A cura della Redazione
Il Partito Democratico: no a "Noi Sud" nella caoalizione di centrosinistra Due giorni di dibattiti non sono bastati al Partito Democratico di Torre Annunziata per trovare un accordo su un documento politico che tracci la linea del partito in merito alla partecipazione all’esecutivo del sindaco Giosuè Starita della forza di centrodestra “Noi Sud”, prima MpA, e ancor prima Italia di Mezzo, che aveva partecipato alle elezioni delle comunali del 2007 con il centrodestra, appoggiando il candidato sindaco Luigi Monaco. Nella seconda serata dei lavori, infatti, hanno disertato la riunione alcune "componenti" del partito che fanno capo ai consiglieri Donadio, Fabbrocini, Russo Guarro, Domenico Solimeno e Veltro. Mancavano anche gli assessori Cuomo e Colletto. Un’assenza che non lasciava adito a dubbi. E lo ha dimostrato il documento che è stato fatto recapitare al segretario cittadino Francesco Porcelli e al sindaco Starita, ancor prima che il direttivo assumesse una decisione. “Si abbandona la logica unitaria – si legge – per attaccare violentemente le scelte fatte dal Sindaco (in attesa del Partito) tese a garantire la stabilità amministrativa, richiedendo con forza l’allontanamento dalla Giunta di una forza politica (MpA) che a Torre Annunziata ha sempre garantito pieno sostegno al Sindaco in Consiglio Comunale”. Poi la stoccata finale: “Non parteciperemo più a nessuna riunione del circolo – conclude il documento – senza aver ottenuto da parte tua (il segretario regionale Enzo Amendola, ndr) le più ampie rassicurazioni su un corretto ed ordinato svolgimento del dibattito politico”. Intanto la riunione del Direttivo si svolgeva regolarmente, ed alla fine 35 membri (l’unanimità dei presenti) sottoscriveva un documento in cui veniva assunta la decisione di “ritenere conclusa la fase della collaborazione con le forze politiche di centrodestra (MpA e Noi Sud), ringraziandole per il contributo offerto e rinnovando la disponibilità del Pd a mantenere con queste formazioni un corretto rapporto istituzionale. Contestualmente avviare anche con l’UdC, di concerto con le altre forze della coalizione, un limpido confronto i cui esiti saranno oggetto di un’attenta valutazione dell’intera coalizione”. Una vicenda che non poteva che finire in questo modo, se è vero come vero che la sconfitta del centrosinistra a Torre Annunziata nelle recenti elezioni regionali, ha come causa anche l’ambiguità della coalizione che governa la città, di sinistra-centro-destra. A tal proposito, anche l’Italia dei Valori ha preso una posizione netta. Già all’atto della nomina dell’assessore Francesco Cacace (MpA) il partito di Di Pietro stigmatizzò la decisione presa unilateralmente del sindaco, che non aveva neppure sentito i partiti sull’opportunità di allargare la coalizione ad un partito di centrodestra. Allora la questione dei numeri prese il sopravvento su quella politica. Ora che invece quest’ultima è tornata al centro dell’attenzione, grazie anche alla costituzione degli organismi del Partito Democratico, il problema è tornato d’attualità in modo prepotente.. Il pallino, quindi, passa nelle mani del sindaco. Si adeguerà alla linea politica tracciata dal suo partito, condivisa anche dalle altre forze politiche del centrosinistra, ad esclusione dell’Api, o tirerà dritto per la sua strada? E nel caso prendesse corpo questa seconda ipotesi, quale sarebbe la reazione dei partiti di centrosinistra? Non è escluso che questi ritirerebbero i loro rappresentanti in Giunta, dando un appoggio esterno, lasciando così il sindaco in balìa ad una coalizione ibrida, composta da pezzi del Pd, dall’Api, da Noi Sud e da qualche altro consigliere del centrodestra. Una coalizione completamente diversa da quella che lo portò al successo nella primavera del 2007. Ma una domanda che gli elettori del centrosinistra si pongono è la seguente: «Perché si dovrebbe avere bisogno dell´appoggio di "Noi Sud" quando il numero dei consiglieri rappresentativi delle forze di centrosinistra ammonta a 21 unità?». L’auspicio è che le forze politiche in campo, e lo stesso sindaco, siano coscienti che un inasprimento dei rapporti sarebbe deleterio per gli interessi della città, mai come ora bisognosa di una guida stabile e duratura per affrontare e cercare di risolvere gli annosi problemi.