A cura della Redazione
Comune, riorganizzazione degli uffici: il sindaco Starita convoca i sindacati Riorganizzazione degli uffici comunali, interviene il sindaco Giosuè Starita (foto). A seguito della decisione di "rivoluzionare" l´assetto di alcuni settori chiave del Comune di Torre Annunziata, scelta operata mediante una delibera di giunta, sindacati e opposizione hanno mosso aspre critiche nei confronti del primo cittadino e dell´esecutivo. «Chiederemo spiegazioni alla politica, che ancora una volta non tiene conto delle normative - hanno dichiarato nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali comunali -. Le decisioni si prendono confrontandosi con le parti e non con improvvisi diktat». Sinistra Ecologia e Libertà ha parlato addirittura di una «rappresaglia post-elettorale» che si sarebbe abbattuta su quei dirigenti rei, secondo SEL, di non essersi schierati con Starita. Sulla stessa lunghezza d´onda il leader di Centro Comune, Enzo Sica, che ha parlato di una scelta dell´Amministrazione che sembra nascere «dall´esigenza di punire chi non si è schierato con i vincitori». Insomma, è iniziato l´autunno caldo che tutti temevano. Dal canto suo, Starita sostiene che «la materia trattata ha particolare rilievo e merita, certamente, specifica attenzione». Il sindaco ha annunciato, attraverso una lettera, di aver convocato i sindacati e le RSU per un incontro, fissato il prossimo 11 settembre. «Sarà un confronto ispirato esclusivamente da interessi generali e teso, unicamente, al miglioramento dei servizi - scrive il sindaco -. Il personale dipendente del Comune rappresenta una risorsa e compito dell´Amministrazione è quello di creare le condizioni per il miglior utilizzo». Nel frattempo, scoppia anche la "grana" legata ai trasferimenti di cento dipendenti comunali a livello intersettoriale. Un rimescolamento delle competenze e delle posizioni, in sostanza, deciso dall´assessore al Personale Giuseppe Auricchio, che ha parlato di dipendenti «fannulloni». Una definizione che non è andata giù ai sindacati, che accusano lo stesso Auricchio di non essersi mai confrontato con loro.