A cura della Redazione
Del Gaudio, esposto al Prefetto: «Sciogliere il Consiglio comunale!» L´ex magistrato e parlamentare di Torre Annunziata, Michele Del Gaudio, scuote il Palazzo. Dopo la vicenda del licenziamento dell´ing. Bruno Orrico, capo dell´Ufficio Tecnico Comunale, che ha denunciato ingerenze di alcuni assessori, scoppia una nuova grana per il sindaco Giosuè Starita e la sua amministrazione. Del Gaudio, infatti, ha inviato un esposto al Prefetto di Napoli, e per conoscenza alla Procura della Repubblica oplontina, nel quale chiede se sussistano le cause per lo scioglimento del Consiglio comunale. In riferimento agli ultimi di attività amministrativa, Del Gaudio si domanda se è stato "tutto regolare o sono stati compiuti atti contrari alla Costituzione, gravi e persistenti violazioni di legge". Ed ancora: "E´ stato assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi? Si sono verificati condizionamenti interni o esterni all’amministrazione? Si tratta di condizionamenti legittimi o illeciti? Solo lobbistici o politici, oppure delittuosi o camorristici?". Del Gaudio si scaglia poi contro la presenza in giunta di Ciro Alfieri, "in passato sotto processo per gravi reati proprio contra la pubblica amministrazione" e fa il nome anche di Tommaso Solimeno, ex vicesindaco, "coinvolto in un abuso edilizio". "Il tutto - scrive l´ex magistrato - condito da una maggioranza fra i cui leader figurano Domenico Iapicca (finito nei verbali del pentito Migliorino, ndr) e Francesco Donadio, comunque toccato dalla cosiddetta tangentopoli oplontina, tanto che il suo partito lo tiene per anni lontano". Del Gaudio fa poi un lungo elenco di episodi che hanno caratterizzato l´attuale consiliatura, e che lui stesso definisce "incresciosi". Dalle "improvvise dimissioni del consigliere comunale Raffaele Polimeno, eletto pochi giorni prima, passate inosservate in consiglio e giunta, nonostante si vociferasse di intimidazioni rivolte alla sua famiglia con lo scopo di consentire il subentro del primo dei non eletti, Domenico De Vito", alle "minacce al consigliere Pierpaolo Telese". Dallo "scoppio di un grosso petardo davanti al negozio di Rosario Piscitiello, fondatore del Comitato cittadini torresi, la sera di una manifestazione contro la giunta", al ritiro dal Partito democratico di numerosi torresi che in un primo tempo ci avevano creduto, soprattutto per l’arroganza e l’aggressività nel corso delle riunioni". E poi, "la fuoriuscita del consigliere Cirillo dal partito di Alfieri, le scandalose primarie del Pd, con la partecipazione di pregiudicati e persone di poi implicate nella successiva operazione anticamorra denominata “Alta marea”; la nomina del commissario On. Aldo Cennano, di indubbie capacità ed onestà; l’allontanamento di Iapicca dal Pd; l’uscita dalla giunta di interi partiti, come Rifondazione comunista e Italia dei valori; la costituzione di un gruppo consiliare diverso da parte di eletti nel Ds-Pd; le dimissioni di quasi tutti gli assessori man mano nominati, ad eccezione di Alfieri e Solimeno; la candidatura di quest’ultimo alla Provincia, le dimissioni di Cennamo per incompatibilità con l’ambiente dominante nel Partito democratico e nella maggioranza consiliare; il ritorno in auge di Donadio, che di sicuro non aveva appoggiato il repulisti di Cennamo; l’intimidazione del giornalista Gianluca De Martino, autore di articoli coraggiosi, a volte irriverenti verso l’amministrazione; le dimissioni del segretario comunale, dott.ssa Carmosino, ritirate non prima di aver lanciato pesanti accuse attraverso i giornali". L´ex parlamentare torrese denuncia anche un certo immobilismo dei consiglieri comunali. "Dai video dei consigli comunali trasmessi da blog locali - scrive - si snodano voti senza dibattito, dai verbali spuntano consiglieri che non hanno mai preso la parola, addirittura il difensore civico, l’avvocato Marino Galbiati, viene designato senza una discussione sia pur minima". "La macchina comunale è per buona parte un colabrodo - continua Del Gaudio -: inefficiente, impreparata, improduttiva, non trasparente, inerte, assente, sorda alle lamentele dei cittadini (condizionabile?). Peraltro, se abbiamo qualche speranza, basta ricordare