A cura della Redazione
Licia Accardo (PD): "Basta coi fenomeni di collusione, connivenza, clientelismo" Chiediamo a Licia Accardo (nella foto), della Direzione cittadina del Pd ed esponente di punta dei Riformisti, cosa pensa Lei della situazione che si è determinata con la Giunta anomala fatta da Starita. “Mi scusi ma ho bisogno di fare un passo indietro. L’on. Aldo Cennamo, nel settembre 2008, chiese, ad alcuni di noi, di sostenere il suo lavoro di Commissario per mettere all’ordine del giorno, anche a Torre Annunziata, la costruzione di una grande forza democratica, riformista e di centrosinistra. L’obiettivo di Cennamo era quello di ridare trasparenza e dignità al PD torrese la cui credibilità era stata offesa e calpestata con la pagina nera delle primarie del giugno 2008”. Non capisco il nesso… “Oggi può apparire paradossale ma, nonostante il degrado politico-istituzionale che è sotto gli occhi di tutti, il legame con la rigorosa coerenza verso quei valori di trasparenza e dignità in noi è più forte: siamo testardi! Penso di avere risposto alla sua domanda”. Perché questa determinazione? “E’ la convinta adesione ai principi costituzionali della nostra democrazia a darci questa forza: mettere in gioco la nostra passione per la promozione della politica, nel rispetto delle persone”. Per voi non è una novità condurre battaglie dure. O no? “Infatti, siamo allenati. Abbiamo già condotto, con fermezza, le nostre battaglie contro gli atteggiamenti obliqui e opachi che caratterizzarono l’adesione al PD nel 2008 (con il drammatico fenomeno di un tesseramento “gonfiato” e inquinato da presenze “oscure”). Abbiamo mosso le nostre critiche ad un’Amministrazione segnata, fin dall’inizio, da uno sciagurato patto pre/elettorale, come gli ultimi eventi confermano. Abbiamo denunciato e chiesto la rimozione di chiunque infangasse o mettesse in ombra la dignità sia del nostro Partito sia delle Istituzioni, per tutelare - innanzitutto - coloro che aderiscono ad un progetto per “convinzione “ e non per “convenienza”. Quale è il punto non ancora illuminato di questa vicenda, oltre il tradimento degli elettori e la mortificazione dei partiti? “C’è chi si ostina a non vedere che schegge di politica, storicamente opache e trasformiste, sono manipolate dall’ingordigia, hanno attitudini alla “logica degli affari e dei favori”, vogliono negare la crescita del territorio e l’emancipazione sociale e promuovere solo potere per poche consorterie. Ma noi non siamo né miopi né presbiti. Il rigore etico e morale è un vincolo preliminare che deve vivere ancor prima del rispetto del mandato elettorale e della funzione democratica dei partiti”. Cosa bisogna fare? “E’ arrivato il momento di opporsi, di dire “basta!”. Squallidi fenomeni di collusione e connivenza, di clientelismi e di mercimonio possono essere combattuti: è indispensabile il coraggio di un diverso atteggiamento mentale e di un nuovo modello di costruzione del consenso per dare luogo al cambiamento”. Anche nell’intero Paese bisognerebbe farlo? “Il nostro, ormai, è un Paese, per tanti aspetti, deprivato; il nostro stato di diritto è mortificato da costanti ed irragionevoli deroghe a vincoli e sanzioni: ciò annulla la nostra facoltà di fruire di garanzie e tutele, mortifica gli stessi diritti di cittadinanza”. Cosa vi proponete come Riformisti? “Continueremo la nostra battaglia di promozione politica ponendo a norma delle nostra azione il vincolo a tre paradigmi fondamentali: 1) efficienza ed equità; 2) legalità e diritti; 3) sviluppo e crescita sociale”. Ed il nuovo Pd che volete costruire come dovrà essere? “Il nostro radicamento deve passare attraverso la paziente conquista del “consenso” sulle scelte e gli obiettivi, non si reggerà mai sulla compravendita di “voti e tessere”. Vogliamo ancora lavorare sui problemi, tra la gente, affrontando emergenze sociali e territoriali, utilizzando gli strumenti della competenza e dell’etica della responsabilità, mantenendoci fedeli a valori forti per non tradire mai il contratto sociale e politico con i cittadini”. La situazione oggi è un po’ diversa….“I conflitti di Palazzo hanno ridotto la politica e le stesse Istituzioni ad uno strumento di gestione dei poteri, un microcosmo per addetti ai lavori, delineando, in tal modo, una profonda divaricazione tra i bisogni e le emergenze economico/sociali da un lato e le Istituzioni ed i partiti dall’altro. Siete fiduciosi? “La nostra credibilità è alimentata da comportamenti coerenti, coltiviamo l’ambizione e la volontà di affermare “valori e propositi declinati attraverso buone pratiche”. Questo è per noi un impegno inderogabile”.