A cura della Redazione
Clima politico «rovente». Tra presunti voti di scambio e aggressioni Il dopo elezioni a Torre Annunziata è davvero "rovente", e non solo per il bel sole di questi giorni. Le indagini delle forze dell´ordine si stanno concentrando in queste ore sul cosiddetto "voto di scambio", che vedrebbe coinvolte dodici persone, tra cui anche un ex consigliere comunale. Un pregiudicato di 22 anni, infatti, è stato sorpreso da un presidente di seggio mentre scattava una foto alla scheda elettorale dopo aver votato, chiedendo poi al presidente di seggio di "chiudere un occhio". Per gli inquirenti si tratterebbe della prova di "fedeltà" ad un candidato. Che, da par suo, smentisce qualsiasi coinvolgimento nella vicenda. Un altro candidato, non eletto, è stato invece multato per aver fatto propaganda fuori ai seggi durante i giorni di votazione. A finire nel mirino della forze dell´ordine anche il candidato del Pd Mario Siano. Secondo gli agenti polizia, Siano si sarebbe recato nel seggio n. 46, insieme ad altre tre persone sue conoscenti, tra cui un pluripregiudicato, per farsi assegnare voti che non gli spettavano, pretendendo l´assegnazione di due preferenze a suo favore. Un episodio che vede indagata la stessa presidente di seggio per aver fatto entrare, durante le operazioni di scrutinio, persone non autorizzate. C´è poi il filone di indagini che riguarda il rilascio di ben 850 duplicati di tessere elettorali nelle giornate delle votazioni (in seguito ad altrettante denunce di smarrimento). Un numero anomalo e che potrebbe far presagire al fenomeno del "doppio voto". Il clima politico in città è davvero teso. L´aggressione al consigliere comunale del Pd, Luigi Ammendola, avvenuta in strada ad opera di un energumeno, è solo l´ultimo di una serie di episodi che hanno caratterizzato questa tornata elettorale. Secondo una prima ricostruzione dell´accaduto, l´aggressore, M. S., avrebbe inveito contro Ammendola per "un obbligo" che lo stesso consgliere avrebbe avuto nei suoi confronti, in quanto aiutato durante la campagna elettorale. In realtà M. S. ha svolto il ruolo di rappresentante di lista per l´Api, una forza politica dello schieramento opposto a quello di Ammendola. «Non ho mai avuto rapporti con quell´uomo - ha dichiarato l´esponente del Pd - e non gli ho mai chiesto voti». Il gesto è stato fermamente condannato dal sindaco Giosuè Starita, che ha parlato di un atto grave e vile, e dai rappresentanti dell´opposizione, Vincenzo Sica e Antonio Gagliardi. «Quanto accaduto - ha affermato Sica - è pericoloso e minaccia seriamente le Istituzioni sul territorio». Per Gagliardi è «un atto che non trova alcuna giustificazione e che richiede una sempre maggiore attenzione delle forze dell´ordine e delle Istituzioni».