A cura della Redazione
Intervento del gruppo consiliare del Pd in merito alle affermazioni di Tremante Fa discutere l´affermazione del neosegretario provinciale Nicola Tremante secondo il quale alle prossime elezioni comunali di Napoli, la coalizione di centrosinistra potrebbe allargarsi anche a partiti e movimenti moderati quali UdC, MpA e Noi Sud. Alle parole pronunciate da Tremante, si è sollevato un coro di apprezzamento da parte dei partiti che sostengono l´attuale maggioranza, ed in particolare dei dissidenti del Pd i quali sostengono come in realtà Torre Annunziata non abbia fatto altro che anticipare, con l´attuale composizione del governo cittadino, quello che Napoli si appresterebbe a fare l´anno prossimo (da sottolineare che Pd, IdV, parte di Sel, PdCI a Torre sono fuori dalla maggioranza, ndr). Riportiamo, qui di seguito, le obiezioni mosse a questa tesi dal gruppo consiliare del Partito democratico, presieduto dal consigliere Luigi Ammendola: Il Sindaco confonde i partiti con chi, per il solo fatto di militare in un partito, lo usa come scudo per interessi propri e contro le decisioni democraticamente assunte. Il Sindaco parla di centrosinistra riferendosi a sigle che cominciano e finiscono in una sola persona e che da anni non producono iniziative di alcun genere. E’ una rappresentazione comica della realtà. Le uniche formazioni di centrosinistra sono all’opposizione. Certo, Bersani parla di ampliare il centrosinistra ma prima delle elezioni: non dopo di esse e non dopo aver chiesto il voto su una coalizione diversa. Un po’ di serietà per favore!!! La stessa serietà che dovrebbe contraddistinguere qualche “web-tabloid” che con un eccesso di zelo degno di miglior sorte si arrampica vanamente su specchi scivolosi. Sono gli inconvenienti ai quali si va incontro quando l’obiettività cede il passo alla “velina”, al pezzo ossequioso verso i nuovi “ispiratori” atteso che quelli precedenti non possono più assicurare quei vantaggi di cui pure, a lungo, si è beneficiato. L’occasione è data dalle valutazioni, espresse in libertà in un’intervista, dal neosegretario provinciale del PD sui partiti ai quali egli intenderebbe proporre l’ingresso nella coalizione per riconquistare il governo del Comune di Napoli. L’impostazione di Tremante viene comparata, non temendo il ridicolo, con la situazione politica oplontina. Con colpevole superficialità, infatti, si omettono alcune considerazioni tanto fondamentali quanto elementari: a) nella chiacchierata con l’articolista del Mattino Tremante prospetta ipotesi che, come avviene in tutti i partiti democratici, dovranno essere prima discusse e poi, eventualmente, approvate dagli organismi dirigenti provinciali del PD; b) la proposta di Tremante non sovverte il mandato elettorale. Qualora gli organismi dirigenti del PD fossero d’accordo con l’impostazione del segretario provinciale essa prevede di sottoporre al corpo elettorale una coalizione e non di sovvertire un mandato già espresso. Il contrario della vicenda torrese; c) Tremante è il segretario provinciale e non il Sindaco. Egli – proprio avanzando un’ipotesi - attribuisce al partito il compito di definire la coalizione: l’opposto della situazione creatasi a Torre Annunziata; d) le opinioni dei segretari a tutti i livelli – cittadino, provinciale, regionale, nazionale – sono di assoluto rilievo ed autorevolezza. Ma il PD è un partito democratico non carismatico. Prevalgono sempre, per statuto, per storia e per valori, le scelte degli organismi dirigenti. Altre modalità – come ha detto persino Italo Bocchino – ci portano in Sud America e noi, come è noto, siano in Europa occidentale. Pertanto, è talmente evidente il carattere strumentale di alcune posizioni che non si dovrebbe neanche indugiare a fornire spiegazioni. Ma, in ossequio ad un principio di democrazia che induce a prendere in considerazione anche la più banale delle osservazioni, riteniamo utile chiarire la sostanza dei problemi anche a chi – senza averne alcun titolo – si inoltra persino in richieste di sospensione della vita democratica di formazioni delle quali fortunatamente non è parte. Per il Gruppo consiliare Partito Democratico Luigi Ammendola (capogruppo)