A cura della Redazione
Serve uno scatto d´orgoglio, forse l´ultimo Un silenzio rumoroso, preoccupante. Ora che la stagione estiva è alle spalle, con il suo disastroso “nulla di fatto”, la città rischia di fare un pericoloso, ennesimo, balzo all’indietro. Se non vi sarà una svolta in tempi brevi le soluzioni potranno apparire sempre più critiche e inverosimili. Uno stato di fatto che si perpetua da alcune legislature ma che ora esplode in maniera devastante. Nell’ultimo anno abbiamo perso le tracce di diversi progetti che, se pure approvati e finanziati, sono andati elusi e si sono volatilizzati. A partire dall’area TESS: che fine hanno fatto tutti i programmi ed i progetti sull’area? I responsabili così profumatamente remunerati che risultato hanno ottenuto? L’unico insediamento realizzato è stato interrotto per mancanza della vasca di alaggio. Ma non era una prerogativa di quella industria avere a disposizione quella struttura? A chi competeva la realizzazione? Possibile che un’area di quelle dimensioni, dismessa da ormai diversi decenni, non trovi una attività che la renda fruibile e apporti valori utili alla città: impieghi, lavoro, investimenti? Mi era parso che all’indomani delle dichiarazioni, scendendo in piazza Nicotera, avrei trovato il cantiere attivato per il recupero del Teatro Moderno. I locali della ex Stazione di Torre Annunziata, debitamente arricchiti dell’insegna: Museo... che fine hanno fatto? Il Santa Lucia, per il quale era stata rifiutata l’offerta di un rilancio di attività turistica, a chi è affidato e con quale progetto? Una maledetta torre di ferro per ingabbiare l’ascensore di collegamento di Villa Parnaso con la litoranea, inscindibile cerniera del territorio comunale, necessaria a collegare il centro cittadino con la sua litoranea, giustamente rifiutata come soluzione inaccettabile, che futuro avrà? Mi giro dall’altro lato per non chiamare in ballo l’unica spesa fatta per realizzare quell’obbrobrio di Villa comunale (c’è chi osa chiamarla così). La fatidica copertura della trincea ferroviaria consentirebbe un recupero urbano di grande rilievo tecnico per la città, oltre a facilitare il secolare progetto del collegamento di via dei Mille. Che fine ha fatto? E la bretella Porto-Autostrada? E’ l’elenco infinito di cose proposte, progettate, finanziate, mancate, rimandate, riproposte, desiderate e annunciate fino allo spasimo e fin qui mai realizzate. Ma veramente non sappiamo da dove cominciare? Nemmeno i timidi consigli bisbigliati attraverso i giornali locali riescono a convincere questa Amministrazione che è ora di ripartire, di dare il via, di avviare un percorso di rinascita che tutti si aspettano da troppo tempo. I locali della zona campo sportivo? Volete cominciare da lì!. Dal momento che sono stati revocati i contributi per la realizzazione dell’area defiscalizzata per l’insediamento di attività produttive, perché non si attiva il piano di “fitto propositivo” a giovani intraprendenti che possano avviare un’attività almeno stagionale in quell’area per provarsi a inventare qualcosa che li impegni e realizzi? Pensate impossibile richiedere un fitto per uso temporaneo affidando i locali non più alla incuria e all’abbandono, che implica abbrutimento e degrado del posto, ma a iniziative private di giovani che vogliono provarci? Inoltre, incassare un affitto consentirebbe qualche investimento fuori programma all’Amministrazione che versa in condizioni disastrate (per quello che mi pare di capire ogni volta che si tocca l’argomento finanze). In questo momento serve uno scatto di orgoglio, forse l’ultimo ma forse anche il primo, che darebbe un avvio ad una svolta evolutiva delle condizioni di questa città. Gli esempi delle città vicine non servono a farci insorgere e spingerci incoraggiandoci all’idea che si può fare? Come è possibile insediare centri commerciali, attività produttive, realizzare in tempi record strade, passaggi e sottopassaggi, rotatorie, aree attrezzate laddove nemmeno se ne parlava, e restare immobili nel portare a soluzione progetti che arrivano da lontano e che ci occhieggiano offrendoci soluzioni a portata di mano. Gli insediamenti delle 167 di ben 40 anni fa, realizzati con l’ennesimo ritardo, 20 anni fa, prevedevano viabilità nuove, chiese, mercato, palestre. Dove sono finiti i progetti e perché non sono mai stati realizzati? Mi fermo qui, perché l’elenco sarebbe lunghissimo e l’inettitudine verrebbe messa in risalto più di quanto non sia già dimostrato. Spero di essere un pungolo nel fianco di questa giunta e non passare per il solito rompi...! L’amate veramente questa città o ne avete un’altra nel cuore? BERNARDO MERCOLINO