A cura della Redazione
La guerra dei manifesti: per il PdL il sindaco è il nuovo "Mago di Oz" Un´estate infuocata sotto tutti i punti di vista. La politica torrese è in fermento dopo la "svolta centro-destra" del sindaco Giosuè Starita. Ed ecco che la città viene tapezzata di manifesti pro o contro la scelte operate dal primo cittadino. In questi giorni ne è stato affisso uno, dal titolo "Per amore della verità" a firma dei "consiglieri comunali", a sostegno del sindaco. Innanzitutto, la firma in calce potrebbe trarre in inganno. In effetti, i firmatari non sono tutti i consiglieri comunali, ma coloro che sostengono l´attuale maggioranza variegata. "Gli attacchi mediatici che alcuni soggetti politici - si legge - stanno portando al sindaco Giosuè Starita possono sembrare frutto di un ragionamento lineare ma derivano invece dalla più squallida logica che l´odio, l´invidia e il rancore possano suggerire ad un uomo". Poi, un duro attacco all´ex vicesindaco Tommaso Solimeno (il cui nome non viene menzionato) accusato di "allearsi con quelli che fino a qualche giorno prima lo avevano ferocemente attaccato dando loro la possibilità, attraverso il solito triste gioco del pacchetto di tessere, di avvalersi del partito per elevare il livello di opposizione. Da qui - recita il manifesto - la linea politica del partito (non si fa riferimento ad alcuna sigla, forse il Pd?,ndr) è diventata lo strumento per far implodere l´amministrazione Starita. Da qui l´esigenza di far nascere una coalizione di centrosinistra allargata alle forze moderate presenti sul territorio, che sappiano mettere da parte gli steccati ideologici ed i rancori personali ma che abbiano a cuore le sorti della nostra città". Infine, si sottolinea la necessità dei provvedimenti adottati dal sindaco, "soprattutto in questo momento di grave crisi economica internazionale... Forse non possiamo mettere tutti i simboli ma noi sappiamo che la nostra coalizione va da Rifondazione Comunista a Noi Sud, passando per i Verdi, l´IdV, l´Api, l´UdC, SEL, l´Udeur e il Pd, senza dimenticare chi già da tempo ha ritenuto fallimentare a livello locale l´impegno dei partiti parlando di Orgoglio e Dignità". Insomma, leggendo il manifesto, Torre sarebbe diventata un esempio di governo di salute pubblica, in cui l´identità politica ed ideologica non contano più. Ed evidentemente non conta più neanche la volontà degli elettori, che nel 2007 scelsero democraticamente una maggioranza del tutto diversa da quella attuale, ovvero di centrosinistra e non di centrodestra. Sul fronte dell´opposizione, in attesa di conoscere il pensiero dei partiti tagliati fuori da Starita, PD, IdV, SEL, Federazione della Sinistra, è uscito allo scoperto il Popolo della Libertà, con un manifesto dal titolo eloquente: "Il sindaco e il Mago di Oz". "Nuovo giro, nuova corsa - si legge -. La giostra oplontina riparte, ma, come tutte le giostre, ripercorre sempre lo stesso itinerario e poi, inevitabilmente, si ferma. Tutti vogliono salire su questa giostra e i consiglieri comunali torresi della maggioranza e non (sic!) di divertono molto. C´è chi scende e c´è chi sale. Basta fare un giro... Tutti ammaliati dal Mago di Oz, che, nel nostro caso, ha assunto l´immagine del sindaco". Da qui, una pesante critica allo stesso Starita: "Che bravo questo sindaco! Dice sì a tutti e a tutto. E´ capace di tante magie che, qualche volta, sembrano miracoli, come quello di mettere insieme il diavolo e l´Acqua Santa, UdC e SEL, rinnegando partiti solidi come il Pd. Il suo partito. Questo accade perché si è scelto (o gli hanno affidato) il ruolo di bigliettaio: lui vende i biglietti per la giostra ed è solo lui a decidere a chi venderli". "Caro Mago di Oz - conclude il manifesto - non vogliamo illusioni, non ci interessa salire sulla giostra, vorremmo fare il nostro mestiere: l´opposizione, ma è impossibile farlo rispetto al nulla che è quello che appare. Ma, in via riservata, qualcosa dovete pur programmare, altrimenti il potere, fine a se stesso, non serve a nulla. Oppure no, serve solo a chi con arroganza lo gestisce... Questa Amminisrrazione non ha alcuna giustificazione per la vergogna che ci fa provare".