A cura della Redazione
Bruno Orrico, dirigente dell´UTC: "Vi spiego i motivi del mio licenziamento" «La politica mi aveva chiesto di fare un passo indietro, ma io non l’ho fatto. Per questo ho ricevuto dal sindaco una lettera di contestazione con la quale mi viene intimato di lasciare l’incarico entro sessanta giorni dalla sua notifica». Con questa affermazione inizia la nostra intervista all’ing. Bruno Orrico (foto), dirigente dell’Ufficio Tecnico del comune di Torre Annunziata. Dichiarazioni al vetriolo quelle di Orrico, che probabilmente creeranno forti fibrillazioni all’interno dell’amministrazione comunale. «La lettera di contestazione che ho ricevuto - spiega l’ingegnere - è immotivata, illegittima e senza alcun valore. Ho confutato punto per punto quanto contestatomi, perché il contenuto è privo di consistenza tecnica ed amministrativa e comunque in assoluto contrasto con il mio operato, documentalmente agli atti». Allora, quale sarebbe il vero motivo del suo “licenziamento”? «Non lo so, ma lo posso immaginare. Stiamo rischiando di perdere milioni di euro (e già 300 mila sono andati in fumo, ndr) per l’immobilismo di questa Amministrazione, la quale blocca importanti lavori pubblici per piccoli interessi afferenti a nomine di eventuali progettisti esterni, nonché per interferenze continue ed “anomale” nella gestione dei lavori, compromettendo, in tal modo, il cammino regolare e corretto delle procedure. Porto ad esempio una telefonata dell’assessore ai Lavori Pubblici che, interferendo per l’ennesima volta con l’attività dell’Ufficio Tecnico, ha chiesto in modo perentorio al collaudatore di Palazzo Criscuolo di siglare due stati di avanzamento, concernenti lavori contestati e non funzionali, perché eseguiti solo parzialmente. Nell’apprezzare il rifiuto espresso dal collaudatore, ho condiviso il suo disgusto. Voglio ricordare che Palazzo Criscuolo è interessato da almeno un lustro da lavori infiniti che ancora non vengono completati. Si ricorda, sull’argomento specifico, che dalla contabilità sottoposta alla verifica del collaudatore, è risultato che l’impresa, a fronte delle opere eseguite prima dell’ennesima, unilaterale sospensione, ha ricevuto addirittura 28 mila euro in più». Lei parlava del pericolo di perdere cospicui fondi. Ci spieghi meglio. «Erano disponibili risorse, da parte della Regione Campania, per 300 mila euro occorrenti per l’adeguamento sismico della scuola elementare di via Pascoli (rione Deriver, ndr). Ebbene, la Giunta non ha approvato la delibera per motivi ancora a me sconosciuti, facendo perdere i relativi fondi. Per non parlare poi dei lavori di riqualificazione dell’aula consiliare di via Schiti, da adibire anche a teatro comunale. Ancora oggi è tutto bloccato per questioni avulse da una normale procedura tecnico-amministrativa. E non è finita qui. La Regione ha disponibili 5 milioni di euro per il rilancio della pesca a Torre Annunziata. Con questi soldi si può rilanciare un settore vitale per l’economia torrese. L’assessore competente è il dottor Giuseppe Raiola, ma il suo collega ai Lavori Pubblici ritiene che la materia sia di sua competenza. Il perdurare di queste diatribe può comportare la perdita dell’accesso al finanziamento, in considerazione del fatto che questo è a sportello, nel senso che fa fede la data di presentazione dei progetti». Il suo operato, dunque, intralcerebbe non poco il modus operandi di qualche assessore. Di qui la lettera di licenziamento? «Può anche darsi. Pensi che hanno persino avuto da ridire sul fatto che ho preteso che la ditta appaltatrice dei lavori di pavimentazione di corso Vittorio Emanuele rifacesse il manto bituminoso per la seconda volta, visto lo stesso non era stato