A cura della Redazione
Salta il Consiglio comunale: contrasti tra il sindaco e il suo partito (UdC)? Giovedì 28 aprile la seduta del consiglio comunale di Torre Annunziata è andata deserta. La maggioranza, compreso il sindaco Giosuè Starita (foto), non si è presentata in aula. Al presidente Gioacchino Langella non è restato altro da fare che sciogliere l’assise per mancanza del numero legale. Il capogruppo dell’UdC, Francesco Donadio, in una dichiarazione rilasciata al giornale Metropolis, ha licenziato la questione affermando che era stato deciso, insieme ad altri partiti della coalizione, di non partecipare al consiglio comunale in attesa di una nuova convocazione con un ordine del giorno più ricco. Già, perché approvare il regolamento per l’entrata in funzione dell’isola ecologica di via Roma; oppure aprire la discussione sul diritto di superficie su aeree destinate ad edilizia residenziale (un’attesa che dura da decenni); o dare un atto di indirizzo in materia di riduzione dei consumi energetici e impatto ambientale, sarebbero argomenti di poco conto. Il capogruppo di Noi Sud, Enrico Boccia, invece, ha fornito la sua motivazione. “Il consiglio è saltato - ha affermato sempre sulle pagine del quotidiano locale - perché non eravamo preparati e correvamo il rischio di essere superficiali”. L’ultima versione viene data dal presidente del consiglio Langella (Noi Sud). “Il consiglio comunale è stato disertato dai consiglieri della maggioranza - ha dichiarato - non per una questione di ordine del giorno scarno, come avrebbe sostenuto Donadio, ma per una questione di riflessione politica”. Tre versioni differenti più una quarta, quella del capogruppo di ApI, Davide Alfieri che, papale papale, ha detto che il suo partito si è adeguato alla richiesta dell’UdC di non partecipare alla seduta del consiglio comunale. Un bravo giornalista, però, non può limitarsi alle dichiarazioni rilasciate dagli addetti ai lavori, ma deve cercare di approfondire la sua conoscenza. Ed ecco allora che emergono alcune indiscrezioni che danno un maggior senso a quanto è avvenuto giovedì pomeriggio. Innanzitutto, ha ragione il capogruppo Alfieri: la decisione di disertare il consiglio comunale è partita dall’UdC, dal partito del sindaco, a cui tutte le altre forze politiche si sono adeguate. Il motivo? Una spiegazione potrebbe essere il fatto che Starita abbia suggerito la nomina di un esponente di un partito di centrodestra (Nuovo Psi?) per il consiglio di amministrazione della Tess senza confrontarsi con il suo partito. Ma non sarebbe la sola. All’interno dell’UdC ci sarebbe una divergenza di vedute su alcune tematiche politico-amministrative, tanto da indurre i vertici del partito a dare un forte segnale al primo cittadino. Intanto, mentre la maggioranza discute al suo interno su come affrontare quest’ultimo anno di consiliatura, quale forza politica dovrà accaparrarsi il decimo assessore, su chi andrà ad occupare un posto nel consiglio di amministrazione della Tess, la città viene lasciata al suo inesorabile declino. A. G.