A cura della Redazione
Giosuè Starita, il sindaco tradiTorre Tanto tuonò che piovve. La venuta del segretario nazionale dell’UdC Lorenzo Cesa a Torre Annunziata ha, di fatto, sancito il passaggio del sindaco Giosuè Starita alla corte del partito di Casini, anche se manca ancora l’ufficializzazione. Un passaggio lungamente meditato, visto che i rapporti tra lui e il Partito Democratico si erano logorati da tempo. Ma questa operazione politica va ben oltre un semplice cambio di casacca, pur non potendo fare a meno di sottolineare che alle elezioni comunali del 2007 l’Unione di Centro aveva appoggiato il candidato sindaco del centrodestra, Luigi Monaco. Con l’adesione all’UdC, alla presenza del segretario nazionale Lorenzo Cesa, Starita ha avuto la garanzia della sua ricandidatura a sindaco per la prossima tornata elettorale, questa volta però a capo di una coalizione di centrodestra A dirla in breve, seguirà in toto le orme del suo predecessore, con la differenza che la candidatura di Monaco giunse al termine del suo mandato, mentre la sua è stata pianificata con largo anticipo e durante la consiliatura in cui aveva vinto il centrosinistra. E sappiamo tutti della sonora sconfitta alle elezioni del 2007 dell’ex sindaco Monaco… La tesi secondo la quale Starita starebbe per allestire per il futuro una coalizione di centrodestra è avallata anche dalle ultimi accadimenti politici, che hanno visto sia Sinistra e Libertà che Rifondazione Comunista, gli unici due partiti di sinistra ancora a sostegno del sindaco, abbandonare la maggioranza. Il motivo? L’ingresso nella coalizione di un ulteriore partito di destra, Futuro e libertà di Gianfranco Fini. Sorge allora spontanea una domanda: perché si è dato seguito a questa operazione politica ben sapendo della prevedibile reazione dei due partiti di sinistra, che mai avrebbero partecipato ad una coalizione in cui fossero stati presenti partiti di destra? La risposta è semplice: perché nel progetto futuro del sindaco non c’è spazio per i partiti di sinistra. Partendo da questo assunto, tanto valeva, allora, interrompere sin da subito il rapporto con questi due partiti, anche per non dar loro la possibilità di crescere elettoralmente, e riaffidare la carica di vicesindaco e l’assessorato all’urbanistica, lasciati liberi da Sinistra e Libertà. Ma il cammino del sindaco Starita non è privo di difficoltà. Innanzitutto quale sarà la reazione di alcuni suoi alleati, in primis l’assessore Ascione, il consigliere Veltro e il presidente della Multiservizi Cuomo, uomini notoriamente di sinistra avendo militato nel PdS, DS, PD? Accetteranno di buon grado di continuare la loro attività politico-amministrativa in una coalizione di centrodestra? E una volta stipulato il matrimonio tra UdC, Api e Fli, con la costituzione del “Nuovo Polo per l’Italia”, come sarà la convivenza tra il partito dei fratelli Alfieri, l’Api, notoriamente a carattere padronal-familiare, con l’UdC? E Starita è proprio certo di essere il prossimo candidato a sindaco per il centrodestra, visto che lui stesso non riscuote grande simpatia tra i suoi stessi alleati? Tutte domande che troveranno una risposta col tempo. Nel frattempo al centrosinistra non resta altro che rimboccarsi le maniche e fare tesoro degli errori commessi negli ultimi sei anni, innanzitutto dalla scelta della candidatura di Starita. (Dal settimanale TorreSette del 28 gennaio 2011)