A cura della Redazione
Petizione contro il malgoverno cittadino. Dal 6 marzo la raccolta firme Il centrosinistra in campo con una nuova proposta: una petizione popolare contro il malgoverno cittadino. La decisione è stata assunta nel corso dell’ultimo interpartitico al quale hanno partecipato il Partito Democratico, l’Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista e il Movimento per l’Autonomia. La petizione, che sarà sottoposta ai cittadini per la firma, è articolata in cinque punti ampiamente discussi e approfonditi nel corso dell’incontro. Il primo è rappresentato dall’abnorme aumento della tassa sui rifiuti deliberata per l’anno 2009 e che ha sottratto dalle tasche dei contribuenti oltre 3 milioni di euro. Aumenti che sono stati del 68 per cento per le civili abitazioni e dell’82 per cento per le attività produttive. E c’è anche da aggiungere che nell’anno 2010 non è stato raggiunto l’obiettivo del 35 per cento della raccolta differenziata, il che comporterà un ulteriore incremento del 25 per cento dei costi di conferimento dei rifiuti alla discarica, che quasi sicuramente si ripercuoterà sui cittadini torresi. E non hanno avuto seguito, nei fatti, le promesse dell’amministrazione comunale circa una riduzione della tassa relativa all’anno 2009. Il secondo punto sottolinea l’incapacità e l’incompetenza di un governo cittadino che ha perso oltre 6 milioni di euro di finanziamenti regionali sia per la realizzazione del prolungamento di via dei Mille che per la riqualificazione del Molo di Ponente, risorse ottenute grazie a progetti presentati dall’allora governo del sindaco Cucolo. Il terzo punto riguarda le contraddizioni del sindaco Starita che, fin quando ha governato con i partiti di centrosinistra, ha fatto una lotta contro gli sprechi; invece dal luglio scorso, con l’attuale coalizione di centrodestra che lo sostiene, ha aumentato il numero degli assessori a dieci, ha nominato un nucleo di valutazione del quale non si era sentita la necessità per tre anni e mezzo, ed ha distribuito incarichi a destra e a manca per tenere legati a sé singoli consiglieri affamati di poltrone. Il quarto punto evidenzia l’inopportunità di nominare in giunta politici responsabili di reati contro la Pubblica Amministrazione, una scelta voluta direttamente dal primo cittadino. Il quinto punto è quello più eclatante in termini politici e di mancato rispetto della volontà popolare. E’ rappresentato dal passaggio del sindaco Starita dal campo del centrosinistra, schieramento vincente alle elezioni comunali del 2007, a quello del centrodestra, coalizione perdente ma che ora governa la città senza minimamente tener conto di quel 70 per cento di cittadini che avevano assicurato la vittoria al centrosinistra circa quattro anni fa. Da domenica 6 marzo saranno allestiti banchetti in corso Umberto I (davanti al Banco di Napoli) per raccogliere firme contro la cattiva amministrazione.