A cura della Redazione
Salta il consiglio comunale: maggioranza sempre più fragile Ancora un flop del consiglio comunale. Pochi i consiglieri in aula stasera e al presidente Gioacchino Langella, dopo due appelli a distanza di mezz’ora l’uno dall’altro, non è rimasto altro da fare che dichiarare sciolta la seduta. Ancora una volta la maggioranza si è dimostrata fragile come l’argilla. Appena quindici i consiglieri presenti, numero insufficiente per il proseguimento di lavori dell´assise. Non è la prima volta che questo accade, e non sarà certamente l’ultima. All’appello non hanno risposto i consiglieri di maggioranza Raffaele De Stefano (ex IdV), Nunziato Di Capua (ApI), Carmine Fabbrocini (ex Pd), Amedeo Iovane (Fli), Domenico Solimeno (Noi Sud), Gaetano Veltro (ex Pd). L’opposizione ha colto la “palla al balzo” e non è entrata in aula, evitando che si raggiungesse il numero legale. Stasera c’erano molti debiti furori bilancio da approvare e a qualcuno della maggioranza sarà venuto il mal di pancia. «E’ una vergogna - esordisce il capogruppo dell’Italia dei Valori Luigi Cirillo -. Una volta che la maggioranza si è divisa tutti gli incarichi, ora non ha più alcun interesse ad amministrare. Nessuno più vuole assumersi responsabilità e i consiglieri preferiscono disertare le sedute consiliari. Penso che il sindaco Giosuè Starita - conclude Cirillo -faccia meglio ad interrompere questa lenta agonia invece di trascinarsi avanti per un altro anno». Sulla stessa falsariga il consigliere di SEL Andrea Fiorillo. «Stasera la maggioranza di Starita - afferma - ha fatto un’altra figuraccia nei confronti dei cittadini. Di fronte ai gravi problemi che attanagliano la città, i consiglieri di maggioranza si dimostrano sempre più irresponsabili. Almeno avessero il coraggio - conclude Fiorillo - di denunciare la loro incapacità e di evitare alla città ulteriori mortificazioni». Va ancora più duro il capogruppo del Partito Democratico Luigi Ammendola. «Abbiamo assistito a l’ennesimo coup de théàtre di questa maggioranza fantoccio. L’unico collante che la unisce sono gli incarichi e le poltrone, poi il vuoto più assoluto. Non c’è traccia ancora del bilancio di previsione che il consiglio comunale dovrebbe approvare entro il 30 giugno, ma che sicuramente slitterà oltre la metà di luglio. Dalle prime indiscrezioni emerge la mancanza di una politica fiscale a favore delle fasce più deboli e dello sviluppo e l’occupazione. Il sindaco prende atto del suo fallimento e si comporti di conseguenza». Sui volti dei consiglieri comunali di maggioranza scoramento e delusione. E già qualcuno sta pensando di abbandonare la nave prima che affondi. (a.g.)