuito a fondare e a far crescere il partito a Torre Annunziata, ma che oggi non si sentono più a “casa” in questo soggetto politico né a livello nazionale, né tantomeno locale. Il recente congresso provinciale è stata la conferma del declino di un movimento che quattro anni or sono ci aveva fatto di nuovo immaginare una prospettiva reale di cambiamento, un partito di sinistra senza troppe specificazioni, che avesse il lavoro, l’ambiente e i diritti civili come bussola. Se a fronte di più di duemila tesserati nella provincia di Napoli partecipano poco più del 10% degli aventi diritto, è evidente che c’è un problema serio. Un tesseramento troppo “virtuale”, come da noi già da tempo denunciato, e la mancanza totale di collegamento tra i vertici regionali e provinciali e il territorio, dimostrano che oltre il leader del partito, Nichi Vendola, c’è ben poco. Venuta meno, infatti, la forza propulsiva di Nichi, si sono disvelate le fragilità di un gruppo dirigente che ha anteposto la rappresentanza istituzionale alla crescita del partito sul territorio. Per non parlare poi dell’assenza dei parlamentari eletti grazie anche al grande sostegno dei compagni di Torre Annunziata, che non sono più tornati in città dopo le elezioni, a conferma del fatto che una scellerata legge elettorale, cassata solo grazie alla Corte Costituzionale, è stata la prima causa della disconnessione tra gli eletti e gli elettori e della disaffezione di parti rilevanti dei gruppi dirigenti. Se si parlava di governo “ombra” nel PCI di una volta, SEL adesso rischia di essere l’opposizione “fantasma”. E proprio sulla legge elettorale SEL poteva rompere gli indugi, abbandonare inconcepibili timidezze e proporre un modello di legge elettorale senza correre dietro agli altri partiti. Perché un partito di sinistra, che ha come suo riferimento imprescindibile la Costituzione, deve avere paura di promuovere un sistema fondato sulle preferenze così come quello immaginato dai padri costituenti della Repubblica? In definitiva, se SEL a livello nazionale e, soprattutto, locale deve diventare la brutta copia di altre esperienze politiche, preferiamo spendere la nostra passione e il nostro impegno politico in altro modo: non in riti vuoti e tutti interni a gruppi arroccati a difesa dell’esistente, ma per promuovere davvero il cambiamento dell’agire politico nella nostra città". Massimo Manna