A cura della Redazione
Gagliardi, candidato al Parlamento:  «Il mio impegno assoluto per il territorio» Sono in sei, ma chi ce la farà? I candidati torresi al Parlamento hanno iniziato la loro corsa, anche se solo qualcuno ha la possibilità di tagliare il traguardo dell’elezione. L’unico che nel centrosinistra può giocarsi le sue carte è Antonio Gagliardi, candidato di Centro Democratico al quarto posto per la Camera dei Deputati. Il motivo? Ce lo facciamo spiegare dallo stesso consigliere comunale. «Il mio è un quarto posto solo in apparenza - afferma l’ex assessore e vicesindaco di Torre Annunziata -, in quanto al primo e al secondo posto sono candidati Nello Formisano e Pino Bicchielli, coordinatori nazionali, presenti nella stessa posizione di lista anche in altre circoscrizioni o regioni, per cui se eletti opteranno, Formisano per le Marche o l’Emilia Romagna, e Bicchielli per Campania 2 o Lombardia 2». Quindi il suo, in lista, è in realtà un secondo posto... «Certo, e prima di me è candidato Vincenzo Iovine, parlamentare europeo in carica, che dovrebbe decidere se restare a Strasburgo o accettare l’eventuale elezione al Parlamento italiano. Perciò anche per lui si tratterà di esercitare un’opzione. E non è detto che gli eletti a Montecitorio non possano essere due. In tal caso avrei la certezza di essere eletto». Lei è un consigliere di Diritti e Libertà, perché è candidato nel Centro Democratico? «Semplicemente perché Diritti e Libertà, rappresentata a livello nazionale da Massimo Donadi e Nello Formisano, ha costituito una lista con l’assessore del comune di Milano, Bruno Tabacci, candidato alle Primarie del centrosinistra. La formazione politica è stata ribattezzata, quindi, Diritti e Libertà-Centro Democratcio, come si evince dal simbolo presentato alle elezioni». Lei era il più autorevole esponente di Italia dei Valori a Torre Annunziata. Perché ha lasciato il partito di Antonio Di Pietro? «Ho aderito all’IdV fin dalla nascita di questo movimento nel 1998, seguendone le scelte di confluire nei Democratici qualche anno dopo e di ricostituirsi come partito nel 2004, quando ne sono stato anche segretario provinciale. Dal 2005 al 2012 ho rappresentato l’Italia dei Valori in Consiglio comunale, in giunta e nel partito come vicepresidente regionale, poi le nostre strade si sono divise per dissensi sulla linea politica». In che senso? «Perché Di Pietro ha gradualmente assunto una posizione di forte conflittualità con il Pd, e di autoesclusione dal centrosinistra, criticando perfino il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Invece, nel mio DNA è molto forte il valore di unità del centrosinistra a livello nazionale, tanto è vero che già nel 2001 non volli seguire Di Pietro quando decise di presentarsi da solo con IdV al Parlamento. La conseguenza fu che non riuscì a superare la soglia del 4 per cento e a non essere rappresentato. La stessa cosa ha fatto adesso, assumendo una posizione molto spostata sul versante più estremistico. Invece ritengo che bisogna rafforzare il centrosinistra, l’unico schieramento in grado di affrontare e risolvere emergenze come il lavoro, la giustizia sociale e l’equità fiscale». Quindi, la scelta di candidarsi al Parlamento alla Camera dei Deputati... «Sì, io e l’altro consigliere dell’IdV, Luigi Cirllo, abbiamo costituito il gruppo consiliare di Diritti e Libertà. E Nello Formisano, parlamentare e segretario regionale del nostro neonato partito, ha voluto fortemente che mi candidassi alla Camera dei Deputati, assegnandomi un posto in lista di grande rilievo, nel senso che dopo un deputato come lui, un coordinatore nazionale ed un europarlamentare, io sono il primo nel partito ad avere avuto questo prestigioso riconoscimento, con concrete possibilità di essere eletto se, come ho già detto, i primi due o tre eserciteranno un’opzione diversa». Ma, per quanto riguarda il Centro Democratico, ha una soddisfacente base elettorale in Campania 1, circoscrizione in cui lei è candidato? «Noi siamo la terza gamba del centrosinistra, insieme a Pd e SEL, e in Campania abbiamo una forza considerevole. Pensi che hanno aderito al partito, oltre al deputato Formisano, al senatore Giacinto Russo, all’europarlamentare Enzo Iovane e alla consigliera regionale Anita Sala, anche sindaci, tanti assessori e consiglieri comunali e provinciali. Perciò siamo un partito in continua ascesa e lo dimostreremo alle elezioni». Quali impegni si sente di assumere sin da ora per il nostro territorio? «Non dico nulla di nuovo se affermo che la questione lavoro è tra le priorità della coalizione di centrosinistra. Ed a questa va affiancata la questione meridionale. Bisogna dare delle prospettive ai tanti giovani senza occupazione che qui rappresentano circa il 40 per cento della forza lavoro. Ma bisogna assicurare un futuro lavorativo anche ai tanti precari, ai cassintegrati e a quelli in regime di mobilità, che nel nostro territorio vivono situazioni di grave disagio economico-sociale. Le politiche di Monti hanno aggravato la recessione, facendo diminuire consumi e occupazione. Ora bisogna cambiare completamente registro. Meno tasse e più lavoro. L’attuazione della zona franca urbana affossata da Tremonti e rispolverata da Monti, ma rimasta ancora sulla carta, sarà per me un impegno concreto per rivitalizzare l’economia nel centro storico di Torre Annunziata. Ma non solo. Sono un uomo fortemente radicato nel territorio e, semmai fossi eletto, mi farò interprete di tutte le istanze che provengono dai comuni dell’area vesuviana e costiera». FRANCESCO RUOTOLO (dal settimanale TorreSette del 1 febbraio 2013)