eseguito a regola d’arte. Ebbene, sono stato accusato di essere troppo fiscale e che sarebbero bastati pochi rappezzi per risolvere il problema». Cambiamo argomento. Lei è stato accusato di aver ricevuto un avviso di garanzia per essere stato tirato in ballo da un pentito relativamente alla gestione dell’emergenza rifiuti a Napoli negli anni passati. Cosa ha da dire al riguardo? «Sulla vicenda specifica dico solo che il processo è al secondo grado di giudizio ed io non figuro neanche tra i testi. Tragga lei le conclusioni». L’ingegnere Orrico, figlio di carabiniere, per anni è stato braccio destro dei Prefetti succedutisi a Napoli, quali Commissari di Governo. «Non sono mai stato alle dipendenze dei Commissari-presidenti della Regione Campania per l’emergenza rifiuti - sottolinea Orrico -. Dal 1994 al 2003 la mia azione è stata solo ed esclusivamente incentrata a risolvere l’emergenza rifiuti e a rendere trasparente e “normale” tale attività. Ed è per questo motivo che il mio nome è stato inopinatamente tirato in ballo». Dal 2003 al 2007 è stato braccio destro del generale Roberto Jucci, commissario per l’emergenza Sarno, ed ha svolto il ruolo di RUP e progettista per la bonifica del fiume, nonché di altri importanti impianti di depurazione. Nel 2008 Orrico, come collaboratore dell’assessore della Regione Campania, Walter Ganapini, ha coordinato il tavolo tecnico per la risoluzione della problematica dell’impianto di foce Sarno, e nello specifico di quella del ponte di via Sepolcri. Ha diretto la Protezione Civile della Regione Campania fino al dicembre 2009 ed è stato responsabile fino all’aprile 2011 degli impianti di depurazione regionale in concessione alla Hidrogest (Termomeccanica/Giustino). Ingegnere, non possiamo non farle una domanda sul ponte di via Sepolcri. «Rispondo volentieri. Innanzitutto, va detto che è stata mia l’intuizione di coinvolgere l’Assessorato alla Protezione Civile regionale, retto da Edoardo Cosenza. Solo così è stato possibile sbloccare una situazione che altrimenti sarebbe durata ancora per chissà quanto tempo. Ora, invece, è certo che per l’inizio del prossimo anno il ponte sarà installato, mentre già ad ottobre andrà in funzione il collettore. Ovviamente, come d’incanto, è incominciato il solito balletto dei politici che vogliono salire sul carro dei vincitori». Un´ultima domanda. Lei è stato anche parte attiva nell’importante accordo di programma tra Regione, Provincia e i 19 Comuni della cosiddetta zona rossa per risolvere definitivamente l’emergenza rifiuti. «Ho coordinato il tavolo tecnico per la predisposizione del piano di impiantistica afferente il ciclo integrato dei rifiuti. La riunione del 25 luglio ha visto riuniti intorno al tavolo dei lavori le massime Istituzioni. Il piano, così come è stato stilato dagli uffici ambientali dei Comuni coinvolti, prevede tre impianti di trattamento della frazione umida a Massa di Somma, Somma Vesuviana e Ercolano; un impianto di trattamento della frazione secca a Torre del Greco; una piattaforma multimateriale e un impianto di trattamento e recupero di ingombranti e Raee ad Ottaviano; la raccolta vetro a Cercola; l’utilizzo di un’area industriale di 8 mila metri quadrati per una destinazione da definirsi a San Giuseppe Vesuviano; un impianto di trattamento rifiuti inerti da costruzione e demolizione ad Ercolano; l’utilizzo di un’area per piattaforme multimateriali a Striano, e due centri di riuso a San Sebastiano e Portici. Con questo piano i 19 Comuni in futuro saranno indipendenti per quanto concerne lo smaltimento dei rifiuti, anche se dovranno individuare una discarica per la frazione residuale». ANTONIO GAGLIARDI (dal periodico TorreSette del 29 luglio 2011)