la retata di molte decine di dipendenti per assenteismo, avvenuta un paio d’anni fa". Il j´accuse prosegue con la denuncia del valzer di poltrone in giunta, elemento caratterizzante di questa amministrazione Starita con ben 27 assessori nominati in poco più di quattro anni. "I mass media - afferma Del Gaudio nel suo esposto - contano decine di cambi di casacca, nemmeno spiegati agli elettori; ben ventisei, ventisette allenatori-assessori, alcuni durati il soffio di una bolla di sapone. Che amarezza vedere nello stesso consesso persone con storie così diametralmente opposte! Che fatica cercare di decifrare chi possa essere artefice di condizionamenti e chi possa subirli, chi vesta i panni del carnefice e chi quelli della vittima. Sono istintivamente convinto che ci siano dei pescecani nell’acquario, ma la ragione mi vieta di affermarlo, perché non ho prove, che solo una commissione prefettizia o l’autorità giudiziaria potrebbero raccogliere". Del Gaudio sottolinea anche l´importante lavoro di magistratura e forze dell´ordine per contrastare la criminalità organizzata. "Magistratura e forze dell’ordine hanno costretto nell’angolo la camorra violenta - scrive -, dedita alla droga, al raket, all’usura, a furti, rapine, omicidi. La politica e la società non hanno saputo fare altrettanto contro la criminalità in giacca e cravatta. Le finanze locali, le opere pubbliche sono invece bottini che si possono ancora depredare; è più difficile la prova, il corrotto e il corruttore sono complici, il potenziale denunciante spesso è in contiguità con colui che dovrebbe denunciare; anch’egli ne trae un vantaggio, per quanto a volte miserevole come valore e come dignità. Si pensi ai più deboli, ai poveri, ai disabili, agli anziani, alle persone che vivono di sussidi, di contributi, di pensioni minime, che sono facilmente preda di accattoni che fingono gentilezza, volontà di risolvere ingiustizie, nel mentre i loro presunti favori nella realtà giuridica sono dei diritti sacrosanti. L’accattone a volte è un procacciatore, altre è direttamente l’impiegato o l’amministratore competente". Secondo Del Gaudio, diventano appetibili, in queste condizioni, settori come "le politiche sociali e la sanità". Dando origine così al fenomeno del clientelismo. "Basta fare uno screening dei politici: almeno la metà è medico, infermiere, dipendente di Asl o di centri sanitari privati, se non socio… - afferma Del Gaudio -. Di fronte a macroscopiche carenze, a volte criminalmente create o non risolte, il malato, soprattutto se nullatenente, se cronico, viene avvicinato, spesso è lui stesso ad invocare protezione, perché le complicazioni sono lì apposta, per persuadere che senza santi è tutto più faticoso, più lento". A conclusione della sua lunga nota (di cui abbiamo estrapolato alcuni passaggi per renderla di più semplice lettura), Del Gaudio invita il Prefetto a verificare se sussistano i presupposti per lo scioglimento del Consiglio comnunale. "Il decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 all’articolo 141 prevede lo scioglimento e la sospensione dei consigli comunali e provinciali, con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell´interno: a) quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico; b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi…; c) quando non sia approvato nei termini il bilancio. In conclusione chiedo perdono a tutti per questa mia cronaca cittadina, permeata di avvenimenti, opinioni, riflessioni, interrogativi. Potrebbero anche rivelarsi totalmente errati, addirittura folli, ma preferisco essere accusato di follia, piuttosto che essere un vile ed omertoso spettatore dell’assassinio della mia città. Confermo inoltre il rispetto umano nei confronti di tutti, ma chi decide di fare politica, o di essere un funzionario, non può vantare il diritto alla riservatezza del normale cittadino, deve piuttosto chiarire pubblicamente gli elementi controversi che possono nuocere ad una corretta gestione della città. Insisto, Signor Prefetto, per l’invio di una commissione d’accesso che accerti se sussistano i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale di Torre Annunziata per una delle cause previste dalla legge".